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Ricerche online: da Google più trasparenza

07 febbraio 2014

07 febbraio 2014

Google mostrerà anche i risultati di tre motori rivali. Questo uno dei rimedi proposti e accettati dalla Commissione europea per limitare l'abuso della posizione dominante di Google nel mercato delle ricerche online. Ma a nostro avviso, non basta, occorre maggiore trasparenza nei risultati di ricerca.

La Commissione europea si è purtroppo espressa a favore di Google. Assieme al Beuc, l'organismo che riunisce le associazioni di consumatori europee, avevamo mandato una lettera all’Antitrust e avevamo chiesto alla Commissione di respingere le proposte avanzate da Google quali rimedi nell'ambito dell'indagine aperta riguardo il possibile abuso di posizione dominante nel mercato delle ricerche online. Invece i rimedi proposti dalla multinazionale del web sono stati giudicati sufficienti: oltre a consentire una più chiara distinzione tra link sponsorizzati e semplici risultati di ricerca, anche attraverso espedienti di tipo grafico, e un più attento controllo alle inserzioni di tipo pubblicitario, Google garantirà la presenza dei risultati di tre motori "rivali" nella sua pagina di servizi. Se in questo modo il colosso di Moutain View è riuscito a evitare pesanti sanzioni dalla Commissione, per noi (e per i consumatori) ciò non basta: occorre più trasparenza nei risultati di ricerca.

Un limite per la concorrenza e l'innovazione

A nostro avviso, le soluzioni presentate da Google continuano a danneggiare il benessere dei consumatori, rappresentano un freno per l'innovazione e limitano ulteriormente la concorrenza nel mercato dei servizi di ricerca online. In quest'ottica riteniamo importante che Google sia obbligato a utilizzare meccanisimi oggettivi e non discriminatori per classificare e visualizzare tutti i risultati delle ricerche, inclusi i link ai servizi della stessa azienda.

Siamo pertanto molto delusi della alla soluzione avvallata dalla Commissione, non riteniamo che le concessioni fatte da Google garantiscano la libera scelta del consumatore, il meccanismo d'asta che sarà utilizzato per scegliere i servizi concorrenti che saranno visualizzati accanto a quelli della stessa Google è infatti particolarmente preoccupante, in quanto favorirà i concorrenti, che per ottenere questo pagheranno di più, anziché basarsi su criteri di qualità del servizio.


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