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Video "la danza del Papa", la bufala che corre su WhatsApp

09 aprile 2015

09 aprile 2015

L'ultima catena di Sant'Antonio che sta seminando il panico tra gli utenti si sta diffondendo rapidamente grazie a WhatsApp. Nell'allerta si parla di un ipotetico virus in grado di formattare lo smartphone dopo la visione di un video sul Papa che balla. Niente di cui aver paura: si tratta di una bufala. Ti spieghiamo perché.

Circola da qualche giorno e, rapidamente, ha seminato il panico tra gli utenti di WhatsApp. Si tratta di un messaggio che mette in guardia gli utenti da un virus che si insidierebbe sul nostro smartphone grazie a un video "La danza del Papa" e che, ovviamente, non ha alcun fondamento. Il messaggio che viene recapitato ha alcune varianti (come la conferma avvenuta via radio negli Stati Uniti), ma lo standard è questo:

Il messaggio che sta circolando in questi giorni su WhatsApp.

Perché si tratta di un falso

Come ogni bufala che si rispetti, anche questa sull'ipotetico video del Papa ha i suoi tratti distintivi. Come prima cosa la grammatica e la sintassi del messaggio non sono corrette. In seconda analisi, come avviene per tutte le catene di Sant'Antonio, si invita a condividere il messaggio con tutti i propri contatti. Se ricevi questo messaggio, il nostro consiglio è quello di evitare di condividerlo e cancellarlo senza troppe remore.

Come riconoscere le bufale del web

Tra tutte le notizie che circolano in rete, complici anche i social network, è bene verificare la veridicità delle informazioni prima di condividerle. Esistono alcuni segnali che devono farci insospettire: un'email “urgente”, con molti punti esclamativi, che invita a inoltrare “a tutti i tuoi amici”, che si chiude con velate minacce (“se non diffondi ci saranno conseguenze”) deve farci dubitare della veridicità dell’appello, al di là del fatto che sia già stata inoltrata da tante persone. Non inoltrare nulla se non hai il tempo di confermarlo e fatti sempre delle domande sulla logica e la veridicità di ciò che ti viene comunicato. In caso di dubbio, poi, cerca su Google con parole chiave, o sui siti che si occupano di bufale, se la notizia sospetta è già stata segnalata come bufala.


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