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Telefonini in California: la radiazione va sull'etichetta

29 giugno 2010
telefonini radiazioni

29 giugno 2010

Con un’ordinanza il sindaco di San Francisco ha imposto ai negozianti di esporre un’etichetta che avverte i consumatori sul tasso di radiazioni che emettono i cellulari venduti. Un’iniziativa che lascia, però, parecchi dubbi.

Uno studio non risolutivo
Il “diritto di sapere” (the right to know), così si chiama l’ordinanza californiana, obbliga i rivenditori e i costruttori di telefonini, non solo di esibire la “specific absorbance rate” (SAR) di ogni modello ma anche di mettere in guardia il consumatore sui rischi per la sua salute.
Quali siano questi rischi per la salute è però ancora da stabilire, dato che il più importante studio decennale sulle persone che usano il cellulare (il tanto controverso Interphone Study commissionato dall’OMS) non è stato in grado ancora una volta di chiarire definitivamente se vi siano o meno relazioni tra l'uso continuato dei telefonini e lo sviluppo di tumori al cervello. 
 
Più campo, meno radiazioni
Come abbiamo già detto in molte alte occasioni, mostrare per ogni modello solo i valori di SAR (ovvero il valore che indica la quantità di emissioni elettromagnetiche assorbite dal corpo umano) è davvero poco utile; l’esposizione alle radiazioni dipende dalle condizioni di utilizzo: dove il campo è più debole o è ballerino (ad esempio dove ci sono tante gallerie), il cellulare è costretto ad emettere più radiazioni. Tuttavia, la sempre più vasta copertura delle reti di telefonia mobile fa sì che i cellulari moderni non debbano lavorare alla massima potenza di emissione, e anche quando questo accade, il valore di SAR rimane sempre abbondantemente al di sotto della soglia di sicurezza stabilita a livello internazionale.

Dotarsi di un auricolare
Lungi dall’informare realmente i consumatori, questa ordinanza non farà altro che affermare l’idea che ci sono modelli di cellulari più o meno sicuri, e quindi orientare la scelta dei consumatori sulla base di una presunta pericolosità ancora da dimostrare. Sarebbe utile almeno adottare per tutti i cellulari lo stesso sistema di misurazione che abbiamo scelto per i nostri test, ovvero quello di misurare l’emissione di SAR di ogni modello nelle stesse condizioni di utilizzo e non il SAR massimo che dà informazioni non comparabili tra un prodotto e un altro.
Resta il fatto che, in attesa di studi scientifici più risolutivi, l’unico modo per evitare le radiazioni è quella di utilizzare quando si telefona un auricolare. 


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