News

Internet e neutralità della rete

27 gennaio 2010

27 gennaio 2010

Innocenzo Genna - giurista, esperto di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche

Il tema della Net Neutrality sconta miti ed incomprensioni sul funzionamento della rete Internet e, in particolare, la scarsa conoscenza delle pratiche di network management, le relative finalità ed effetti. Una più attenta analisi di tali pratiche può indirizzare il dibattito verso una dimensione costruttiva ed aiutare a distinguere i comportamenti delle telco utili o necessari per il miglior funzionamento della rete Internet da quelli che possono presentare profili di illiceità per gli utenti o effetti escludenti verso altri operatori.

La neutralità della Rete Internet, un tema tradizionalmente riservato agli esperti della Rete, è recentemente assurto a grande notorietà in Italia in seguito al dibattito generatosi in sede europea nel contesto della riforma del quadro regolamentare delle comunicazioni elettroniche. Alcune proposte legislative, miranti a disciplinare la facoltà delle telcos di mettere in atto pratiche di "network management", hanno suscitato forti preoccupazioni da parte di un vasto e variegato raggruppamento, comprendente tra gli altri associazioni dei consumatori, sostenitori dei diritti civili e gruppi libertari. E' sorto il timore che la riforma europea avrebbe alterato le caratteristiche fondamentali e universalmente accettate della rete Internet, trasformandola da un ambiente dove tutti possono accedere e navigare a parità di condizioni in un sistema in cui le telcos avrebbero di fatto pregiudicato la scelta degli utenti nell'accedere a servizi, contenuti ed applicazioni. Le telcos hanno generalmente rigettato tali accuse, sottolineando che pratiche di network management sono sempre esistite, anzi la Rete non potrebbe funzionare in assenza di tali interventi. Alcuni ISP e operatori di rete, in particolare i new entrants, hanno comunque paventato il rischio che determinate pratiche di network management possano essere finalizzate a rafforzare il potere di mercato delle imprese dominanti e verticalmente integrate, cioè gli operatori storici. Di qui la richiesta di specifiche regolamentazioni economiche oppure di interventi antitrust.

Scopo del presente articolo è quello di fare il punto sul tema della Net Neutrality e di chiarirne alcuni aspetti fondamentali al fine di indirizzare il dibattito verso una direzione costruttiva. Per raggiungere tale scopo, si esamineranno in primo luogo le attività di network management e le finalità per le quali esse sono attuate dalle telcos, per valutarne le implicazioni sulla neutralità della Rete. Tale ultima nozione va però definita con chiarezza, perché circolano idee differenti circa l'essenza di tale concetto nonché sulle finalità ultime che i suoi sostenitori vorrebbero perseguire. In altre parole, occorre identificare quell'insieme di principi ed interessi che contribuiscono a rendere "neutra" la Rete ed in funzione dei quali esiste il relativo dibattito. In linea generale, la ricerca si focalizza attorno a 2 problematiche fondamentali: da un lato, la regolamentazione della connettività fornita attraverso le reti telematiche; dall'altro, l'idea di accesso universale e non discriminatorio alla rete Internet ed alle risorse collegate. Quest'ultima problematica è quella che meglio riflette le preoccupazioni, non solo potenziali, sul funzionamento e sul futuro della Rete. Tale accezione di Net Neutrality evoca l'aspirazione a mantenere Internet come un ambiente aperto in cui utenti, operatori di rete e service provider possono accedere liberamente e senza discriminazioni. Si tratta di un'aspirazione compatibile con l'esistenza di pratiche di network management, anche quando esse siano messe in atto con lo scopo di trattare determinati servizi o contenuti in maniera differenziata. L'importante è cha tale differenziazione avvenga su richiesta degli utenti, eventualmente per soddisfare una domanda più sofisticata di quella basata sul tradizionale best effort; che vi sia una sufficiente informazione e trasparenza; e che il contesto di mercato sia effettivamente concorrenziale, in modo da scoraggiare comportamenti illeciti o escludenti, grazie alla facoltà dei consumatori di cambiare ISP: "to vote with their feet". Quest'ultima condizione deve essere valutata con attenzione, perché l'effettiva concorrenzialità del mercato della connettività Internet, ovverossia l'accesso broadband, non è un fatto scontato ma può essere messa alla prova da vari fattori, in primis la transizione delle reti tradizionali verso la fibra ottica.

Va da sé che il problema della Net Neutrality fosse dovuta alla semplice scarsità di banda e all'esigenza di evitare congestioni, il problema si risolverebbe attraverso maggiori investimenti in network e capacità. E' più semplice, anche se richiede tempo e risorse, costruire reti sovra-potenziate piuttosto che gestire differenti classi di servizio attraverso misure intrusive, impopolari e suscettibili di essere eluse dall'evoluzione tecnologica. Inoltre, il processo di digitalizzazione in corso, che incentiverà l'installazione di reti in fibra ottica dovrebbe verosimilmente creare tale sovra-capacità, almeno nelle zone metropolitane. Tuttavia, non è la scarsità di banda a creare le problematiche della Net Neutrality, bensì la necessità di salvaguardare modelli di business consolidati e profittevoli dall'insorgere di tecnologie e applicazioni concorrenti.


Stampa Invia