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Smascheriamo le cinque bufale del web

29 novembre 2013
Smascheriamo le cinque bufale del web

29 novembre 2013

I numeri sul fondo del latte indicherebbero quante volte è stato rimesso in vendita dopo la scadenza. Il bollo auto? Lo puoi non pagare perché è illegale. La rete è un grande contenitore di bufale che impiegano poco tempo per nascere e diffondersi: ti spieghiamo perché sono totalmente infondate.

1.


 Il latte scaduto e rimesso in vendita

Secondo un allarme che circola da anni, sul fondo delle confezioni di latte è impresso un numero che indicherebbe per quante volte è stato ritirato dallo scaffale perché scaduto, quindi rimesso in commercio dopo una nuova pastorizzazione o bollitura.

Perché è falsa? Dopo questi trattamenti, il latte assumerebbe gusto e aspetto diversi dal solito. È ridicolo pensare che un produttore che infrange la legge lo indichi sulla confezione. Le cifre indicano il materiale di imballaggio: sono utili a permetterne la rintracciabilità.

2.


 Cibi contaminati da metalli pesanti

Un lungo elenco di marche e prodotti contaminati da pericolose particelle di metalli pesanti, che comprende pane, biscotti, tortellini, omogeneizzati, ma anche chewing gum, hamburger e mozzarelle, torna a seminare il panico. Prodotti che sarebbero "da evitare" per il loro contenuto di mercurio, cadmio e altri metalli pesanti.

Perché è falsa? Entro certi limiti, la loro presenza nei cibi è da considerarsi accettabile. Infatti, per alcuni metalli, esistono limiti massimi di contaminazione previsti dalla legge. In queste condizioni, perciò, non c'è motivo di temere per la propria salute.

3.


 Facebook e la privacy violata

Il messaggio che circola sulla privacy di Facebook, che ti sarà probabilmente capitato di vedere tra gli status dei tuoi amici, riguarda una nuova funzione del social network. Secondo questo allarme, a causa della nuova “graphic app”, qualunque persona sul social network può vedere le tue foto, i tuoi “mi piace”, i tuoi commenti.

Perché è falsa? La “graphic app” non esiste, ciò a cui si riferisce il termine è la “graph search”, disponibile solo per chi usa Facebook in americano. Se venisse integrata, non avrebbe gli effetti preannunciati nel messaggio.

4.


 Tonno radioattivo "economico"

La notizia che esorta a controllare ed evitare il consumo di scatolette di tonno “economico” gira da settimane. Secondo la bufala, queste recherebbero l’indicazione della zona di pesca Fao 61 e 71, corrispondente al mare del Giappone, inquinato dall’incidente di Fukushima.

Perché è falsa? Il Giappone rientra nella zona Fao 61 (e non nella zona Fao 71). In secondo luogo, l’indicazione della zona di pesca sulle scatolette di tonno non è obbligatoria: sarebbe assurdo che un produttore di tonno “economico” (perché inquinato) indicasse sulla confezione (a quale pro?) la provenienza sospetta.

5.


 Bollo auto illegale, quindi non lo pago

Continua a circolare insistentemente in rete una notizia che invita a non pagare il bollo auto. Il motivo? Secondo quanto riportato, perché è illegale in Europa e, per questo motivo, l’Italia ogni anno riceverebbe una multa.

Perché è falsa? Non risultano sanzioni a carico dell'Italia. Il bollo auto è di competenza delle autorità nazionali e la Commissione non lo ha ritenuto contrario al diritto dell'Unione Europea. Non esiste, perciò, alcun fondamento di verità.

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