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Tv digitale, nella guerra Rai-Sky a perderci sono gli utenti

05 agosto 2009
guerra rai sky

05 agosto 2009

Prima il Presidente Napolitano e poi anche il Presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli hanno fatto sapere che vogliono vederci chiaro sulla rottura della trattativa tra Rai e Sky. Che mette a rischio i diritti di tutti noi telespettatori.

Prima il Presidente Napolitano poi anche il Presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli hanno fatto sapere che vogliono vederci chiaro sulla rottura della trattativa tra Rai e Sky. Che mette a rischio i diritti di tutti noi telespettatori.

TivùSat contro Sky
Nella battaglia commerciale che vede da un lato tra Rai e Mediaset, che hanno stretto una partnership insieme a Telecom per la nuova piattaforma satellitare Tivù Sat, e dall'altro Sky, sono in ballo la pluralità dell'informazione e la salvaguardia degli ultimi brandelli del servizio pubblico televisivo. A farne le spese rischieranno di essere comunque i telespettatori.

Il nostro esposto al Garante
Ricordiamo che Altroconsumo ha depositato il 10 luglio scorso all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni un esposto contro Rai per la violazione delle disposizioni del Testo Unico della radiotelevisione e del Contratto di servizio: nel periodo dal 16 aprile 2009 al 21 giugno 2009, oltre 1.800.000 telespettarori muniti di decoder satellitari non hanno potuto vedere circa 357 programmi dei canali RaiUno, RaiDue e RaiTre. Tra le trasmissioni oscurate risultano almeno diciotto edizioni di tg nazionali.
Ora che la rottura tra Rai e Sky sembra essersi definitivamente consumata, gli oscuramenti per chi utilizza un satellite rischieranno di essere sempre più numerosi, come avevamo paventato già nel nostro esposto. Rai (servizio pubblico finanziato dal canone che paghiamo noi) non può permettersi un tale comportamento, perché in questo modo lede palesemente il Contratto di Servizio.

La guerra dei decoder
Rai diffonde infatti nella nuova piattaforma satellitare Tivù Sat i propri canali impiegando la tecnologia Nagravision per criptarne i contenuti. Ne deriva che tutti i decoder non muniti di questa tecnologia di decodifica (la quasi totalità dei ricevitori presenti nelle case degli italiani: oltre ai già citati 1.800.000 decoder anche i 4.587.432 di Sky con tecnologia NDS) non potranno ricevere in modo intellegibile i contenuti criptati.
Se, come si paventa e come già accaduto nei mesi scorsi, oltre ai canali satellitari di Rai anche quelli generalisti Rai Uno, Rai Due e Rai Tre saranno completamente sottratti alla visione sulla piattaforma satellitare Sky, la violazione del diritto di accesso alla programmazione di servizio pubblico assumerà proporzioni anche più gravi ed inaccettabili. Particolarmente penalizzati risulteranno gli utenti impossibilitati per qualsiasi ragione a ricevere il segnale Rai terrestre: pur avendo un decoder satellitare si vedranno privati completamente del diritto di accesso alla programmazione Rai. Salvo essere costretti ad acquistare il nuovo decoder Tivù Sat.

Intervenga l'Agcom
Altroconsumo si oppone fermamente alla modifica del Contratto di Servizio Rai, in particolare di quell'articolo 26 che prevede che i canali del servizio pubblico debbano essere presenti su tutte le piattaforme distributive. Una cosa è comunque certa: il Contratto è in vigore e impegna la Rai nei confronti di tutti i cittadini fino alla fine dell'anno. L'Agcom, se non vuole che sia messa in discussione l'efficacia delle sue prerogative, deve intervenire e rispondere al nostro esposto.


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