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Pokemon Go: solo un gioco o "Grande Fratello"?

05 agosto 2016
pokemon go

05 agosto 2016

È il gioco del momento senza alcun dubbio: catturare Pokémon sullo smartphone è diventata una mania. Dietro al divertimento, però, non mancano rischi sulla privacy e per il proprio smartphone. Con qualche attenzione in più, puoi evitare brutte sorprese.

Temi di essere spiato?

Tra la nostalgia di chi guardava il cartone vent'anni fa, tra la curiosità degli adulti e dei più piccoli, ormai non ci sono più dubbi: Pokémon GO è un fenomeno mondiale. Abbiamo provato anche noi l'applicazione per capire quali problemi ci possano essere. Non da poco il pericolo di violazione della privacy e i rischi fisici per lo smartphone.

La raccolta dei dati

Tutte le app raccolgono dati sui loro utenti, si sa. E Pokémon Go non fa eccezione. L'applicazione, per come è strutturata, deve sapere dove ti trovi. Il gioco si basa infatti sulla "realtà aumentata", cioè una sovrapposizione tra mondo reale e mappe virtuali. Per giocare bisogna camminare e recarsi di persona in determinati punti di riferimento (Pokestop per far rifornimento o in palestre per far compattere i Pokémon). Che l’app raccolga e utilizzi dati sulla tua posizione, in tempo reale, è del tutto normale e coerente con lo spirito del gioco. Non è chiaro, invece, perché la versione per Android richieda l’accesso alla lista dei contatti (quella per iPhone non lo fa), ma è comunque possibile negare l'opzione in fase di installazione, così come è possibile revocare a posteriori, sia su Android sia su iOS, tutte le autorizzazioni concesse.

I servizi aggiuntivi di terze parti?

Un potenziale punto debole relativo alla privacy, quando si usa una qualunque app, è l’uso di strumenti di terze parti che forniscono servizi aggiuntivi (spesso legati alla pubblicità, altre volte alla diagnostica del funzionamento dell’app o altro ancora). Con le nostre prove abbiamo visto che Pokémon GO, rispetto alla media di altre app provate nel corso del tempo, non ne utilizza molti. Inoltre l’app usa per le sue comunicazioni un protocollo SSL, cioè le informazioni sono crittografate e dunque sono molto meno a rischio di eventuali intercettazioni. Nel complesso rispetta le linee guida in materia di utilizzo e protezione dei dati, il che è un bene dato che quelli trattati in questo caso sono assai sensibili.