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Google contro Huawei: quali conseguenze per i nostri smartphone?

La decisione di Google di non fornire più il sistema operativo Android a Huawei è stata congelata dal dipartimento del Commercio degli Stati Uniti: almeno fino al 19 agosto il colosso cinese potrà continuare commerciare con le aziende americane (e quindi anche con Google). Huawei e gli sviluppatori di Android garantiscono che tutti i modelli già sul mercato continueranno ad avere aggiornamenti software e patch di sicurezza anche dopo questa data. Vigileremo.

  • di
  • Luca Cartapatti
05 giugno 2019
  • di
  • Luca Cartapatti
Huawei senza Android

La notizia era arrivata come un fulmine a ciel sereno: niente più Android (il sistema operativo di Google) sugli smartphone Huawei e, di conseguenza, niente più servizi Google sui suoi dispositivi. La decisione era il risultato della guerra dei dazi intrapresa dall'amministrazione americana contro la Cina e in particolar modo contro Huawei, colosso dell'hi tech che ha ormai superato Apple nelle vendite mondiali di smartphone (è secondo solo a Samsung). 

Una notizia che nel corso delle settimane però si è un po' ridimesionata e sembra, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali di Google e di Huawei, interessare esclusivamente i futuri modelli di smartphone che Huawei metterà sul mercato nei prossimi mesi.

Nel frattempo il Governo americano è intervenuto concedendo una proroga di 90 giorni (fino al 19 agosto) che permetterà alle aziende americane, inclusa Google, di continuare a lavorare con Huawei. In altre parole, non vedremo scomparire Android da un momento all'altro dai nostri telefonini Huawei, da una parte perché il bando commerciale americano è congelato almeno fino al 19 agosto ma anche perché, stando alle dichiarazioni ufficiali degli interessati, non dovrebbe cambiare nulla per i modelli in possesso dei consumatori e per quelli già lanciati in commercio.    

Futuri modelli a rischio 

Di certo c'è che la decisione di non fornire più Android a Huawei impatterà sui futuri modelli di smartphone dell'azienda cinese (ma anche del marchio gemello Honor). Questa tregua servirà certamente a Huawei per trovare un escamotage (si parla di un proprio sistema operativo) per continuare ad accontentare i consumatori europei non certo disposti a rinunciare a servizi come Gmail, Maps, Drive e a tutte le app dello store Google Play. Ma servirà certamente anche al Dipartimento del Commercio USA per trovare misure appropriate a lungo termine per gli americani e i fornitori di telecomunicazioni stranieri che attualmente si affidano alle apparecchiature Huawei per servizi critici. Intanto nel Regno Unito e in Giappone sè stato i registrano i primi rinvii del lancio dei nuovi modelli Huawei.

Vecchi modelli: nessun allarme, ma vigileremo 

Ma cosa succede a chi ha un dispositivo Huawei? Gli sviluppatori ufficiali di Android e la stessa Huawei nei comunicati ufficiali hanno rassicurato che continueranno ad essere forniti tutti gli aggiornamenti del sistema operativo di Google su tutti i modelli già in commercio. Le licenze già vendute sui modelli già immessi sul mercato dovrebbero garantire aggiornamenti e patch di sicurezza su tutti i dispositivi in circolazione (anche quelli non ancora venduti): non spariranno quindi di punto in bianco tutte le nostre app preferite, le nostre email e i nostri documenenti archiviati online.

Ma lo scenario che può delinearsi dal 19 agosto in poi apre più di un'incognita. Nonostante le rassicurazioni di Google e Huawei, cosa accadrebbe se non venissero più rilasciati aggiornamentidi android di alcun tipo? In linea teorica non sarebbe più possibile avere patch di sicurezza, lasciando quindi i telefoni meno protetti. I telefoni non avrebbero inoltre accesso a nuove funzionalità (o migliorie di quelle esistenti), e potrebbe ridursi la compatibilità con altri dispositivi qualora questi richiedessero versioni del sistema operativo più nuove rispetto a quelle presenti nel telefono. Si tratta di uno scenario del tutto ipotetico, ma certo è che se fossero messi in discussione i diritti dei consumatori non mancheremo di intervenire segnalando all'Antitrust qualsiasi possibile violazione dei diritti di chi ha acquistato questi modelli.

Meglio un modello già in comemrcio 

Se stai decidendo di acquistare un nuovo telefono orientati su quelli già in commercio: in questo momento meglio non aspettare l'uscita di nuovi modelli a marchio Huawei o Honor. L'ipotesi più probabile, infatti, è che Huawei sviluppi per i futuri modelli un proprio sistema operativo e soprattutto potenzi il proprio store per sopperire alla mancanza di Google Play. Se lo store di Huawei sarà in grado di non far rimpiangere quello di Google dipenderà dalla capacità del colosso cinese di stringere accordi con tutti i più importanti fornitori e sviluppatori di app, da Netflix a Spotify, da Facebook a Twitter. Di certo non sarà facile per il pubblico italiano adattarsi a un dispositivo senza Android: in Italia, infatti, attualmente il sistema operativo Android ha una quota di mercato dell’83% e il sistema IOS di Apple sembra ormai l’unica alternativa con il 16% del mercato (i sistemi Windows e Blackberry infatti faticano ormai a sopravvivere).

Un colpo alla concorrenza

Di certo, su questa vicenda si può fare una riflessione. A perderci potrebbe essere la concorrenza e quindi la possibilità per i consumatori di scegliere in tutta libertà un prodotto senza dover sborsare cifre esorbitanti. Huawei, assieme ad altri produttori cinesi, hanno infatti aiutato ad abbassare il prezzo medio dei telefoni, affacciandosi sul mercato con proposte low cost, acquisendo man mano la fiducia dei consumatori per poter poi proporre anche device più costosi. Se quello che è successo a Huawei dovesse succedere anche ad altri big cinesi come Xiaomi o Oppo, la concorrenza potrebbe subire un duro colpo.

C'è anche un altro aspetto da tenere presente. Huawei è anche partner di numerosi operatori mobili per la costruzione della nuova rete 5G e detiene numerosi brevetti indispensabili alla sua realizzazione. Questo potrebbe portare a un rallentamento dello sviluppo di questa nuova tecnologia, ritardando il passaggio degli utenti a una rete più veloce e performante. A dimostrarlo, la decisione di due dei più grandi operatori di telefonia britannici (EE e Vodafone) di escludere i modelli 5G del colosso cinese dalla commercializzazione della loro nuova rete ultra veloce.