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Nuovo iPhone 12 senza accessori. Bene per l’ambiente, che non sia un episodio

Negli ultimi giorni la notizia che i nuovi iPhone 12 non verranno venduti con auricolari e caricabatterie in dotazione ha fatto sollevare un polverone. Ma la scelta della Mela, pur essendo un piccolo passo, va verso la giusta direzione: immettere sul mercato nuovi prodotti limitando l'impatto ambientale. Ci aspettiamo una svolta definitiva da Apple e da tutti gli altri produttori verso una maggiore sostenibilità.

16 ottobre 2020
iPhone 12

Quello del lancio del nuovo iPhone 12 era uno degli eventi hi-tech più attesi dell'anno e così, come da programmi, martedì 13 ottobre il keynote presentato durante l'Apple event ha svelato caratteristiche e prezzi dei nuovi smartphone top di gamma della Mela. Gli entusiasmi si sono però presto placati, col montare della polemica scatenata in rete e sui social a causa dell'annunciata assenza del caricabatterie e degli auricolari in dotazione, a differenza di quanto avvenuto con i lanci dei precedenti modelli. Infatti le confezioni dei nuovi iPhone 12 conterranno soltanto il cavo Lightning/Usb-C, senza traccia degli accessori. Lo stesso approccio viene adottato ora anche per i vecchi modelli di iPhone in vendita sul sito ufficiale Apple. A chi acquista il telefono non rimane che comprarli separatamente oppure, come suggerisce la stessa Apple, utilizzare quelli già disponibili in casa. 

Miglior vantaggio ambientale: quanto c'è di vero

"Abbiamo fatto questa scelta per avere confezioni più piccole e poterne inserire di più in ciascuna spedizione - si legge sul sito Apple -, riducendo così il numero complessivo di spedizioni. Queste iniziative permettono di tagliare le emissioni di gas serra di oltre due milioni di tonnellate all’anno. In emissioni di carbonio, è come togliere dalle strade 450.000 auto all’anno". Ma la motivazione della Mela è attendibile? Avere dei piccoli rifiuti Raee di troppo (come nel caso di auricolari e caricatore) ha un impatto nettamente maggiore rispetto a quello degli imballaggi in più in fase d'acquisto, nel caso in cui si decidesse di comprare gli accessori separatamente. Se si guarda al futuro, inoltre, è facile prevedere che - con l'incremento progressivo dei prodotti che si ricaricano con presa Usb-C - le persone che necessiteranno di acquistare i caricatori saranno sempre meno. Seppur contenuto, quindi, il risvolto positivo sull'impatto ambientale nel ridurre gli accessori, come fatto da Apple, c'è. Un'evoluzione simile a quella che è avvenuta con l'abbandono dei voluminosi libretti di istruzioni dei device e la virata verso packaging sempre più compatti.  

Senza caricabatterie, i precedenti degli altri brand

Mettendo per un attimo da parte il polverone sollevato nelle ultime ore, c'è da precisare che Apple non è stata la prima ad adottare una strategia di vendita che non prevedesse l'abbinata smartphone/caricabatterie. Negli ultimi anni sono usciti circa 20 modelli sprovvisti di caricatore: si tratta in prevalenza di prodotti di fascia economica (come BQ e Motorola) per i quali questa scelta è probabilmente legata a voler abbassare ulteriormente il prezzo di vendita. Ma quello economico non è l'unico fattore a giustificare questa politica, basti pensare agli smartphone Fairphone che - pur essendo prodotti di un range di prezzo medio (400 euro circa) - prediligono l'aspetto ambientale e vengono venduti senza caricatore. Un discorso simile può essere fatto anche per gli auricolari, tanti non li ritengono un accessorio essenziale per utilizzare il telefono, perché si preferisce usare cuffie di miglior qualità o prodotti Bluetooth: non fornirle evita che questi prodotti (che, lo ricordiamo, a fine vita sono Raee a tutti gli effetti) vengano dimenticati in un cassetto oppure non smaltiti correttamente. 

La strada del caricabatterie universale

Un concreto passo avanti per Apple sarebbe quello di adattare lo stesso standard degli altri produttori in termini di prese, un tema dibattuto ormai da anni. Ma oggi sono disponibili adattatori estremamente compatti che trasformano le prese mini Usb o Usb-C in prese Lightning (il formato utilizzato da Apple) rendendo facile adattare vecchi caricatori di altre marche, rendendoli così compatibili con i dispositivi della Mela. C'è poi il tema del caricabatterie universale, una battaglia che l'Unione europea porta avanti da anni e che noi abbiamo sempre sostenuto, sul quale Apple ha sempre fatto orecchie da mercante, senza concedere la scelta di utilizzare caricatori terzi, ma imponendo il proprio connettore. Nonostante l'imposizione, comunque, come conferma il documento pubblicato dalla Commissione europea, il vantaggio in termini ambientali anche in questo caso c'è.  

Un piccolo passo avanti, ma nella giusta direzione

Riteniamo che la nuova politica di Apple sia un approccio che, seppur piccolo, costituisce un primo passo che va nella direzione giusta per la salvaguardia dell'ambiente. Perché lo smartphone sia un prodotto realmente sostenibile bisognerebbe lavorare su altri fronti: in primis evitando di cambiare dispositivo troppo frequentemente, senza farsi abbindolare dall'obsolescenza tecnologica che, nella maggior parte dei casi, è solo psicologica. In questo senso è interessante come, nonostante il lancio di nuovi device, Apple consenta comunque di aggiornare il sistema operativo dei modelli precedenti, ritardandone di fatto l'obsolescenza.  

iPhone 12, Pro e Pro Max: caratteristiche e prezzi

I nuovi iPhone 12 saranno disponibili in versione mini (con display da 5,4") e standard (con display da 6,1"), in cinque colori differenti e in tre tagli di memoria: 64, 128 e 256 GB. Ci sono poi la versione iPhone 12 Pro (con display da 6,1") e iPhone 12 Pro Max (con display da 6,7"), in quattro colori e tagli di memoria da 128, 256 e 512 GB. I prezzi di iPhone 12 partono da 839 euro per la versione mini da 64 GB e arrivano a 1.639 per l'iPhone 12 Pro Max da 512 GB. Non appena disponibili li porteremo in laboratorio per testarne caratteristiche e affidabilità: tenete d'occhio il test sugli smartphone per essere sempre aggiornati sulle ultime novità.