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Huawei e Android 10: niente aggiornamento. Ma non c'entra la guerra dei dazi

Circolano sui social le prime lamentele dei possessori di telefonini Huawei impossibilitati a passare ad Android 10. Ma più che un effetto della guerra dei dazi tra USA e Cina, è un problema che rigurda tutti i telefonini (eccetto quelli di Google) e non ultimo un classico caso di obsolescenza di alcuni modelli. Ecco perché.   

  • di
  • Luca Cartapatti
06 settembre 2019
  • di
  • Luca Cartapatti
Huawei senza Android

Con l'arrivo del nuovo sistema opertivo di Google (Android 10, uscito ufficialmente il 3 settembre) in molti attendono l'avviso sul proprio dispositivo che è disponibile un nuovo aggiornamento. Normale che molti possessori di Huawei (e Honor) il produttore entrato nel mirino dell'aministrazione americana nella guerra dei dazi, si chiedano se i propri dispositivi saranno aggiornati oppure no. E normale è anche che molti proprietari si siano già lamentati sui social che i loro dispositivi Huawei non verranno aggiornati. Ma stanno davvero così le cose?

Non solo i Huawei 

Iniziamo col dire che al momento i soli dispositivi che possono già passare ad Android 10 sono soltanto quelli marchiati Google (Pixel). Quindi per i modelli Huawei, così come per tutti gli altri modelli delle altre marche occorrerà aspettare ancora un po': normale quindi che al momento non sia disponibile alcun aggiornamento

In secondo luogo, da un'analisi dei modelli citati dagli utenti sui social è emerso che gran parte sono modelli nati con Android 7 (un po' datati). Va considerato che, indipendentemente dalla marca, un telefono nato con Android 7 difficilmente potrà essere aggiornato con Android 10, questo per evidenti limiti tecnici o banalmente perché svuluppare adattamenti di un sistema operativo evoluto per modelli ormai datati non è redditizio. Insomma, sarebbe un problema di obsolescenza trasversale a tutte le marche e non le prime avvisaglie della "guerra" doganale tra le aziende americane (Google) e quelle cinesi (Huawei).

Dipende dall'età del dispositivo 

È quindi molto probabile che i modelli Huawei più recenti come il P20, il P30, il Mate 10, il Mate 20 e gli Honor 10 e Honor 20 potranno a breve essere aggiornati. Per gli altri dipende: per quelli nati con Android 7 è difficile che possano passare al nuovo Android. Per quelli nati con Android 8 il possibile rilascio dell'aggiornamento dipende da quanto quel modello è stato top di gamma e quanto è ancora diffuso sul mercato.

Infine va detto che il passaggio ad Android 10, per quanto possa attirare i più attenti alle novità, non porterà a una rivoluzione in fatto di sistemi operativi. Anche per chi dovesse rimanere con la versione percedente, gli aggiornamenti contenenti le patch di sicurezza verranno comunque rilasciati. Vigileremo comunque che ciò avvenga e che i telefonini Huawei più recenti ottengano l'aggiornamento al nuovo sistema operativo come quelli delle altre marche.  

La vicenda della guerra dei dazi 

Scaduti il 19 agosto i primi 90 giorni di proroga, il Governo americano ha annunciato che concederà altri 3 mesi a Huawei per continuare a coltivare i suoi rapporti commerciali con le aziende statunitensi, e quindi anche con Google che attualmente fornisce i sistemi operativi di tutti i suoi modelli di smartphone.

La guerra dei dazi intrapresa dall'amministrazione americana contro la Cina e in particolar modo contro Huawei rimane quindi sospesa. In altre parole, non vedremo scomparire Android da un momento all'altro dai nostri telefonini Huawei, da una parte perché il bando commerciale americano è scongelato per uteriori 90 giorni ma anche perché, stando alle dichiarazioni ufficiali degli interessati, non dovrebbe cambiare nulla per i modelli in possesso dei consumatori e per quelli già lanciati in commercio.

Futuri modelli a rischio 

Di certo c'è che la decisione di non fornire più Android a Huawei impatterà sui futuri modelli di smartphone dell'azienda cinese (ma anche del marchio gemello Honor). Questa tregua servirà certamente a Huawei per trovare un escamotage (si parla di un proprio sistema operativo) per continuare ad accontentare i consumatori europei non certo disposti a rinunciare a servizi come Gmail, Maps, Drive e a tutte le app dello store Google Play. Ma servirà certamente anche al Dipartimento del Commercio USA per trovare misure appropriate a lungo termine per gli americani e i fornitori di telecomunicazioni stranieri che attualmente si affidano alle apparecchiature Huawei per servizi critici. Intanto nel Regno Unito e in Giappone sè stato i registrano i primi rinvii del lancio dei nuovi modelli Huawei.

Meglio un modello già in comemrcio 

Se stai decidendo di acquistare un nuovo telefono orientati su quelli già in commercio: in questo momento meglio non aspettare l'uscita di nuovi modelli a marchio Huawei o Honor. L'ipotesi più probabile, infatti, è che Huawei sviluppi per i futuri modelli un proprio sistema operativo e soprattutto potenzi il proprio store per sopperire alla mancanza di Google Play. Se lo store di Huawei sarà in grado di non far rimpiangere quello di Google dipenderà dalla capacità del colosso cinese di stringere accordi con tutti i più importanti fornitori e sviluppatori di app, da Netflix a Spotify, da Facebook a Twitter. Di certo non sarà facile per il pubblico italiano adattarsi a un dispositivo senza Android: in Italia, infatti, attualmente il sistema operativo Android ha una quota di mercato dell’83% e il sistema IOS di Apple sembra ormai l’unica alternativa con il 16% del mercato (i sistemi Windows e Blackberry infatti faticano ormai a sopravvivere).

Un colpo alla concorrenza

Di certo, su questa vicenda si può fare una riflessione. A perderci potrebbe essere la concorrenza e quindi la possibilità per i consumatori di scegliere in tutta libertà un prodotto senza dover sborsare cifre esorbitanti. Huawei, assieme ad altri produttori cinesi, hanno infatti aiutato ad abbassare il prezzo medio dei telefoni, affacciandosi sul mercato con proposte low cost, acquisendo man mano la fiducia dei consumatori per poter poi proporre anche device più costosi. Se quello che è successo a Huawei dovesse succedere anche ad altri big cinesi come Xiaomi o Oppo, la concorrenza potrebbe subire un duro colpo.

C'è anche un altro aspetto da tenere presente. Huawei è anche partner di numerosi operatori mobili per la costruzione della nuova rete 5G e detiene numerosi brevetti indispensabili alla sua realizzazione. Questo potrebbe portare a un rallentamento dello sviluppo di questa nuova tecnologia, ritardando il passaggio degli utenti a una rete più veloce e performante. A dimostrarlo, la decisione di due dei più grandi operatori di telefonia britannici (EE e Vodafone) di escludere i modelli 5G del colosso cinese dalla commercializzazione della loro nuova rete ultra veloce.