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Istat, un flop il mini censimento online

01 maggio 2010

01 maggio 2010

In attesa dell’identikit 2011 della popolazione italiana, un’indagine pilota ha permesso alle famiglie, in via sperimentale, di restituire i questionari via web. Poche le risposte.

Cresce la diffusione di internet nel nostro Paese, ma gli italiani fanno fatica a considerare la rete come uno strumento per dialogare con la pubblica amministrazione (vedi anche l’inchiesta a pag. 24). Lo dimostra un’indagine pilota dell’Istat, in preparazione del censimento generale del 2011. I questionari sono stati spediti a 72 mila famiglie residenti in 31 Comuni (Genova, Roma, Alba, Scandicci...), con tre modalità di restituzione: via internet (grazie a una password contenuta nella lettera di accompagnamento), per posta con busta preaffrancata, con consegna diretta al Comune o ai rilevatori Istat.
Solo il 9% ha utilizzato la rete. La maggior parte delle famiglie ha risposto inviando il questionario per via postale.
Il tentativo Istat di tastare il polso sul grado di informatizzazione degli italiani aveva due ragioni: quella di sveltire, attraverso il web, i tempi di raccolta dei risultati e quello di impiegare un sistema meno oneroso di quello tradizionale. Per il censimento 2011, il ricorso ai rilevatori per raggiungere tutte le famiglie italiane si stima che costerà quasi 600 milioni di euro.
Anche se il tentativo non ha avuto successo, l’Istat non esclude di riprovarci, nella speranza di risultati migliori in futuro.

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