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Clubhouse: come funziona il nuovo social solo audio

Stanze virtuali dove ci si collega e si chiacchera con gli altri partecipanti, tutto rigorosamente in diretta. Niente testi scritti e niente video registrati. È Clubhouse il social network del momento, portato alla ribalta in questi giorni dall’interessamento di Elon Musk, patron di Tesla. Ecco come funziona e quali sono i suoi pro e i suoi contro.

04 febbraio 2021
Clubhouse

È il social network del momento, ma è stato lanciato meno di un anno fa e in Italia è ancora talmente poco diffuso che, a oggi, non ha neppure una sua voce su Wikipedia in italiano. Stiamo parlando di Clubhouse, il social (portato alla ribalta di recente da Elon Musk) che funziona solo via audio e che per il momento è riservato solo a chi ha un iPhone o un iPad. Ma come funziona per l'esattezza e perché sta accendendo in questi giorni discussioni e polemiche in merito alla sua privacy? Abbiamo dato uno sguardo.  

Cos’è e come funziona

Se negli ultimi mesi hai partecipato a una video-riunione di massa, in cui tutti però hanno il video disattivato, hai già una buona idea di quel che succede su Clubhouse. Per interagire con gli altri utenti si entra in stanze virtuali e si chiacchiera, come se si fosse al bar. Non c’è niente di scritto e non c’è nemmeno niente di registrato: dunque non è, come si potrebbe pensare a prima vista, come una chat di Whatsapp fatta solo di messaggi vocali. Per poter ascoltare quanto viene detto bisogna essere presenti proprio in quel momento.

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Una volta che ti crei un circolo di contatti, la home page mostrerà un elenco delle stanze attive in quel momento e in cui stanno partecipando i tuoi contatti o che sono ritenute potenzialmente interessanti dall’app, in base agli interessi che hai indicato durante la prima configurazione dell’applicazione. Basta toccare il nome di una stanza per entrare e ascoltare chi sta parlando.

Quando si entra, per impostazione predefinita il proprio microfono è disattivato ed è nel potere dei moderatori della stanza decidere se attivarlo e a chi. Questo è utile sia per evitare che nuovi entrati interrompano in continuazione coi saluti discorsi già in essere, e ancor più utile per tenere a bada eventuali disturbatori. Una volta all’interno della stanza si vedono le icone di tutti i partecipanti (intorno a quella chi sta parlando in quel momento compare un cerchio grigio) e, in fondo alla schermata, tre comandi consentono di chiedere di intervenire, invitare altri amici all’interno della stanza o abbandonare la conversazione.

A proposito di abbandonare: se si apre un’altra app senza uscire dalla conversazione, si continuerà ad ascoltare quel che viene detto nella stanza. Per abbandonare la conversazione bisogna per forza di cose toccare il pulsante Leave quietly.

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Oltre che entrare in stanze aperte da altri, si può crearne di proprie, toccando il comando Start a room in fondo alla home page. In questo caso si hanno tre scelte: una stanza pubblica in cui potrà entrare chiunque (ma sempre con la condizione che potranno parlare solo se consentito dal moderatore, che in questo caso sei proprio tu), una a cui hanno accesso solo i tuoi amici e una chiusa, in cui hanno accesso solo persone specifiche scelte da te.

In ogni caso, si può partecipare solo a una conversazione alla volta. E se mentre stai partecipando ti suona il telefono, automaticamente l’app e la conversazione verranno messe in pausa (e nessuno potrà ascoltare il contenuto della telefonata, non c'è da temere).

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Come ci si iscrive?

Tanto per cominciare è bene sapere che per il momento l’app funziona solo su iPhone o iPad. Inoltre l’iscrizione non è libera ma a inviti: il metodo più certo per entrare è farsi mandare l’invito da qualcuno che è già iscritto. Ma anche se non sai se tra i tuoi conoscenti c’è qualcuno già iscritto, non disperare: prova comunque a installarla; se qualcuno dei tuoi contatti è già iscritto, riceverà un messaggio che gli permetterà di farti accedere.

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E la privacy?

Rispetto agli altri social, Clubhouse ha una differenza fondamentale: tutto avviene in diretta, e non c’è modo, per gli utenti, di registrare o recuperare vecchie conversazioni (a meno che qualcuno non registri con altri mezzi, per esempio accostando un altro telefono a quello con cui sta parlando). Quindi quello che ogni tanto succede su altri social, e cioè schermate di cose scritte anni addietro che riaffiorano per essere stigmatizzate o irrise, qui non è possibile. Per contro, se qualcuno diffama qualcun altro all’interno di una stanza, qui è più difficile raccogliere le prove dell'avvenuta diffamazione.

Questo per quanto riguarda l'utilizzo di noi utenti. Ci sono poi alcuni dubbi relativi alla piattaforma: per esempio la piattaforma afferma, nelle sue condizioni d’uso, di registrare temporaneamente le conversazioni mentre avvengono (al fine di esaminarle e eventualmente utilizzarle come prove, qualora una conversazione venisse segnalata come problematica). Afferma però anche di cancellare tali registrazioni temporanee dopo che le stanze sono state chiuse e non sono state fatte segnalazioni, ma è comunque una cosa di cui tenere conto.

Inoltre, al momento della prima configurazione, l’app richiede l’accesso alla nostra lista di contatti: questo serve per aiutare a creare la rete di contatti necessaria per fruire di un social network, però comporta anche problemi di privacy e di gestione di dati sensibili, considerando anche il fatto che la piattaforma al momento possiede server solo sul territorio americano, dove la sensibilità in materia di protezione dati è minore che in Europa. Inoltre va ricordato che l’app, al momento, è gratuita, e dunque bisogna anche porsi la domanda sul modello di business che ha scelto da questa piattaforma: le esperienze del recente passato ci ricordano che, quando non paghiamo un servizio, spesso è perché la merce commerciata siamo noi e i nostri dati.

Per tutti questi motivi, i nostri esperti stanno facendo un’analisi dettagliata dei termini e delle condizioni contrattuali: torneremo sull'argomento per vedere se emergeranno altre criticità.

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