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Shopping online la nostra inchiesta

01 marzo 2009

01 marzo 2009

La legge tutela chi compra su Internet, ma i siti di e-commerce fanno i furbetti e informano poco e male sul diritto di recesso e la garanzia.
Al dunque, però quasi tutti restituiscono i soldi in caso di recesso. Lo diciamo dopo esserci messi nei panni di chi fa un acquisto su Internet e aver visitato 15 siti di ecommerce, dove abbiamo comprato una chiavetta Usb e altri articoli, esercitando poi il diritto di recesso. Solo quattro siti hanno superato la prova sia di trasparenza sia sul recesso.

Garanzia sugli acquisti, questa sconosciuta
Nonostante la legge tuteli chi fa acquisti sul web, nella realtà il cliente deve mettere in conto di dover fare i salti mortali per ottenere il rimborso se cambia idea e restituisce quanto acquistato. Infatti, quasi tutti i siti impongono al cliente procedure laboriose per restituire la merce e ottenere indietro il prezzo del prodotto. Bisogna anche stare attenti a non farsi confondere dalle informazioni fuorvianti sulla garanzia così come a non farsi rifilare le spese di riparazione e sostituzione, che sono a carico del venditore. Anche perché la trasparenza latita: solo due siti informano correttamente sulla garanzia di conformità e su come attivarla.

Shopping online nei siti Usa: più spese, meno diritti
In tempi di euro forte e dollaro debole, la tentazione di guardare anche nei siti di ecommerce statunitensi è forte (Apple Store, Best Buy, Amazon...). Attenzione, però, perché pochi siti spediscono in Italia e per ricevere i prodotti bisogna sottoscrivere servizi di intermediazione il cui costo, insieme ai dazi doganali, non solo può vanificare il risparmio, ma può far pagare anche il 22% in più di quanto costerebbe acquistare nel nostro Paese (la nostra inchiesta su HT 11, gennaio 2009). Quindi, prima di avventurarvi in un acquisto su questi siti, il nostro consiglio è di fare bene i conti, aggiungendo al prezzo del prodotto i dazi doganali e l'Iva (calcolata sul valore della transazione aumentato dell'eventuale aliquota daziaria). Verificate le condizioni contrattuali del negozio virtuale prescelto, perché non c'è una regola valida per tutti.

Garanzia: difficile averla in Italia. In caso di guasto, l'unica garanzia che si può far valere su questi prodotti è quella del produttore (non si applica la legge europea). Prima di fare qualsiasi acquisto, è meglio informarsi prima, attraverso il servizio clienti o la rete di assistenza della marca produttrice, sulla possibilità di avere l'assistenza in Italia in caso di guasto. Altrimenti sarete costretti a rispedire il prodotto negli Usa con i relativi disagi in termini di costi e di tempo.

Recesso: paghi le spese di spedizione. Anche se cambiate idea e volete esercitare il diritto di recesso dovete verificare le tempistiche massime previste dal singolo venditore e mettere in conto le spese di spedizione verso gli Usa, che non sono proprio bricioline: per esempio, le Poste per un pacco da 1 a 3 chili fanno pagare 46,70 euro. Valutate quindi bene se il gioco vale la candela.

I siti:
  1. Bow
  2. Centracquisti
  3. Chl
  4. Eprice
  5. Epto
  6. Euronics
  7. Factotus
  8. Media World
  9. Mediashopping
  10. Misco
  11. Mister Price
  12. Monclick
  13. Newprice
  14. Pixmania
  15. Unieuro

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