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App di incontri: il parere di chi le usa

Si chiamano Tinder, Romeo, Lovoo, Badoo, Meetic. Nomi diversi e interfacce leggermente differenti per un unico scopo: aiutare le persone a incontrarsi. Abbiamo chiesto a oltre 9 mila utilizzatori di raccontarci la loro esperienza per le abitudini d'uso, la frequenza e la loro soddisfazione.

09 ottobre 2019
App per incontri

Le app per incontri sono sempre più usate anche in Italia. Si scaricano gratis e si possono usare in modalità free, anche se tutte propongono servizi a pagamento con la promessa di ampliare le possibilità di incontro. Ma funzionano? Lo abbiamo chiesto agli utenti.

Cercasi partner

A un campione di più di 9.000 persone distribuite in tutta Italia, di età compresa tra 18 e 69 anni, abbiamo sottoposto un questionario su queste app per valutarne la frequenza e le abitudini d’uso e il livello di soddisfazione. È emerso che un italiano su 5 ha usato una app di incontri nella vita, più uomini che donne. Le persone LGTB le usano più degli eterosessuali. L’utente tipo è tra i 25 e i 45 anni, single, vive in grandi città e ha un livello di istruzione elevato. Che cosa cerca? Incontri romantici, rapporti sessuali senza impegno, storie d’amore o d’amicizia: le aspettative sono molto variegate e ciascuno sceglie la app che meglio si addice alle proprie necessità.  Per la maggior parte degli intervistati “l’arrivo di app e siti di incontri ha reso più facile incontrare persone”, anche se molti ritengono che trovare un partner fisso in questo modo sia molto difficile.

Verità nascoste

Dal momento che viene data massima libertà agli utenti di chiamarsi come vogliono e mostrare di sé l’immagine che preferiscono, o anche nessuna, non è sempre facile capire se la persona con cui si chatta sia davvero chi o come dice di essere. E se le cose che racconta di sé (età, stato civile ecc...) siano proprio tutte vere. Quattro utenti su 10 ammettono che le informazioni che pubblicano sui loro profili non sono del tutto veritiere, altrettanti sono quelli che pensano che le informazioni condivise dagli altri siano false. E in effetti capita spesso di arrivare all’incontro dal vivo e rendersi conto che il profilo nell’app con corrisponde del tutto o almeno in parte alla persona in carne e ossa. Se mettersi in vetrina può provocare qualche ansia in alcuni, anche per questioni di privacy, quasi un terzo degli utenti di queste app non ha problemi ad abilitare la geolocalizzazione, per trovare e farsi trovare più facilmente.

Soddisfatti a metà

Fare nuove conoscenze, chattare, cominciare a conoscersi e poi incontrarsi richiede del tempo. Buona parte degli utenti usa le app almeno 5 giorni alla settimana e un terzo di chi le usa ci passa almeno un’ora al giorno. Con quali esiti? Quasi la metà degli utenti dichiara di aver scambiato messaggi a contenuto erotico. Pochi meno sono quelli che hanno avuto un rapporto sessuale con un altro utente e altrettanti quelli che sono riusciti a intavolare una breve relazione sentimentale. Solo un quarto ha avuto un rapporto sentimentale di lunga durata. Più di un terzo degli utenti è soddisfatto delle app di incontri, ma altrettanti sono delusi. In generale le aspettative delle donne vengono soddisfatte più di quelle degli uomini. I più contenti sembrano essere coloro che cercavano una serata romantica: il 42% di loro è soddisfatto, la percentuale più alta rispetto ai livelli di soddisfazione di quanti cercavano altro. Chi si avvicina a questi strumenti in cerca dell’anima gemella sappia però che tra chi cercava un partner duraturo gli insoddisfatti sono in netta maggioranza.