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I cellulari fanno male?

21 marzo 2012
cellulari fanno male

21 marzo 2012

I cellulari possono aumentare il rischio di tumori al cervello? A venti anni di distanza dall’arrivo del cellulare nelle nostre vite, ancora non si riesce a rispondere a questa domanda più che legittima. Assieme ad altri 265 indiziati, i telefonini sono stati inseriti tra i prodotti da tenere sotto osservazione.

A scuotere il mondo della telefonia è arrivata una decisione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), che ha classificato i cellulari come “possibili cancerogeni”, inserendoli nel gruppo 2B della graduatoria dell’agenzia.
Che cosa vuol dire? Significa che, nonostante non sia stato finora dimostrato un rapporto certo di causalità fra l’esposizione a radiofrequenze e le malattie tumorali, le conoscenze scientifiche acquisite non consentono di escludere l’esistenza di un collegamento, soprattutto quando si fa un uso intenso del cellulare. Per precauzione, dunque, i cellulari sono entrati a far parte (insieme ad altri 265 agenti) di un gruppo di indiziati, da tenere sotto osservazione.

La verità sulle onde? Serve più tempo
Per capire se l’uso dei cellulari può causare effetti biologici negativi (cioè modificazioni di cellule e tessuti del nostro organismo) serve altro tempo. Come per altre sostanze cancerogene, per esempio il tabacco o l’amianto, possono passare decine di anni tra l’esposizione alla sostanza e il manifestarsi di un tumore. I telefonini sono tra noi ”solo” da 15 - 20 anni; i tumori cerebrali hanno lunghi periodi di latenza (anche fino a 30 anni). Se un collegamento c’è, dunque, sarà visibile solo tra qualche anno, quando gli studi epidemiologici ci diranno se alla diffusione e all’utilizzo massiccio dei cellulari è legato anche un aumento del numero di tumori nella popolazione. Per ora l’unica certezza è che il parere dello Iarc ha contraddetto chi assolveva in pieno il telefonino. Che invece è stato rinviato a giudizio.

Quante radiazioni? Il test sui telefonini
Tutti i cellulari emettono radiazioni: sul libretto di istruzioni, infatti, è possibile trovare l’indicazione di quante onde emettono quando funzionano alla massima potenza. Un timore legato ai cellulari è che le onde emesse possano provocare una specie di riscaldamento dei tessuti biologici. La quantità di radiazioni assorbite dal corpo è misurata in Sar (Specific Absorption Rate) espresso in W/Kg (watt per chilo). Questa unità di grandezza misura la quantità di radiazioni assorbite e le traduce nel rischio di effetto termico al quale il corpo è esposto.

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