Consigli

Il meccanismo di Zopa

01 settembre 2009

01 settembre 2009
Zopa è l’acronimo di zone of possible agreement, cioè di zona di possibile accordo: indica la possibilità per i privati che hanno denaro da offrire e per i privati che lo cercano di accordarsi attraverso il sito. Ha iniziato a operare in Italia nel gennaio del 2008 e tra i suoi finanziatori annovera quelli di eBay (il sito che si occupa di aste online). Al momento di andare in stampa, però, i nuovi prestiti sono sospesi (vedi riquadro in basso).

Prestare denaro

Prima della sospensione, chi voleva prestare denaro, lo poteva fare solo se aveva più di 18 anni, se era residente in Italia e aveva un conto corrente. Si pagava una commissione pari all'1% annuo del capitale prestato e non ancora ripagato calcolata giornalmente (per 10.000 euro di capitale ancora in prestito sono 27 centesimi al giorno). Il prestito poteva andare da un minimo di 100 a un massimo di 50.000 euro e doveva essere diviso su più richiedenti, per minimizzare il rischio di insolvenza. Zopa non prevede garanzie sul capitale prestato e cura direttamente il recupero crediti.

Ottenere un prestito

Per chiedere un prestito bisognava avere un'età compresa tra i 18 e i 70 anni, un reddito dimostrabile, una storia creditizia positiva, la residenza in Italia e un conto corrente. Il sito attribuiva un rating a ogni richiedente: da A+ a C. I prestiti potevano andare da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 15.000 e potevano durare 12, 24, 36 o 48 mesi. Le spese erano due: un costo fisso di 15 euro per ogni anno di durata del finanziamento e una percentuale applicata in base al rating (vedi tabella qui a fianco).

Come funzionava

Il sito permetteva l'incontro tra l'offerta di denaro a un certo tasso di interesse e le richieste di prestito di coloro che erano disposti a pagare quel tasso. Sul sito venivano consigliati tassi di interesse a seconda del tipo di prestito. L’importo era diviso da Zopa in almeno 50 lotti con caratteristiche di tasso, durata e importi simili a quelli indicati da chi presta denaro al momento dell’adesione, per minimizzare il rischio di insolvenza dei debitori. Il denaro veniva prelevato da Zopa e depositato su un conto di transito chiamato “Conto prestatori” in attesa di abbinamento, cosa che ha determinato la sospensione da parte di Bankitalia.

Sito: zopa.it


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