News

Liberta in rete stop allemendamento DAlia

24 aprile 2009

24 aprile 2009

Sarà cancellato il tanto discusso emendamento D'Alia. È uno dei dati più rilevanti emersi al convegno che abbiamo organizzato alla Sala delle Colonne della Camera dei deputati il 23 aprile.

Sarà cancellato il tanto discusso emendamento D'Alia. È uno dei dati più rilevanti emersi al convegno che abbiamo organizzato alla Sala delle Colonne della Camera dei deputati il 23 aprile, nel corso del quale si è parlato di pirateria, mercato digitale, equo compenso, ruolo della Siae e dei provider, diritti e doveri in rete.

Illustration1
È stato Antonio Palmieri (Pdl) ad annunciare l'intenzione da parte della maggioranza di rivedere alla Camera il testo presentato al Senato dal senatore Udc Gianpiero D'Alia, che nel corso del convegno non si è dichiarato contrario a eventuali modifiche. Emendamento D'Alia bocciato invece senza appello da Giovanna Melandri (Pd), che nel suo intervento ha parlato anche della diffusione in rete dei contenuti coperti da diritti, dichiarando di preferire politiche di compensazione a favore degli autori piuttosto che di repressione nei confronti di chi fa download.



Illustration2
Al centro di un acceso dibattito si è trovata Gabriella Carlucci (Pdl), autrice di un controverso disegno di legge che mira a proibire l'anonimato in rete.

L'intervento dei politici ha occupato la seconda parte del convegno, mentre la mattinata è stata dedicata agli interventi dei diversi soggetti che operano nel mercato del digitale: dai discografici agli editori, dai provider ai consumatori. Rappresentati, questi ultimi, dal Commissario europeo Meglena Kuneva, che fra gli altri temi ha toccato quello della raccolta dei dati personali degli utenti, della pubblicità mirata, definendo la comunicazione commerciale nel digitale come una delle sue maggiori preoccupazioni. Fra le proposte emerse nella mattinata, quella di una fiscalità più favorevole ai contenuti digitali, avanzata sia da Luigi Perissich di Confindustria, sia da Enzo Mazza (Fimi). Alfieri Lorenzon, direttore generale dell'Associazione editori, ha riconosciuto i ritardi dell'industria del libro sul fronte digitale, pur dichiarando la volontà di essere parte attiva nel cambiamento. Paolo Nuti ha dichiarato che i provider, di cui è presidente, non possono essere chiamati a fare i poliziotti della rete, i censori. Opinione condivisa da Massimiliano Magrini (Google).

Dopo l'acceso dibattito del pomeriggio, ha chiuso i lavori il presidente di Altroconsumo Paolo Martinello, che ha invitato la politica a prendere atto della realtà digitale in cui viviamo, a non dimenticare i diritti degli utenti (compreso quello alla privacy) e ad avanzare proposte di legge solo dopo essersi informati degli aspetti tecnici della materia.


Stampa Invia