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Ricaricabili: oltre 400.000 euro di multa per Tim e Wind

09 agosto 2016
ricaricabili

09 agosto 2016

I pacchetti per ricaricabili di Tim, Vodafone e Wind, costano una mensilità in più. Il Garante ha voluto vederci chiaro e sono scattate le sanzioni per Tim e Wind: oltre 400.000 euro a testa per aver limitato la scelta del consumatore e il diritto di recesso.

Sempre più di frequente, approfittando del periodo estivo, gli operatori telefonici modificano le proprie offerte. È quanto era già accaduto nel 2015 con Wind e con Vodafone che avevano introdotto una novità rilevante nel pagamento del canone mensile delle nuove offerte ricaricabili. Non più ogni 30 ma ogni 28 giorni. Solo due giorni in meno al mese: cambiava poco, quindi? Decisamente no. Se pensiamo a questo cambiamento immaginando l'effetto su tutto l'anno. Il costo mensile è stato pagato non più per 12 bensì per 13 volte. Identica la rimodulazione messa in piano da Tim anche per i vecchi clienti. Una manovra che all'Agcom e all'Antitrust proprio non era andata giù. Dopo circa un anno, sono arrivate le sanzioni sia per Wind che per Tim: rispettivamente 455.000 e 410.000 euro in quanto la riduzione da 30 a 28 giorni del rinnovo ha comportato una spesa maggiore per i consumatori che non intendevano accettare tale modifica; e inoltre il comportamento aggressivo dei due operatori ha limitato la scelta del consumatore e l’esercizio del diritto di recesso.

La rimodulazione "stoppata" di Tim

Ma Agcom aveva stoppato Tim che a partire dal 2 agosto 2015, voleva applicare questa politica delle 4 settimane anche alle vecchie offerte e non solo alle nuove. Nello specifico Agcom aveva diffidato Tim, ritenendo non completa l’informazione fornita fino a ora ai propri clienti. Per questi motivi, l’Autorità aveva richiesto a Tim di prorogare di 60 giorni il termine per il diritto di recesso senza costi, che decorrono dal momento in cui viene fornita completa informazione ai clienti coinvolti in questa manovra che, a tutti gli effetti altro non è che una "rimodulazione", un cambiamento unilaterale delle condizioni del servizio offerto.

Rincari sopra il 7%

Sia che tu sia interessato dalla rimodulazione di Tim, sia che tu decida di scegliere una delle offerte di Vodafone e Wind, sappi che potresti arrivare a pagare circa il 7% in più. Per dirlo, abbiamo ipotizzato, per ognuno dei tre provider coinvolti, una soluzione con traffico voce + internet che risponde alle esigenze di un profilo di consumo medio basso (2/3 telefonate al giorno della durata di 2,5 minuti, navigazione per leggere news e sui social), confrontando la situazione attuale con quella precedente al cambio di periodicità. 

L'analisi delle offerte ha fatto emergere che i provider non si sono mossi tutti nello stesso modo: Tim, per esempio, ha diminuito la periodicità di utilizzo del traffico e pagamento del canone, ma in alcuni casi, come in quello dell'opzione "Tim Special Start" offre più minuti. Questa tra l'altro è l'unica offerta del mercato italiano che permette di accumulare il traffico non consumato nel periodo.

Vodafone, ha addirittura diminuito i minuti gratis, passando, ad esempio, dai 500 della vecchia "Scegli voce" ai 400 per 28 giorni disponibili con "Flexi Start". La quota fissa applicata è analoga a quella delle vecchie offerte


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