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Smartphone tablet e altri prodotti hi tech: quel che resta inquina

16 maggio 2012
inquinamento

16 maggio 2012

Confezioni esagerate, troppa plastica e riciclaggio difficile: ecco il lato meno verde dei gadget tecnologici. Guarda il video.

Smartphone, tablet, netbook e notebook: a vederli in negozio, nuovi e luccicanti, possono sembrare attraenti oggetti dei desideri. Ma sappiamo quanto costa all’ambiente produrre, usare e smaltire ognuno di questi concentrati di tecnologia?

Le prove in laboratorio

Per valutare la loro compatibilità ambientale abbiamo mandato in laboratorio 42 modelli di smartphone, tablet, notebook e netbook. Anche se abbiamo cercato di mettere in lista alcune delle marche e dei modelli più venduti sul mercato (tra cui anche molti dispositivi Apple), la nostra inchiesta non vuole dare giudizi sui singoli prodotti o guidare l’utente a un acquisto più verde, ma fotografare la realtà per sensibilizzare acquirenti e produttori su un fenomeno che, visto il mercato, è destinato a crescere nei prossimi anni.

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Fatti a pezzi
In laboratorio abbiamo per prima cosa aperto le confezioni e analizzato i materiali che lo compongono. I pacchi contengono parecchi materiali scarsamente riciclabili, accessori superflui e spazi non utilizzati al meglio.
Smontare e separare ogni singolo pezzo di questi apparecchi ci è servito per capire quanto il modo in cui vengono assemblati facilita le operazioni di recupero dei materiali (e il loro riciclo) una volta che il dispositivo giunge in uno dei centri per lo smaltimento. Più è facile separare le varie componenti, infatti, più veloce e quindi ecocompatibile) sarà il recupero dei vari materiali.
Talvolta, però, c’è il problema di non riuscire a separare alcune parti da altre senza rompere il tutto. Una cosa che capita spesso con gli schermi touchscreen di tablet e smartphone, perché di fatto incollati alla struttura. Il secondo problema riguarda i modelli (per fortuna pochi) dotati di batteria integrata, ovvero non sostituibile senza smontare il dispositivo. La difficoltà nel togliere la batteria ritarda di fatto le operazioni di riciclaggio. 
Dai risultati delle nostre prove emerge che in genere sono gli smartphone e i tablet a essere i più complicati da smontare seguiti a ruota dai netbook; bene invece i notebook.


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