Come scegliere lo smartphone

Con una gamma sempre più ampia di marche, modelli e prezzi, scegliere il cellulare più adatto alle nostre esigenze è sempre più difficile. In questa guida all'acquisto ti diamo le chiavi principali per acquistare lo smartphone di cui hai veramente bisogno, senza spendere troppo.

La guida passo passo

Tipi di smartphone

Gli smartphone sono molto più di un telefono. Li usiamo dal momento in cui ci alziamo fino a quando andiamo a letto. Fungono da sveglia, ci informano sul tempo, sulle ultime notizie, leggiamo e-mail personali e di lavoro, il loro navigatore GPS ci guida attraverso il percorso più veloce per evitare ingorghi, scattiamo foto e video della nostra giornata e delle vacanze, chattiamo con i nostri amici, consultiamo i social network, ci rilassiamo ascoltando musica e mille altre funzioni a seconda delle app che hai installato. Ecco perché è molto importante che tu scelga il modello più adatto alle tue esigenze e al tuo budget, poiché sul mercato possiamo trovare una varietà molto ampia di modelli e prezzi.

Per aiutarti a decidere, abbiamo creato questa guida all'acquisto. Una volta che sai cosa vuoi, puoi andare al nostro comparatore di telefoni cellulari e nella parte superiore troverai una serie di filtri che ti aiuteranno a restringere la selezione dei modelli in base ai tuoi gusti e alle tue esigenze. Quando hai deciso un modello specifico, non dimenticare di cercare il miglior prezzo nell'elenco dei negozi e i prezzi che ti offriamo anche nel comparatore: troverai i modelli più venduti delle principali marche (Apple, Samsung, Huawei, Motorola...) al miglior prezzo.

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Sistema operativo

Quale sistema operativo scelgo: iOS o Android? Il sistema operativo (OS) è il software che fa funzionare il telefono. Modella l'aspetto dell'interfaccia del telefono e le app che può eseguire e gioca un ruolo importante nella facilità d'uso. Ci sono due opzioni principali tra cui scegliere: iOS (di Apple, per i suoi iPhone) e Android (di Google, per praticamente tutti gli smartphone tranne gli iPhone).

Sono diversi ma piuttosto simili, dato che negli anni uno ha preso spunto dai punti di forza dell’altro per migliorare, cosa che li sta portando a convergere. Non ci sono differenze significative neanche per quel che riguarda la disponibilità di app, per cui ciò che fa la differenza maggiore è la compatibilità con l’ecosistema di altri dispositivi, dalle cuffie agli smartwatch.

Android

Android, di Google, è un sistema aperto, per cui ogni produttore può utilizzarlo nei propri terminali e sviluppare i propri prodotti su di esso. Questa possibilità di personalizzazione dell’interfaccia utente (con centinaia di widget e scorciatoie), fa sì che Android abbia un aspetto e un comportamento leggermente diverso a seconda del produttore di smartphone, anche se le funzioni di base sono essenzialmente le stesse.

Si distingue per la facilità d’uso, per l’estrema personalizzazione e per l'accesso a un'ampia varietà di app e giochi disponibili nel Google Play Store. Ci sono anche molti telefoni Android tra cui scegliere, qualunque sia il tuo budget, da telefoni super economici a telefoni costosissimi.

In passato, Android è stato leggermente più vulnerabile agli attacchi di virus rispetto ai telefoni Apple. Da qualche anno, però, le cose sono cambiate: Google sta ponendo maggiore attenzione al controllo delle app disponibili nell'app store e alla correzione delle falle di sicurezza. Un aspetto ancora deficitario resta quello che a volte i produttori (e in qualche caso anche i provider di rete) possono essere lenti nel rilasciare per alcuni dei loro prodotti, soprattutto quelli economici, gli aggiornamenti che Google mette loro a disposizione, e che in alcuni casi questi aggiornamenti vengono resi disponibili per un tempo molto limitato: ultimamente, però, sempre più produttori stanno fornendo maggiori informazioni a riguardo, impegnandosi a rilasciare aggiornamenti del sistema operativo e di patch di sicurezza per alcuni anni.

iOS

Tutti gli iPhone utilizzano iOS e, a differenza di Android, l'esperienza di utilizzo del sistema operativo è sostanzialmente simile qualunque sia il modello di iPhone. Nuovi aggiornamenti per iOS vengono rilasciati ogni anno e sono disponibili per iPhone anche piuttosto datati, generalmente fino a quelli usciti cinque anni prima.

È estremamente facile da usare e veloce da imparare anche per chi non ha mai utilizzato uno smartphone. Fornisce l'accesso al ben fornito app store di Apple, dove le app vengono controllate prima di essere rilasciate, così puoi stare certo che siano sicure.

Huawei

A causa del veto statunitense del 2019, gli ultimi modelli Huawei, che funzionano con il sistema operativo Android, non hanno più i servizi Google, strumenti che aiutano a integrare servizi come la posizione, il servizio di notifica o l'accesso ad altre applicazioni e che includono le applicazioni di Google, ad esempio Google Play Store, Google Maps o YouTube.

Attualmente, la più grande limitazione che si affronta con modelli Huawei è non poter usufruire del Google Play Store e la miriade di app lì presenti. Per ovviare a questa situazione, Huawei ha reso disponibili soluzioni equivalenti a quelle di Google, che piano piano stanno effettivamente rendendo meno problematica questa limitazione. Nei nuovi modelli Huawei, l'app store che ha preso il posto del Google Play Store si chiama AppGallery, dove continuano ad aumentare le app presenti, ma il loro numero è ancora molto distante da quello di Google e di Apple. Di quelle mancanti è comunque spesso possibile installare il loro file APK da scaricare da fonti esterne, con tutti i rischi di sicurezza del caso, e con difficoltà legate al non venire aggiornate automaticamente e a processi di installazione solo per utenti con conoscenze avanzate. A breve Huawei potrebbe passare ad un sistema operativo tutto suo, abbandonando Android.

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Dimensione schermo

Gli smartphone stanno diventando sempre più grandi, con gli ultimi modelli di fascia alta che misurano tra 5,5 e 6,5 pollici o più. Sebbene i telefoni più grandi siano ottimi per guardare film e navigare in internet, non sono adatti a tutti: alcune persone infatti, li trovano troppo grandi e scomodi da tenere in mano, oppure preferirebbero un modello che possono mettere nelle tasche dei pantaloni. Il modo migliore per scoprire quale sia la dimensione del telefono giusta per te è provare a maneggiarne alcuni in un negozio.

Da non trascurare la dimensione dello schermo utilizzabile: telefoni di dimensioni uguali possono avere una superficie d’uso diversa, a causa dell’impatto più o meno grosso da parte della cornice. Sempre più spesso, però, le cornici stanno assumendo dimensioni via via più ridotte, fino ad azzerarsi in molti casi, nei quali lo schermo ricopre interamente tutta la superficie.

Pieghevoli

Una novità degli ultimissimi anni è la comparsa di telefoni pieghevoli, il cui schermo riesce ad incurvarsi ruotando di 180 gradi lungo un bordo centrale, solitamente verticale, cosa che porta il pieghevole a chiudersi a libro, oppure orizzontale, cosa che lo porta a chiudersi a conchiglia, come un porta cipria.

Piegandosi, questi telefoni riducono il loro ingombro di circa il 50%, per cui un telefono di taglia “normale” durante l’uso risulta più piccolo una volta chiuso, oppure un telefono di taglia “normale” quando chiusa risulta enorme una volta aperto.

Sono soluzioni interessanti proprio per questo risparmio di spazio, e sono certamente oggetti che non passano inosservati. Sono inoltre abbastanza robusti non soffrendo di problemi dovuti al loro movimento di apertura e chiusura. Ma sono comunque ancora prodotti di nicchia e hanno un prezzo generalmente piuttosto elevato.

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Fotocamere

Lo smartphone ha rimpiazzato sia macchine fotografiche che videocamere, partendo da una maggior semplicità di condivisione e dalla maggior probabilità di averlo a portata di mano nell’attimo propizio, e prendendo sempre più spazio grazie al graduale miglioramento di foto e video che li ha portati a rivaleggiare quasi allo stesso livello di macchine fotografiche e videocamere, sebbene con qualche limitazione legata principalmente alle dimensioni fisiche. Le principali debolezze, infatti, riguardano la ridotta dimensione delle lenti e la mancanza di zoom elevati. Questi aspetti vengono comunque in parte compensati da algoritmi sempre più potenti e da un elevato numero di fotocamere di caratteristiche differenti, ottimizzate per diversi tipi di inquadrature, da quelle ampie per panorami e per gruppi di persone, a quelle con angolo stretto per inquadrare soggetti o dettagli ben precisi.

L'ultima tendenza è infatti quella di aumentare il numero di fotocamere disponibili sul retro del telefono, per cui ormai la media è di 3 o 4 fotocamere con punte di 6.

La risoluzione è la caratteristica più conosciuta e pubblicizzata di una fotocamera, ma non è necessariamente la più importante per prevedere la qualità delle foto e dei video che si possono ottenere. Di solito va tra 8 MPixel (megapixel) per i telefoni più modesti fino a oltre 100 MPixel in alcuni modelli più recenti. Ma diciamolo subito: sopra una certa soglia, che dai nostri test è risultata essere quella dei 12 Mpixel, non esiste correlazione tra numero di pixel e resa qualitativa, per cui non si può prevedere a priori che una camera ad 50 Mpixel risulti migliore di una da 20 Mpixel.

Altri parametri entrano in gioco con impatto molto superiore sulla qualità, alcuni sono nascosti, ossia non possono venire indicati da specifiche, come la qualità intrinseca delle ottiche o del sensore, così come l’algoritmo che si occupa di convertire i segnali luminosi puntini, altri invece sono identificabili dalle specifiche, vediamo i principali.

Apertura del diaframma

Più è ampia l’apertura e maggiore quantità di luce viene catturata dal sensore con conseguente migliore qualità. Quindi, più ampia l’apertura e meglio è. Attenzione che l’apertura è indicata con valore al denominatore, sottoforma di “1 / apertura”, quindi valori di apertura maggiori si hanno quanto più è piccolo il valore indicato. Ad esempio, tra 1/1.7 e 1/2.3 il valore maggiore è 1/1.7 poiché 1.7 è inferiore a 2.3.

Stabilizzatore

Consente di contrastare le vibrazioni che si possono avere tenendo il telefono in mano, anche da fermi e chiaramente a maggior ragione mentre ci si sta muovendo, che portano ad ottenere foto mosse. Il miglior stabilizzatore è quello di tipo ottico, che consiste in meccanismi che compensano il movimento del telefono, diversamente da quello digitale, elettronico, che è un’elaborazione dell’immagine effettuata da un algoritmo. La qualità degli stabilizzatori ottici non è identica, a volte funziona meglio e altre peggio, ma è comunque meglio averlo.

Zoom

Come nel caso precedente, anche qui lo zoom migliore è quello di tipo ottico, che funziona tramite meccanismi che spostano le lenti piuttosto che quello digitale che risulta da un’elaborazione dell’immagine fatta dal software. Zoom veri e propri sono molto rari nei telefoni, anche in quelli di fascia alta, per mancanza di spazio, spazio necessario a far muovere le lenti. La soluzione maggiormente utilizzata è quella di passare da una fotocamera ad un’altra con distanza focale diversa. Ad esempio, se stiamo facendo una foto ad un soggetto a qualche metro da noi e zoomiamo, il telefono passerà ad utilizzare la fotocamera teleobiettivo.

Numero di fotocamere

Un maggior numero di fotocamere non è di per sé indice di miglior qualità, poiché ad esempio una sola lente con zoom rappresenta una soluzione migliore rispetto ad avere più lenti fisse, ma nella pratica odierna (a parte qualche eccezione), avere un maggior numero di lenti significa avere un’immagine ottimizzata a diverse distanze, poiché una lente sarà la lente standard, un’altra sarà dedicata al grandangolo (per un’immagine più ampia, ad esempio panorami o foto di gruppo), e un’altra sarà dedicata alla zoom (per inquadrare maggiormente i dettagli), per cui un maggior numero di opzioni fotografiche a disposizione.

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Memoria disponibile

I dati (foto, video, file, dati, etc.) vengono salvati principalmente nella memoria interna del telefono, anche se ci sono almeno un paio di altre alternative, ossia una memoria esterna ed il cloud.

Memoria interna

È la memoria principale, utilizzata di default, ed è quella migliore da utilizzare, in quanto molto veloce, senza limitazioni e non richiede disponibilità alla rete internet. Sfortunatamente è una dimensione fissa: una volta esaurita non c’è molto di estenderla. Si può solamente provvedere a rimuovere dati meno importanti per liberare spazio. Inoltre, parte di questo spazio viene utilizzato dalle app e dal sistema operativo, per cui lo spazio di archiviazione vero e proprio non è quello indicato dai valori dichiarati, come 32GB, 64GB, a è inferiore.

Se hai intenzione di usarle lo smartphone per scattare molte foto e, soprattutto, molti video, scegli una memoria interna capiente, di almeno 64 GB. Se poi questi video sono in altissima definizione, ad esempio 4K, allora meglio averne ancora di più, 128GB o oltre. invece, sono necessari almeno 64GB perché occupano molto spazio.

Memoria esterna

Se la memoria interna è poca e desideri memorizzare un sacco di informazioni (applicazioni e video, per esempio), verifica che lo smartphone abbia un lettore di schedine di memoria, generalmente nel formato micro-SD. L'estensione della memoria non è infatti sempre possibile con tutti i modelli (ad esempio non è presente negli iPhone).

Attenzione, però, perché non è sempre possibile trasferire tutti i dati in questa memoria. Ad esempio, alcune applicazioni richiedono di risiedere completamente nella memoria interna. 

Cloud

Oltre alle memorie fisiche, sia interna che tramite scheda, è possibile archiviare dati anche nel Cloud, ossia su dischi a cui poter accedere tramite connessione internet: fino a qualche giga questi servizi di archiviazione sono gratuiti, mentre superata una certa quota diventano a pagamento.

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Rete 5G

La rete 5G sta progressivamente prendendo piede in Italia, in particolare nelle grandi città. Per poterle sfruttare anche con gli smartphone, questi devono essere compatibili con questa rete di quinta generazione. Tra i nuovi modelli di smartphone la maggior parte, ma comunque non tutti, è ora compatibile, quantomeno con la versione 5G attualmente presente, quella meno performante: nei prossimi anni, anche la versione più performante a onde millimetriche, andrà ad affiancarsi. Le performance del 5G sono certamente migliori rispetto a quelle ottenibili dalle tecnologie precedenti, anche del 4G: connessioni ad internet a velocità superiori e maggior reattività nei collegamenti. Pertanto, alcune attività, come il gioco online oppure lo scaricamento di enormi quantità di dati, ne gioveranno in maniera significativa. Utilizzi invece “normali”, come la navigazione internet, l’accesso ai social network, vedranno migliorie non particolarmente percepibili.

Alcuni produttori rilasciano due versioni dello stesso modello: una normale, ossia fino al 4G, e l'altra con, in aggiunta, la compatibilità al 5G, con la seconda ad un prezzo mediamente superiore di un centinaio di euro.

Per poter usufruire di una rete 5G non è comunque sufficiente un telefono compatibile e trovarsi in un’area coperta da questo segnale. È necessario anche un contratto telefonico apposito, ad un costo generalmente superiore a quello che fornisce accesso alle altre reti.

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Robustezza

A tutti noi è capitato almeno una volta di assistere alla caduta dello smartphone, dalle mani, dal tavolo, da un tasca, e in quegli istanti preghiamo che non vada in mille pezzi.

In passato l’esito più probabile era una schermo completamente danneggiato, con enormi crepe che solcavano la superficie. Nonostante gli smartphone attuali abbiamo abbiano superfici in vetro molto più ampie che in passato, e siano anche molto più sottili, ora le chance di sopravvivenza sono enormemente maggiori, grazie al miglioramento dei materiali, con vetri molto più resistenti, ad un miglior bilanciamento dei pesi e un design che distribuisce meglio gli urti. Pertanto, ora l’esito più probabile è che il telefono abbia danni minimi, non tali da pregiudicarne l’uso, o addirittura nessun graffio, anche se la fortuna/sfortuna è sempre dietro l’angolo.

Oltre alle cadute ci sono altri possibili danni, come ad esempio i graffi che possono rovinare l’estetica e in alcuni casi l’usabilità degli schermi, e l’accesso di liquidi che può avere conseguenze anche nefaste.

Scopri come scegliere lo smartphone resistente ad acqua e cadute.

Vetro

La maggioranza dei vetri degli smartphone è Gorilla Glass. Una indicazione relativa alla resistenza è data dalla generazione di Gorilla Glass utilizzata, che va da 2 fino a 6 (maggiore il numero e meglio è), con l’ultimissima che ha perso la numerazione acquisendo il nome di Victus. I modelli al momento più resistenti nei nostri test sono risultati gli ultimi iPhone, i quali utilizzano una tecnologia innovativa in vetro Ceramic Shield, che si è dimostrata essere estremamente resistente. La maggior parte degli smartphone attuali sopravvive a qualche caduta, ma anche i telefoni più resistenti si possono rompere, anche con una sola, sfortunata, caduta, per cui bisogna prestare attenzione a come li si maneggia.

Custodie

Poiché le custodie, le cover, forniscono un grado di protezione aggiuntivo, è consigliabile utilizzarle per ridurre i rischi di danni dovuti a cadute. A volte le cover vengono già fornite in dotazione. Ma il più delle volte (anche per andare incontro ai gusti personali) vengono scelte cover di terze parti: attenzione che è facile trovare le cover dei telefoni più venduti, mentre non è scontato che sia facile trovarle per quelli meno venduti. Pertanto, potrebbe valere la pena fare una verifica preventiva della disponibilità di cover.

Graffi

Per quel che riguarda i graffi, gli schermi sono diventati sempre più resistenti, come visto anche al primo punto. Il punto ancora debole è rappresentato dalle lenti delle fotocamere: loro sono maggiormente suscettibili ai graffi. Bisogna prestare attenzione, perché lenti rigate portano a degradare molto le foto ed i video.

Impermeabilità

Sono anni che nei nostri test non riscontriamo problemi causati da utilizzo del telefono sono la pioggia, anche intensa. Pertanto, per questo aspetto non ci sono modelli più consigliabili di altri. Discorso diverso riguarda l’impermeabilità, ossia la resistenza a cadute in acqua. In questo caso, la scelta deve orientarsi necessariamente verso i prodotti waterproof, caratterizzati da un indice di protezione (IP) 7 o 8 nel suo secondo valore: IPx7 o iPx8. La prima cifra riguarda la resistenza alla polvere, che nei telefoni non è un problema, per cui può essere un valore qualunque, solitamente 6. La cifra da verificare è la seconda. Più alto il numero e maggior profondità è tollerata, ma un valore di 7 va più che bene.

Rugged phone

Sono smartphone progettati principalmente per sopravvivere a condizioni meteorologiche e temperature estreme, danni accidentali, rendendoli ideali per il lavoro nei cantieri o per gli sport estremi, come vela e arrampicata su roccia.

Per una maggiore robustezza, quindi per ridurre la probabilità di danni dovuti a cadute, urti, ecc. questi smartphone sono più ingombranti e pesanti, sono meno attenti all'estetica e non eccellono nelle prestazioni, se non, oltre all'evidente resistenza, nella durata della batteria.

Sono usati raramente come telefono personale principale, ma vengono utilizzati come telefono di lavoro, in particolare nei cantieri dove il rischio di danneggiamento è superiore.

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Dual SIM

Sempre più modelli, oggigiorno, sono Dual SIM. Consentono quindi di utilizzare un unico telefono con due numeri contemporaneamente, spesso per avere in un unico terminare il proprio numero personale e il numero aziendale.

La maggior parte di questi modelli dual-SIM presenta due slot, due alloggiamenti, per scheda SIM fisica. Spesso questo secondo alloggiamento è in condivisione con quello per la scheda di memoria, per cui è possibile usarlo o per la scheda di memoria oppure per la seconda SIM. In altri casi, invece, questi alloggiamenti sono separati per cui non è necessario fare questa scelta tra scheda di memoria e seconda SIM

eSIM

Alcuni modelli dual-SIM consentono di avere un secondo numero aggiuntivo non tramite un secondo alloggiamento per SIM, ma tramite l’utilizzo di una eSIM, ossia una SIM virtuale. Non è una tessera vera e propria da inserire nel telefono, ma una sua versione digitale, che si acquista e attiva tramite QR-code.

Il funzionamento risulta identico al caso della SIM fisica.

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Batteria

Durata

La durata della batteria è stata da sempre uno dei fattori più critici dell’uso dello smartphone, e ancora oggi alla domanda su quale aspetto sia il maggiormente problematico, la maggior parte delle persone individua la durata della batteria. Questo nonostante gli enormi progressi che sono stati fatti, progressi che hanno consentito di estendere la durata ben oltre alle 24 ore, a meno di farne un uso estremamente intenso.

Capacità della batteria

La capacità della batteria è un ottimo indicatore della durata del telefono: maggiore è, meglio è, anche se, conseguentemente, maggiore sarà il tempo per ricaricarla. I modelli con i risultati migliori del nostro test hanno capacità non inferiori ai 5.000mAh, con punte di 6.000mAh. Trascurando fattori come la luminosità dello schermo, la gestione della batteria e le performance del processore, fattori per i quali non è possibile desumere i valori se non utilizzando i modelli, più che la sola capacità della batteria bisognerebbe guardare il rapporto tra la capacità e la dimensione dello schermo: infatti uno schermo di area maggiore richiederà un maggior utilizzo di batteria, mentre uno schermo di dimensioni ridotte consumerà meno. In generale, possiamo comunque dire che i telefoni attuali non soffrono più come quelli di qualche anno fa di poca durata della batteria: mentre in passato si faceva fatica ad arrivare a fine giornata con ancora un po’ di carica, ora questo problema non esiste più; una giornata intera è ormai possibile con qualunque modello.

Utilizzo

La componente più impattante sul consumo di batteria è banalmente lo schermo: più è attivo è più batteria viene consumata. Ad esempio, la batteria quando si usa il telefono come navigatore satellitare si scarica in maniera piuttosto rapida non per l’uso che se ne sta facendo, non per il collegamento GPS, ma perché lo schermo è acceso.

Ricarica

Sempre più spesso, per questioni ambientali (evitare cioè di riempire le case dei consumatori di ulteriori caricatori), assieme al telefono non viene più fornito il caricatore, ma al più il solo cavo di ricarica. Prima cosa da verificare è la compatibilità del telefono con caricatori che abbiamo già a disposizione; in caso contrario, infatti, ne va acquistato uno apposito.

Caricatore rapido

Poiché le capacità delle batterie si fanno sempre più grandi per consentire un utilizzo maggiormente prolungato e per far fronte a schermi sempre più ampi e quindi energivori, sono state introdotte nuove tecnologie per accelerarne la ricarica, usando caricatori di potenza sempre maggiore. Se fino a qualche anno fa i caricatori avevano una potenza di 5W, ora sono sempre più frequenti (a prezzi maggiori ma che vanno via via abbassandosi) caricatori da 20W, di 40W, fino a caricatori da oltre 100W. Ogni telefono è compatibile con certi valori massimi di potenza, per cui utilizzare caricatori con potenza superiore non consentirà di sfruttare questo eccesso di potenza: se, ad esempio, si ricarica un telefono che arriva a 20W con un caricatore da 40W non si ridurrà il tempo di ricarica rispetto all’uso di uno da 20W, dato che sempre 20W verranno utilizzati. Quindi, quando possibile (ma è difficile, dato che queste informazioni sono raramente disponibili), bisogna informarsi su quale sia la capacità massima gestibile dal telefono e prendere un caricatore idoneo. Questa è una buona pratica, non un obbligo: infatti, un caricatore meno performante semplicemente porterà a richiedere più tempo per ricaricare il telefono, e uno più performante porterà a sprecare questo eccesso di potenza. Ricordiamo, comunque, che alcuni studi preliminari sembrerebbero suggerire che ricariche ad alte potenze portino a degradare maggiormente la durata di vita della batteria, per cui, a meno di avere molta fretta di ricaricare il telefono in tempi rapidi, meglio usare un caricatore meno performante.

Carica senza fili

Alcuni modelli di smartphone possono venire caricati in modalità wireless: al posto di inserire il filo del caricatore nell’apposita porta, è possibile caricarne la batteria appoggiando il telefono sopra l’apposito caricatore senza fili (che è collegato alla presa elettrica). I tempi di ricarica sono generalmente molto superiori a quelli che si hanno tramite cavo, a causa delle dispersioni che queste tipologie di ricarica hanno, e non si può prendere in mano il telefono e usarlo mentre è in ricarica, perché per ricaricarsi deve rimanere appoggiato al caricatore.

Questa soluzione porta più svantaggi che vantaggi, ma è presente in sempre più modelli, per cui pare riscontrare il favore di un pubblico sempre più vasto.

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Le migliori marche di smartphone

Attraverso i nostri test, effettuati in laboratori indipendenti, possiamo vedere la qualità dei cellulari analizzati. I marchi più in vista con la massima qualità tra i top di gamma sono spesso Apple e Samsung, che hanno un prezzo di listino superiore a 1.000 euro.

Quello che stiamo vedendo negli ultimi anni è che nuovi brand che si sono introdotti nel mercato con modelli economici propongono oggi modelli con una qualità simile ai modelli di punta dei suddetti brand ma ad un prezzo inferiore: tra 400 e 800 euro. Ci riferiamo qui a marchi in continua ascesa come Xiaomi, OnePlus, Oppo, e a Huawei che sta invece lanciando sempre meno modelli sul nostro mercato.

Per completare le analisi che svolgiamo in laboratorio, insieme alle organizzazioni dei consumatori di Belgio, Francia, Spagna e Portogallo, conduciamo un sondaggio ogni anno per scoprire quanto sono soddisfatti gli utenti del loro smartphone del loro funzionamento nel tempo. Nell'ultimo abbiamo raccolto quasi 50.000 risposte e i brand che hanno dato maggiore soddisfazione agli utenti europei sono stati svariati; noti come Google, Sony, OnePlus, o di nicchia come Umidigi, Honor, Oukitel, Asus.

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Fasce di prezzo

Decidere quale sia il miglior smartphone in base alle nostre esigenze non è un compito facile. Di seguito ti aiutiamo indicandoti gli elementi di cui devi tenere conto al momento dell'acquisto.

Quanti soldi devo spendere per l'acquisto di un telefono? Oggi puoi trovare telefoni da meno di 200 euro fino a più di 2.000 euro. Tutto dipende quindi da quello che si cerca.

Possiamo individuare in commercio tre fasce di prezzo: alta, media e bassa.

Gamma alta

I cellulari più cari sono spesso anche quelli che offrono una qualità maggiore. Per trovare un telefono di ottima qualità (più di 75 punti nella valutazione della nostra analisi) dovrai pagare solitamente almeno 600 euro, anche se di tanto in tanto ci sono delle eccezioni, con ottimi modelli a prezzi leggermente inferiori.

I top di gamma sono telefoni che includono buoni schermi, processori più potenti, buone fotocamere, design premium, grandi capacità di memoria (oltre 256 GB) e le ultime funzionalità, come riconoscimento facciale, ricarica rapida, ricarica wireless o resistenza all'acqua.

Gamma media

Qui troviamo un'ampia varietà di telefoni grazie all'ampia fascia di prezzo, che va da circa 200 a 600 euro. Qui si trovano telefoni molto buoni, di qualità elevata anche se non all’altezza dei top di gamma, ma che soddisfano sicuramente qualunque utilizzatore.

In questa fascia media troverai telefoni con buoni schermi, buona durata della batteria, funzionalità interessanti e buoni risultati nel nostro test.

Gamma bassa

È già possibile trovare telefoni più che accettabili a meno di 200 euro, con una buona batteria e fotocamere decenti, anche se dovrai accontentarti di finiture più economiche.

Nel nostro comparatore trovi dei Miglior acquisto venduti anche a meno di 200€: sono prodotti che combinano buona qualità, più di 65 punti nella nostra analisi, ad un ottimo prezzo. Non ci sono infatti garanzie che spendere molti soldi sia la chiave per avere un buon telefono: abbiamo visto modelli un po' deludenti da oltre 2.000 euro e modelli da meno di 200 con ottimi risultati.

Tuttavia, in questa fascia potresti trovare anche telefoni che generalmente sono caratterizzati da pochissima capacità (32GB o meno), suono scadente, scarse prestazioni e in alcuni casi sistemi operativi obsoleti che probabilmente non hanno caratteristiche interessanti come NFC per potere pagare direttamente tramite il cellulare.

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Domande frequenti

Rispondiamo ai dubbi più frequenti sugli smartphone

Qual è il miglior smartphone sotto i 200 euro?

Se scattare foto e velocità di funzionamento non sono tra le priorità, acquistare uno smartphone di questa fascia potrebbe essere un’ottima scelta. Un esempio? L'Oppo A5 2020: questo smartphone ha una buona qualità complessiva ed è molto conveniente, costa infatti circa 150 euro. Lo schermo da 6,5" ha un aspetto migliore di quello di altri modelli, è molto rapido a reagire ai comandi e ha un’ottima durata della batteria. Tutto sommato è sicuramente una buona scelta.

Qual è il miglior smartphone per foto e video?

Nell’epoca dei "selfie" e, in generale, delle fotografie scattate direttamente dal cellulare, la qualità delle immagini e la fotocamera diventano una delle voci più importanti nel momento in cui si valuta l’acquisto di un nuovo smartphone. Il top di gamma di Apple è il migliore disponibile in commercio. In particolare, l’iPhone 11 pro, un dispositivo che regala scatti di ottima fattura in qualsiasi condizione di luce grazie alle 3 fotocamere posteriori, teleobiettivo, grandangolo e Ultra-grandangolo. E non c’è solo la qualità delle foto: un ulteriore punto di forza di questo smartphone è rappresentato dalla semplicità, dall’ergonomia e dalle opzioni, della funzione fotocamera.

Come attivare internet sullo smartphone?

Generalmente, la connessione Internet viene configurata automaticamente una volta inserita la SIM nel cellulare, tuttavia a volte si rende necessario impostare la connessione manualmente. Le connessioni 3G e 4G (oggi anche 5G) sono le tecnologie utilizzate per il traffico dati su smartphone e permettono il download di dati da internet e l'utilizzo dei servizi "voce". Quando si inserisce una scheda SIM con un abbonamento ad internet incluso nello smartphone, ci sarà un immediato collegamento ad una connessione dati. In alternativa ci si potrà connettere a internet utilizzando il modem Wi-Fi: la connessione dati é limitata ad un numero massimo di GB di download mentre la connessione alla rete WIFI permetterà di utilizzare internet sul cellulare senza badare alla quantità di dati scaricati. La connessione al modem Wi-Fi è molto semplice ed intuitiva: dalle impostazioni di rete si dovrà attivare la modalità Wi-Fi sullo smartphone che farà comparire una lista di possibili reti Wi-Fi alle quali connettersi. Più complicato invece, configurare manualmente lo smartphone per la connessione dati in caso non ci sia connessione automatica: bisognerà quindi inserire alcuni parametri che potrebbero essere differenti a seconda dell'operatore. Tra i parametri, il più importante da inserire è senza dubbio l'APN punto di accesso che permette il trasferimento dati.

Come collegare lo smartphone alla TV?

Quando si vuole guardare un film, lo schermo di piccole dimensioni di uno smartphone si rivela piuttosto fastidioso e limitante. La soluzione esiste: collegare lo smartphone alla TV. Come? Esistono diversi modi per collegare i due dispositivi, alcuni più semplici di altri, alcuni più adatti ad una tecnologia piuttosto che a un’altra. Ecco come replicare in grande il contenuto del tuo telefono:

  • Collegare smartphone e TV con cavo HDMI o MHL: Il MHL (Mobile High-Definition Link) è tra le prime tecnologie ad aver reso possibile la connessione tra smartphone e TV, sfruttando il connettore micro-USB per trasmettere il segnale video (HDMI) alla TV. Prima di acquistare un cavo HDMI è però importante capire se il proprio cellulare si può connettere a dispositivi esterni in altro modo (connessione wifi).
  • Collegare smartphone e TV wireless: Per collegare smartphone e TV senza cavo esistono in commercio apparecchi specifici: tra i sistemi più recenti c’è Google Cast, il vecchio Chromecast, adatto e facile da usare, soprattutto se si possiede uno smartphone Android. Per proiettare un contenuto sulla TV basta toccare il tasto “Cast” dell’app. Prima di affidarsi ad una tecnologia, naturalmente è sempre fondamentale capire quali sono le caratteristiche e le opportunità tecniche offerte da TV e smartphone.
  • Collegare smartphone e TV con supporto al DLNA: Le tv di ultima generazione sono dotate di una connessione a Internet con il Wi-Fi e hanno quasi sempre supporto al DLNA, un protocollo che mette in comunicazione diversi dispositivi connessi alla medesima rete locale.
  • Collegare smartphone e TV tramite applicazioni: Sia sui dispositivi Android che su quelli iOS ci sono delle specifiche app in grado di far comunicare il cellulare con lo schermo del televisore.

Come trasferire le foto da smartphone a PC?

Liberare la memoria dello smartphone per avere performance migliori e maggiore velocità è un tema che riguarda praticamente tutti. Gran parte dello spazio è certamente occupato dalle foto che però possono essere facilmente trasferite sul PC alleggerendo lo smartphone. L’operazione è estremamente semplice: è possibile collegare il telefono al PC tramite cavo USB oppure si possono sfruttare i servizi cloud per scaricare e sincronizzare le foto tramite Internet.

Come stampare dallo smartphone?

Per poter stampare direttamente dallo smartphone senza dover necessariamente accendere il computer, esistono dei servizi gratuiti, in particolare per i due principali sistemi operativi: Android e iOS.

  • Google Cloud Print: Basta un account Google e uno smartphone Android per poter registrare la stampante: quelle wifi possono connettersi direttamente alla rete mentre quelle non wifi devono essere collegate a un computer e configurate da Google Chrome. 
  • Apple AirPrint: Funziona solo con stampanti wifi predisposte per AirPrint: la stampante e il dispositivo (Apple) devono essere connessi alla stessa rete wifi. Si può mandare in stampa da tutte le applicazioni Apple (Safari, immagini, Mail, ...) e anche da alcune app che supportano AirPrint (ad esempio Adobe Reader) senza dover configurare il dispositivo.

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