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Caricabatterie unico per i cellulari dal 2010

30 giugno 2009

30 giugno 2009

Grazie a un accordo tra i principali produttori di cellulari, a partire dal 2010 arriverà sul mercato il caricabatteria universale, utilizzabile con telefonini di differenti marche e modelli.

Grazie a un accordo tra i principali produttori di cellulari, a partire dal 2010 arriverà sul mercato il caricabatteria universale, utilizzabile con telefonini di differenti marche e modelli. Tutti i nuovi caricabatteria disporranno di un sistema di ricarica standard basato sulla tecnologia micro usb (oggi in uso solo su alcuni cellulari): in pratica, una fessura a cui si può collegare sia il caricabatteria universale sia il cavo usb per connettere il pc al cellulare.

Le aziende che produrranno il caricabatterie standard
Questa la lista delle aziende che si sono impegnate a produrre, dal 2010, solo caricabatteria universali per i loro apparecchi: Apple (iPhone), Lg, Motorola, Nec, Nokia, Qualcomm, Research In Motion (Blackberry), Texas Instruments, Samsung, Sony Ericsson. Da anni le associazioni di consumatori, Altroconsumo in testa, chiedevano che si arrivasse alla commercializzazione di un caricabatterie standard. Nei mesi scorsi sono aumentate anche le pressioni in questo senso da parte dell'Unione europea, fino all'attuale accordo tra i colossi degli apparecchi per la telefonia mobile.

Caricabatterie unico: meno sprechi e meno inquinamento
Cosa cambia l'introduzione del caricabatterie standard per i telefonini? I consumatori non saranno più costretti ad avere tanti caricabatteria e a doverli cambiare ogni volta che acquistano un nuovo cellulare: oggi sul mercato europeo ce ne sono addirittura una cinquantina, tutti diversi. Sotto l'aspetto ambientale, la produzione di caricabatterie calerà del 50%, con conseguenze positive sia per quanto riguarda l'emissione di gas serra legati alla fabbricazione degli apparecchi sia per la quantità di rifiuti da smaltire. Basti pensare che ogni anno, a causa del cambiamento del telefonino, gli europei sono costretti a lasciare nel cassetto (o a buttare) circa 50 milioni di caricabatteria.


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