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Telefonia: l'Agcom ripensi al pin per cambiare operatore

24 settembre 2009

24 settembre 2009

Tempi più corti per cambiare operatore di telefonia fissa. Lo ha imposto questa estate il Garante per le comunicazioni in una delibera che ha però acceso un dibattito tra operatori, utenti e Autorità stessa.

Oggetto della discussione è l'introduzione, in quella stessa delibera di una sorta di codice segreto obbligatorio per poter rendere operativo il passaggio a un nuovo operatore.

Codice segreto: di cosa si tratta?
Anche se l'attivazione di questo "pin" è rimandata al marzo 2010, proprio in questi giorni l'Autorità ne sta determinando le specifiche tecniche di implementazione; si tratterebbe di fatto di un codice numerico segreto che il vecchio operatore deve rilasciare al cliente quando questi decide di passare a un nuovo gestore telefonico; codice che deve poi essere comunicato al nuovo operatore per rendere valido il passaggio.

Si rischia di ingessare la concorrenza
Negli intenti dell'Agcom, questa soluzione rappresenterebbe una garanzia circa l'effettiva espressione di volontà dell'utente a passare da un operatore all'altro. A nostro giudizio, invece, rischia di tramutarsi in un paletto alla concorrenza tra gli operatori e quindi alla libera possibilità di scelta da parte dei consumatori. In particolar modo, i gestori che detengono le maggiori quote di mercato potrebbero trovare escamotage e pratiche per ritardare e ostacolare la comunicazione del pin all'utente, in modo da rendere più difficoltoso il passaggio alla concorrenza.

Non si risolve il problema più grande
Se accogliamo con favore la riduzione dei tempi di attesa per cambiare operatore, siamo invece contrari all'introduzione di questo codice segreto che, di fatto, potrebbe rappresentare un ostacolo alla libera concorrenza. Se è vero che da un lato potrebbe servire a risolvere il problema del passaggio a un altro operatore non autorizzato dall'utente (problema a dire il vero non così comune), dall'altro non è in grado di tutelare gli utenti da una pratica ben più importante e diffusa: quella dell'attivazione di ulteriori servizi non richiesti da parte del proprio operatore.

Con questa lettera ( guarda tra le risorse) abbiamo chiesto pertanto all'Agcom di ripensare all'introduzione del pin segreto, valutando altre soluzioni per limitare il problema della garanzia dell'effettiva volontà da parte dell'utente di cambiare operatore.


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