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Pagare con il telefonino? La strada è ancora lunga

29 febbraio 2012

29 febbraio 2012

Usare il cellulare come sostituto del denaro e della carta di credito ha il potenziale per essere una vera rivoluzione dei nostri usi e costumi. Alcuni segnali visti al MWC (Mobile World Congress) di Barcellona fanno però pensare che si tratti di un futuro ancora relativamente lontano.

Al MWC (Mobile World Congress) 2012 di Barcellona sono stati presentati alcuni sistemi per pagare con i telefonini. Li abbiamo provati.

Fotografare il QR code
Uno è costituito da un QR code che fotografi con il cellulare usando l'app Red Laser, quindi pagare con Paypal nella pagina che si sarebbe aperta di conseguenza. 
Lo abbiamo provato in fiera, con il QR code che campeggiava fuori da un ristorante: dapprima la connessione wifi era così lenta da rendere impossibile fare alcunché. Spento il wifi e passato al 3G (che in roaming costa caro) siamo riusciti a scaricare l'app, fotografare il QR code e visualizzare la pagina di Paypal in cui inserire le mie credenziali. Ma per qualche ignoto motivo il pagamento non è andato a buon fine, nemmeno dopo un tentativo ripetuto.

Con il telefono alla macchinetta del caffè
La seconda storia riguarda lo stand della Visa: il più grande circuito di pagamento elettronico è ovviamente interessato alla questione. Nello stand un distributore automatico di snack e bevande illustra uno dei potenziali scenari di utilizzo. Una persona seleziona la bevanda e poi, invece di pagare con il desueto contante, avvicina alla macchina un cellulare (che deve essere dotato di tecnologia Nfc, ed essere abilitato dalla banca) e il pagamento è fatto.
Tutto molto interessante, peccato che, con grande imbarazzo del rappresentante Visa, per ben cinque volte i suoi tentativi sono andati a vuoto.
A parte questi problemi tecnici ancora da limare, la diffusione di questa tecnologia incontra anche ostacoli di altra natura: la posta in gioco è altissima e le numerose parti in campo (banche, produttori di telefoni, operatori telefonici) devono ancora trovare degli accordi che soddisfino tutti. A detta del rappresentante di Visa, comunque, qualcosa inizia a muoversi, in particolare in Gran Bretagna, Polonia e Turchia. L'Italia, a suo dire, è invece uno dei paesi europei più indietro.


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