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App acquistate involontariamente: Google e Apple segnalate al Garante

12 dicembre 2012
google e apple

12 dicembre 2012

Inserisci la password per acquistare una app gratuita, ma i sistemi di pagamento di Google Play e App Store permettono a tuo figlio di scaricarne altre a pagamento o di acquistare “soldi virtuali” per giocare; una pratica commerciale scorretta che abbiamo prontamente segnalato al Garante.

Sono in molti ad averci segnalato alcuni problemi legati ai sistemi di acquisto dei giochi e delle app di Android e iOS (Apple). In particolare tanto con Google Play (il negozio virtuale di Google) quanto nell’App Store di Apple esiste la possibilità, tutt’altro che remota, di trovarsi addebitati sulla carta di credito acquisti involontari, soprattutto se il dispositivo rimane per qualche tempo nelle mani di un bambino. Addebiti spesso veicolati da applicazioni all’apparenza gratuite o dalla troppa facilità di effettuare acquisti dopo il primo inserimento della password di sicurezza. Per questa ragione abbiamo inviato all’Antitrust due ricorsi per pratiche commerciali scorrette a carico di Google e di Apple.

  
Acquisti virtuali, soldi reali
Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta. Nello store di Google, molti giochi (in particolare per bambini) sono gratuiti, ma hanno funzionalità limitate; per riuscire a sfruttarli a pieno bisogna dotarsi di armi, vestiti, accessori virtuali. Virtuali, ma che costano denaro contante: li si può comprare da dentro il gioco. In Google Play la configurazione base prevede che, una volta inserita la carta di credito nel sistema, l’acquisto avvenga semplicemente cliccando un paio di tasti. Se il giochino ha un sistema come quello che abbiamo descritto, una volta nelle mani di un bimbo il rischio di acquisti involontari è davvero altissimo. 
Il problema descritto per Android si presenta anche su iOS, ma ha radici e soluzione leggermente diverse. Per impostazione predefinita quando si scarica un’app dall’App Store il sistema chiede la parola d’ordine. Quindi sembrerebbe che l’acquisto involontario da parte di un bimbo sia impossibile. E invece no: per evitare scocciature al cliente, se si effettua un nuovo acquisto entro 15 minuti il sistema non chiede più la password. Ed ecco quindi che si apre lo scenario affinché un bambino, in questi primi 15 minuti, spenda e spanda più o meno senza volerlo. 

Alcune soluzioni 
Con i dispositivi Android, è possibile impostare un pin, da inserire prima di fare compere online, proprio per
evitare incauti acquisti. Per impostarlo accedete al Google Play Store, cliccate “Menu” e “Impostazioni”. Selezionate “Imposta Pin” e una volta fatto selezionate la casella “Usa PIN per gli acquisti”: da ora in avanti per acquistare qualcosa dovrete inserire il pin. Ricordate inoltre che con Google Play Store avete 15 minuti di tempo per ripensarci e disdire l’acquisto.  
Per evitare problemi se avete invece un iPhone (o un iPad) a cui può accedere anche un bambino, potete fare così: da “Impostazioni” scegliete “Generali” e “Restrizioni”. Cliccate su “Abilita restrizioni” e il sistema vi chiederà di creare un codice a 4 cifre. A questo punto avrete accesso a un ampio panorama di restrizioni per impedire pasticci sul vostro apparecchio. Per il nostro caso particolare, ci interessa la sezione “Contenuto consentito”: qui potete disabilitare del tutto gli acquisti Inapp (cioè gli acquisti di contenuto virtuale effettuati a partire da una applicazione) oppure impostare la password in modo che venga richiesta ogni volta e non una volta ogni 15 minuti. 

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