News

Smartwatch: cosa ne pensa chi ce l'ha?

06 febbraio 2014
smartwatch

06 febbraio 2014

Gli smartwatch, ovvero orologi intelligenti, collegati allo smartphone permettono di visualizzare gli sms, le mail e molto altro ancora. Abbiamo chiesto a quelli che ne hanno di dirci la loro su questi nuovi gadget. La batteria è il punto più critico.

Oltre alle funzioni classiche di un orologio digitale, questi orologi intelligenti offrono la possibilità di ricevere mail, sms, messaggi dai social network direttamente sullo schermo. Alcuni modelli dispongono di funzioni aggiuntive come la possibilità, tramite comando vocale, di chiamare o rispondere alle telefonate, ascoltare musica, scattare fotografie. Quasi la metà degli intervistati ha ricevuto lo smartwatch in regalo. L’altra metà l’ha comprato, ma per pura curiosità. Abbiamo chiesto ai nostri soci di tutti i paesi del gruppo (Italia, Spagna, Belgio, Portogallo e Brasile) di raccontarci la loro esperienza con questo tipo di dispositivo.

Cosa piace

I modelli che abbiamo preso in considerazione la fanno da padrone sul mercato e rappresentano attualmente gli smartwatch più avanzati: Pebble, Samsung Galaxy Gear e Sony Smartwatch 2. Il loro costo medio oscilla tra i 125 e i 300 euro. La maggior parte dei proprietari indossa il proprio orologio intelligente tutti i giorni, ma lo usa principalmente per controllare l’ora. Le funzioni tipiche degli smartwatch più utilizzate sono, invece, il controllo degli sms (60%), delle mail (50%), dell’agenda (40%) e delle attività sui social network (36%). Funzionamento, facilità d’uso e applicazioni disponibili sono le tre variabili che più di altre influenzano (positivamente o negativamente) la soddisfazione complessiva. In generale, lo smartwatch Pebble è quello che soddisfa di più gli utenti, seguito dal Sony Smartwatch 2 e, in ultimo, il Samsung Galaxy Gear anche se i primi due modelli sono meno diffusi del Samsung.


I punti deboli

Tra gli aspetti meno apprezzati da chi ne ha già uno c’è sicuramente il funzionamento della batteria (in un caso su quattro si sono verificati dei problemi), tanto che altri produttori, per il loro primo smartwatch, stanno cercando di ovviare a questo problema adottando altre soluzioni, come ad esempio una batteria solare o wireless. Dato che non sono in grado di collegarsi automaticamente a internet, gli smartwatch, per funzionare, devono essere connessi, tramite bluetooth, a uno smartphone. Una volta effettuato il collegamento al cellulare, bisogna installare apposite applicazioni che, a loro volta, consentono di cercare nuove app (le funzioni di questi orologi variano a seconda delle applicazioni che si possono installare). Questi ultimi due aspetti sono considerati dagli utenti piuttosto problematici: come si può vedere dal grafico rispettivamente nel 20 e nel 16 per cento dei casi. Altri punti critici sono: il touch screen e la luce dello schermo. Nel complesso, la metà dei proprietari di uno smartwatch non ne consiglia l’acquisto.


Stampa Invia