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Tutti pazzi per il poker online

01 novembre 2009
poker online

01 novembre 2009

Sono milioni ormai gli appassionati che a qualunque ora del giorno e della notte si danno appuntamento nei casinò virtuali per una partita di poker online o che si appassionano ai tornei di Texas Hold'em trasmessi a tarda sera in televisione.
Un giro d'affari che solo in Italia vale già circa un miliardo e mezzo di euro e che, in tutto il mondo, sembra destinato a crescere ancora.

Un affare che vale oro
Un successo recente, considerato che i primi tornei non ufficiali hanno fatto capolino negli anni Novanta e che solo da settembre 2008 il poker online è stato legalizzato in Italia. Da allora, il controllo sulle giocate e sui tornei è passato ai Monopoli di Stato e i siti clandestini sono spariti (o quasi).

La liberalizzazione è stata possibile grazie ad un escamotage: il poker non è più inserito tra i giochi d'azzardo, ma tra quelli di abilità, dato che il risultato di una partita dipende in modo preponderante dalle scelte del giocatore, dalle sue abilità tattico-strategiche e psicologiche che prevalgono sulla mera componente di fortuna.

Sdoganato dalle bische clandestine, il poker sportivo, e più precisamente la sua variante americana Texas Hold'em, è riuscito a conquistarsi uno spazio d'eccellenza nel panorama dei giochi e delle scommesse.

Il poker targato Usa
Spettacolarità, protagonisti a volte eccentrici, il sogno di poter vincere montepremi da capogiro, sono la chiave che ha permesso al Texas Hold'em (letteralmente "tienile", "non buttarle via", riferito alle carte distribuite ai giocatori) di spopolare. Se ci si alza perdenti, al massimo agli avversari va la posta iniziale, la "tassa d'ingresso", che parte da 50 centesimi e nella maggior parte dei tornei è inferiore a 100 euro. Ma anche a 50 centesimi a torneo, per un giocatore poco esperto che esce alla prima mano, questo può voler dire perdere fino a 10 euro in un'ora. E se gioca 5 giorni a settimana si tratta di una "tasssa" da 200 euro al mese.

Il sistema è semplice. Ogni giocatore riceve due carte, rigorosamente coperte e non visibili agli avversari. A turno e in senso orario, ognuno può puntare, passare, vedere, rilanciare, chiamare il cip (ovvero, se nessuno ha ancora "parlato", restare in gioco senza pagare nulla). Vengono scoperte sul tavolo le cinque carte comuni, che costituiscono la "board". Vince chi, combinando le proprie carte con quelle comuni, riesce a ottenere il punto più elevato (nella pagina accanto i valori dei punteggi) o a far ritirare gli avversari prima della fine del gioco.

Siti con brutte sorprese
Prima di cominciare a giocare, però, in una poker room è assolutamente consigliato, per non incorrere in truffe, essere sicuri di affidarsi a fornitori autorizzati. Per questo è bene consultare l'elenco dei siti "vietati" e di quelli autorizzati sulla pagina web dei Monopoli di Stato (aams.it). I siti privi di autorizzazione, e dunque illegali in Italia, una volta individuati attraverso il monitoraggio dei Monopoli, vengono oscurati. Per la maggior parte, le poker room illegali sono straniere, che non utilizzano l'italiano, ma solo l'inglese. Anche le transazioni, i pagamenti, i versamenti e tutti i rapporti economici tra gli utenti e la poker room sono sottoposti a continui controlli.


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