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Maschera da sci con gps incorporato: tanto tecnologica quanto inutile

15 febbraio 2011
maschera da sci

15 febbraio 2011

Una maschera da sci con un dispositivo gps incorporato. Si chiama Transcend Gps, costa 399 dollari (circa 290 euro). Avveniristica, esteticamente accattivante ma che di utile sembra avere ben poco. Anzi, in certi casi, nell’uso pratico, può risultare scomoda o addirittura pericolosa.

Lenti polarizzate e tecnologia Gps. Una combinazione inusuale

I Gps (abbreviazione di Global Positioning System) in pochi anni si sono diffusi in molteplici ambiti. Non solo come ausilio alla navigazione su aerei, navi e mezzi di terra (il Tom Tom ne è un esempio conosciuto e molto diffuso fra gli automobilisti) ma anche come valido sostituto della bussola per appassionati di trekking, cicloamatori e alpinisti. Sapere in ogni momento dove ci si trova quando, ad esempio, ci si muove nella nebbia lungo un pendio innevato, può accrescere di molto la propria sicurezza. A condizione, tuttavia, di saper effettivamente padroneggiare questa tecnologia, dato che utilizzare un Gps in ambiente naturale non è così semplice e intuitivo come si possa pensare. Da questo punto di vista, gli occhiali da sci Trascend Gps rappresentano un’inusuale combinazione di un Gps pensato per chi fa turismo con una maschera da sci. In questo modo non solo è possibile tenere sott’occhio costantemente l’altitudine, la velocità a cui si sta spostando e il tempo trascorso ma, una volta tornati a casa, è possibile scaricare su PC lo storico degli propri spostamenti.

Come funziona

In basso, sulla parte destra della maschera, è montato un piccolo display che presenta tutte le informazioni raccolte dal Gps. Sempre sul lato destro della maschera sono presenti tre pulsanti che permettono di controllarne il funzionamento, anche se è richiesta un po’ di pratica per riuscire a cambiare le impostazioni (indossare i guanti da sci non aiuta). E’ possibile impostare quali parametri tenere sotto controllo come velocità, distanza percorsa, altitudine, temperatura o il tempo trascorso.

Il piccolo display, in realtà, non proietta le immagini sulla maschera, come invece accade per i sofisticati visori montati negli elmetti dei moderni elicotteri da combattimento. Per leggere quanto viene riportato bisogna abbassare lo sguardo in maniera analoga con quanto si farebbe per leggere il quadro strumenti di un’auto. Questo significa distogliere momentaneamente lo sguardo, qualcosa che non raccomandiamo di fare mentre si sta scendendo a tutta velocità da una parete innevata.

Tecnologia inutile, costosa e, in qualche caso, pericolosa

Una soluzione del genere, a prima vista, può tornare utile soprattutto a chi fa sci alpinismo, mentre per chi si limita a sciare nei comprensori al più può rivelarsi un oggetto curioso che segnala la velocità raggiunta e la distanza percorsa sugli sci. Qualcosa con cui vantarsi con gli amici, insomma, senza contare l’appeal di un gadget tecnologico, costoso e davvero curioso. La maschera è massiccia e voluminosa ma, fortunatamente, non troppo pesante da indossare. Come tutte le maschere da sci, è dotata di feritorie per il passaggio dell’aria in modo che le lenti non si appannino durante l’uso. Nonostante questo accorgimento, tuttavia, difficilmente potrebbe diventare parte dell’attrezzatura di un alpinista, dato che nella progressione in salita l’utilizzo di una maschera così ingombrante risulterebbe estremamente scomoda. Nella discesa fuoripista, come già sottolineato, potrebbe poi rivelarsi un pericoloso elemento di disturbo, che potrebbe andare a minare la concentrazione dello sciatore.


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