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Cambiare operatore telefonico: reperire il pin deve essere semplice

18 febbraio 2010

18 febbraio 2010

Lo avevamo già segnalato a settembre dell'anno scorso, quando il "pin" era solo una proposta. Ora si appresta a diventare operativo: abbiamo chiesto al Garante di fare in modo che la procedura non sia penalizzante per gli utenti.

Lo avevamo già segnalato a settembre dell'anno scorso, quando il "pin" (che si aggiunge al codice di migrazione per passare da un operatore telefonico all'altro) era solo una proposta. Ora diventa operativo: abbiamo chiesto al Garante di fare in modo che la procedura non sia penalizzante per gli utenti.

In che cosa consiste?
Entra infatti in vigore la nuova procedura per trasferire il proprio numero da un operatore telefonico a un altro: la Delibera prevede che l'utente debba richiedere al vecchio operatore un numero di codice; numero che poi dovrà comunicare al nuovo operatore per rendere operativo il passaggio. Il rischio è che il codice segreto, lungi dall'essere una valida misura per contrastare il fenomeno dei servizi non richiesti (motivo per cui è stato introdotto), diventi uno strumento utilizzato dagli operatori per impedire o rendere estremamente complicato il passaggio dei loro clienti verso un altro operatore.

Tenere conto delle lamentele degli utenti
I consumatori, infatti, già oggi lamentano ritardi, disservizi e ostacoli, che in alcuni casi rendono addirittura impossibile il trasferimento delle utenze. In questo ultimo periodo abbiamo ricevuto troppe segnalazioni di utenti che hanno avuto difficoltà a reperire e utilizzare correttamente il codice di migrazione e ai ritardi (spesso non giustificati) causati ai consumatori da parte di alcuni operatori. La difficoltà nel cambiare operatore può creare una sorta di monopolio di ogni singola compagnia sui propri clienti, e rendere più facile per gli operatori praticare aumenti di prezzo e abusi ai danni dei consumatori (non potendo essi contare su procedure certe per sfuggire agli aumenti).

Il pin non deve cambiare
Per evitare che ciò accada riteniamo fondamentale innanzitutto il concetto per cui il consumatore deve essere il proprietario del codice segreto, e che esso pertanto non deve poter essere cambiato da parte dell'operatore (per presunti motivi di sicurezza). Se viene data agli operatori la possibilità di variare a piacimento il "pin" il consumatore rischia di trovarsi nell'impossibilità tecnica di cambiare operatore per un periodo di tempo tutt'altro che breve. Chiediamo pertanto che l'Autorità ponga le condizioni affinché le nuove procedure di trasferimento delle utenze, e soprattutto le diverse modalità di reperimento del codice segreto da parte dei consumatori, siano semplici e fluide, e che l'utente non debba essere sottoposto a ricerche onerose o a pratiche commerciali volte a forzarne la volontà.


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