Recensioni

YouTube Music: pregi e difetti dell'alternativa a Spotify

 
Da qualche mese è attivo anche in Italia il servizio a pagamento per ascoltare musica in streaming di casa Google. Abbiamo provato la app di YouTube Music in modalità free e premium, analizzandone pregi e limiti per poi confrontarla con le altre app disponibili sul mercato, non ultima Spotify.

12 ottobre 2018
youtubemusic

Quante volte abbiamo usato YouTube per ascoltare i brani del nostro cantante preferito? YouTube lo ha capito e ha pensato di offrire ai suoi utenti un servizio di musica in streaming, l’app YouTube Music. Il servizio di musica in streaming sposta il focus dai video alla musica con l’offerta di un ampio catalogo, il suo punto di forza. Utilizzando YouTube Music è possibile trovare canzoni e album ufficiali, playlist, remix, performance live, cover, interviste agli artisti e video musicali. YouTube Music è arrivata in Italia nel giugno 2018 ed è disponibile per Mobile app (Android e iOS) e per browser (Chrome, Firefox, Safari ed Edge).

YouTube Music si differenzia dall’app di YouTube classica perché tutti i contenuti sono incentrati sulla musica. Mancano alcune funzioni, come per esempio la possibilità di scrivere dei commenti ai video.

Il catalogo musicale è molto ampio, ma in alcuni casi non si riescono a trovare le ultimissime uscite (soprattutto se si vuole ascoltare un album intero). Al momento sembra che gli artisti preferiscano lanciare i nuovi lavori su altre piattaforme.

Cosa offre YouTube Music free

Abbiamo provato la app mobile su Android prima in modalità free e poi in modalità premium. A primo impatto la grafica è molto semplice e l’utilizzo dell’app intuitivo. Se in precedenza si era già utilizzata la app di YouTube per guardare video musicali, una volta installata la app di YouTube Music propone brani e playlist già targhettizzati sugli interessi dell’utente. 

Quando si effettua una ricerca è possibile selezionare che tipo di risultato si sta cercando tra brano, video, album o artista. Una volta scelto il brano da riprodurre YouTube creerà automaticamente una “radio” (ovvero una raccolta di brani in qualche modo affini alla canzone che si sta ascoltando) nella quale l’utente può ascoltare senza riproduzione casuale e navigare saltando da un brano all’altro con skip illimitati, come Amazon Music e superando i 6 all'ora di Spotify e Deezer

Bisogna però fare attenzione al consumo di dati. Se si sceglie di riprodurre un brano verranno in seguito proposti principalmente altri brani (quindi audio senza video), mentre se si sceglie di riprodurre un video, l’app tenderà a proporre una playlist di video, con un consumo di dati non indifferente. 

Utilizzando la app per un’ora per riprodurre soltanto brani il consumo di dati è stato di circa 65MB, valore che sale a circa 300MB se si sceglie di riprodurre una playlist video.

La versione free si sostiene con le inserzioni pubblicitarie (solo Amazon Music ne è priva), ma durante la prima prova, circa 40 minuti, non ne abbiamo incontrate. Successivamente è apparsa all’incirca un’inserzione ogni 20 minuti. La frequenza delle inserzioni pubblicitarie è ancora limitata rispetto a quella degli altri servizi di musica streaming, ma è plausibile che possa aumentare con il diffondersi dell’app.

Esiste una funzione che permette di trovare una canzone anche se non se ne conosce il titolo esatto cercando, ad esempio, “la canzone dell’estate 2018” o digitando alcune parole del testo. Questa funzione riesce a individuare senza troppe difficoltà i brani più popolari, ma non sempre individua la canzone esatta.

Il limite principale di YouTube Music versione Free è che al contrario di Spotify, Deezer e Amazon Music non consente la riproduzione in background, quindi non è possibile bloccare lo schermo o utilizzare contemporaneamente altre app. Questo la rende poco indicata per l’utilizzo fuori casa perché è quasi impossibile usarla tenendo il telefono in borsa o in tasca.

 

Cosa offre YouTube Music premium

La versione premium della app è libera da inserzioni pubblicitarie ed è possibile accedere a ulteriori funzioni come ad esempio l’ascolto in background.

Nella parte superiore dello schermo si attiva uno switch che permette di scegliere se riprodurre in coda brani solo audio o anche video, con una conseguente notevole riduzione dei dati utilizzati.

C’è poi la funzione download, che permette di scaricare la musica e i video per l’ascolto offline. Di default verrà scaricato solo l’audio, bisogna andare nelle impostazioni dei download per indicare se si vuole scaricare anche il video (in bassa oppure alta risoluzione).

Quanto costano le app per lo streaming musicale

YouTube Music offre un mese di prova gratuito della versione premium al termine del quale, se non ci si ricorda di disattivare il rinnovo, viene addebitato automaticamente il costo dell’abbonamento.

YouTube Music Premium costa 9,99 al mese, con addebitamento mensile, come tutte le altre app Mobile versione premium. L’abbonamento può essere annullato in qualsiasi momento. È anche possibile sottoscrivere un abbonamento Family a 14,99 € al mese, che permette a 6 utenti che abitano sotto lo stesso tetto di condividere l’accesso alla piattaforma premium.

Se nella versione premium ciò che offrono le varie app è abbastanza uniforme, le maggiori differenze si registrano tra le versioni free. Amazon Music non è disponibile in versione completamente free. Per poterla utilizzare nella versione base è necessario avere un abbonamento Amazon Premium, mentre se si vuole accedere a tutte le funzionalità di Amazon Premium Unlimited è necessario pagare un abbonamento mensile. Al momento della creazione dell’account, Deezer offre in automatico 15 giorni di prova gratuita, in seguito le funzionalità dell’app si riducono e si torna alla versione base.

 Il consiglio è quello di scaricare le diverse app e fare una prova di utilizzo della versione free per capire quale sia quella più adatta alle proprie esigenze.

Eventualmente è possibile approfittare del periodo di prova gratuito delle versioni premium, ricordandosi però di disattivare il servizio prima dello scadere del periodo di prova, in caso contrario in molti casi l’importo del primo mese viene addebitato automaticamente.