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Satelliti made in Ue

01 settembre 2010

01 settembre 2010

Intervista a R. OOSTERLINCK - DIRETTORE GALILEO
Con il direttore del programma, facciamo il punto su Galileo, il sistema Gps europeo progettato ad hoc per usi civili. La messa in orbita dei satelliti comunitari apre le porte a una migliore ricezione del segnale e allo sviluppo di nuove applicazioni.

Perché l'Europa ha bisogno di un suo sistema satellitare, dato che finora abbiamo usato il Gps americano?
Il Gps è un sistema nato per scopi militari. È composto da due segnali: uno molto forte, ma criptato, uno più debole, non criptato, che impieghiamo per usi civili. Il sistema non era nato per essere usato dai cittadini e il segnale è soggetto a interferenze. Per questo il Gps non può essere usato per applicazioni critiche come l'aviazione civile o per guidare le navi in porto quando c'è maltempo.

Cosa rende diverso Galileo?
Galileo è stato progettato per le applicazioni civili. Ci saranno una maggiore larghezza di banda e un segnale satellitare più forte. Abbiamo fatto un accordo con gli americani perché i due sistemi siano compatibili e interoperabili. Il ricevitore utilizzerà il segnale di qualunque combinazione di quattro satelliti (il minimo necessario per stabilire la posizione) consenta la ricezione migliore. Oggi nelle città a volte è difficile prendere il segnale di quattro satelliti, ma quando in orbita ce ne saranno 60 sarà più semplice. Assisteremo alla nascita di molte nuove applicazioni e otterremo un posizionamento molto più preciso.

Anche punto siamo del programma Galileo e che ruolo ha l'Italia?
Abbiamo due satelliti in orbita in fase di test. Altri quattro saranno lanciati l'anno prossimo. Quattordici sono in costruzione. Per il 2014 potrebbero esserci diciotto satelliti in orbita; a regime saranno in tutto trenta. Quattro satelliti sono stati assemblati a Roma da Alenia e la costruzione di parte degli altri quattordici coinvolge anche l'Italia.

Sarà possibile usare la nuova rete di satelliti con gli attuali dispositivi? E l'uso dei satelliti sarà ancora gratuito?
È prevedibile che ci siano problemi di compatibilità. Molte aziende stanno aspettando di vedere come si sviluppa il sistema. Quanto ai costi, la navigazione di base continuerà a essere gratuita, ma già oggi alcune applicazioni sono a pagamento. Le prossime applicazioni avranno prezzi molto bassi.

Chi paga per Galileo?
Finora i soldi sono arrivati al 50% dai Paesi comunitari e al 50% dall'Esa (Agenzia spaziale europea). La prossima fase sarà finanziata interamente dall'Ue, per un budget previsto intorno ai 5 miliardi di euro.


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