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Macchine fotografiche: promosse in qualità, bocciate in etica

01 marzo 2010

01 marzo 2010

Il test in laboratorio promuove la qualità delle fotocamere, mentre l'inchiesta sui produttori dimostra che sono ancora poco attenti ai diritti dei lavoratori, alla sostenibilità ambientale e alla trasparenza verso i consumatori.

Quando l'etica non scatta
Interpellate dieci tra le più note società che producono macchine digitali compatte ben quattro - Olympus, Fujifilm, Kodak e Pentax - hanno rifiutato di rispondere al nostro questionario, sottraendosi quindi alle successive ispezioni dei luoghi di lavoro. Nikon è stata l'unica a collaborare in modo completo e aperto, dimostrando che il suo impegno ad attenersi a una condotta eticamente responsabile coinvolge anche i fornitori, per i quali ha elaborato un programma di responsabilità sociale specifico. È stata inoltre la sola a elaborare, a seguito delle segnalazioni da noi fatte sulla base dei problemi riscontrati durante le ispezioni, un piano di azioni correttive.

Obiettivo verde
L'inchiesta sulla responsabilità sociale e ambientale dei produttori di fotocamere è stata completata sottoponendo i loro apparecchi - un paio per ogni marchio - a un rigoroso esame di ecosostenibilità in laboratorio. Infatti, per laurearsi in ecologia non basta ridurre l'impatto ambientale della produzione: devono anche immettere sul mercato prodotti verdi. Le sorprese non sono mancate: i modelli di Nikon, azienda promossa con un giudizio globale buono nell'inchiesta sull'etica, ma precipitata in fondo alla classifica sull'ecocompatibilità degli apparecchi. Colpa soprattutto delle pessime valutazioni sul packaging (eccessivo) e sul manuale d'istruzioni, che arriva a sfiorare il peso di trecento grammi.

Marche del test
  1. Canon
  2. Casio
  3. Fujifilm
  4. Kodak
  5. Nikon
  6. Olympus
  7. Panasonic
  8. Pentax
  9. Ricoh
  10. Samsung
  11. Sony

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