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Università online, troppa confusione

01 luglio 2011
Università online, troppa confusione

01 luglio 2011

L’e-learning universitario è l’insegnamento “a distanza”, un metodo alternativo alle lezioni tradizionali, utile soprattutto a chi non può frequentare. In Italia, però, gli atenei pubblici che offrono corsi di laurea online sono sempre meno.

Corsi universitari via internet: atenei privati
Nel nostro Paese, con un decreto del 2003 vennero accreditate un certo numero di università telematiche. Si trattava di istituti privati autorizzati a rilasciare lauree online e che avevano meno vincoli rispetto alle università statali. In primo luogo potevano riconoscere un’ingente quantità di crediti agli studenti che si iscrivevano presso di loro: si distribuivano anche fino a 90 crediti su un totale di 180, in una sorta di supervalutazione dell’usato che permetteva lauree in tempi da record. I successivi governi, e la recente riforma Gelmini, hanno posto qualche regola in più, limitando a 12 il numero massimo di crediti attribuibili in base all’esperienza lavorativa o formativa, da sommare a quelli che derivano da eventuali lauree precedenti o esami già sostenuti.

Lauree via web: università pubbliche
La stessa riforma ha invece imposto regole ancora più ferree alle università pubbliche, soprattutto in termini di rapporto tra numero di docenti assunti e numero di corsi offerti. Questa razionalizzazione delle risorse, che prevede che ogni corso di laurea triennale abbia 12 docenti assunti, ha di fatto spinto gli atenei pubblici a cominciare i tagli proprio dai corsi di laurea online, nei quali il rapporto tra docenti e corsi era nettamente svantaggiato (pochi docenti assunti e molti a contratto).


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