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Telecom verso lo scorporo della rete

13 marzo 2009

13 marzo 2009

Il consulente del Governo Francesco Caio ha presentato il rapporto sullo sviluppo della banda larga in Italia.

Fra gli scenari ipotizzati, c'è quello dello scorporo della rete fissa da Telecom. Soluzione che noi abbiamo sempre auspicato, per il bene della concorrenza, del mercato e dei consumatori. Ma gli impegni presi fino a ora da Telecom in questo senso non sono sufficienti.

La proposta Telecom non è una vera separazione societaria
Qualche settimana fa è stata annunciata la riorganizzazione interna di Telecom Italia, con la gestione della gestita da "Open Access". L'Agcom (Garante delle comunicazioni) ha già approvato la cosa.
In realtà non si tratta di vera separazione: Open Access sarà solo una divisione interna, non si tratta di quello che avevamo chiesto noi, ovvero un vero scorporo; né del modello inglese "Open Reach", nel quale la separazione funzionale è garantita dal fatto che nei vertici societari siedono anche esponenti dell'Autorità.

La nostra posizione è quella che abbiamo ribadito più volte, anche con interventi pubblici: considerate le peculiarità del mercato italiano, dove il dominio assoluto dell'ex monopolista nel fisso e nella banda larga (con continui fenomeni di abuso) hanno provocato conseguenze negative non solo ai concorrenti ma anche agli utenti e alla modernizzazione del Paese, la soluzione auspicabile era e rimane quella della separazione societaria. Anche in virtù della debolezza dell'Autorità.

Una vera separazione societaria era una delle richieste contenute in una petizione (che ha raccolto 15.000 firme) in cui chiedevamo anche di non aumentare il canone Telecom e di tagliare le tariffe di terminazione mobile.


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