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I nonni a scuola di pc

01 gennaio 2010

01 gennaio 2010

Negli internet saloon gli over 50 imparano a usare il web, a scrivere in word, a scaricare foto digitali con corsi della durata di un giorno. E poi a casa si divertono a sfidare figli e nipotini. Così le nuove tecnologie diventano alla portata di tutti.

Intervista a:
Luisa Toeschi, direttore Aim

Cos'è esattamente un internet saloon? Il progetto è nato ormai più di dieci anni fa nell'ambito delle iniziative dell'Aim, l'Associazione interessi metropolitani (www.aim.milano.it), per migliorare la vita e la cultura in città. L'internet saloon si connota come una vera e propria scuola stabile, con tanto di sede, aule, lezioni ed esercitazioni che si tengono tutti i giorni. È qualcosa di più di un semplice corso per imparare a usare il computer.

A chi si rivolge? Siamo partiti offrendo corsi agli over 60, che per ragioni anagrafiche non avevano avuto modo di accedere alle nuove tecnologie né per lavoro né per svago. Da qualche tempo abbiamo invece abbassato il limite a 50 anni, per le numerose richieste ricevute, soprattutto al Sud. Non esiste, comunque, un identikit dell'utente tipo: si iscrivono casalinghe, pensionati, da soli o con gli amici, ma anche gente che ancora lavora, come i commercianti o gli infermieri. Spesso vengono di nascosto dai figli, ma una volta che hanno imparato sfoggiano con sicurezza le loro nuove conoscenze.

Ci può dare qualche cifra? In dieci anni di attività abbiamo avuto circa 15-16 mila iscritti, che hanno frequentato 35 mila corsi.

Come si strutturano i corsi? In linea di massima durano una giornata, dalla mattina al pomeriggio. Un tempo sufficiente per dare una prima infarinatura sulla materia scelta. C'è da dire che la scelta è ampia: a Milano si può scegliere tra venti offerte diverse.

Quanto costa partecipare ai corsi in un internet saloon? I nostri corsi sono gratuti, perché finanziati dai 4 partner che dall'inizio hanno contribuito al successo dell'iniziativa (Microsoft, HP, Credito Artigiano e Telecom Italia). Delle nostre sette sedi, solo in quella di Milano, a causa degli alti costi di gestione, si paga un contributo che è di 10 euro per i corsi di mezza giornata, 15 per quelli di un giorno e 20 per quelli di due.

Chi sono gli insegnanti? Sono giovani studenti universitari che formiamo e seguiamo durante le lezioni. L'unico requisito richiesto è che non siano studenti di ingegneria, perché avrebbero un linguaggio troppo tecnico.

Cosa chiedono gli studenti? Il primo approccio è quello con internet. La maggior parte, poi, decide di fare anche il corso avanzato. Poi gli interessi spaziano e le richieste vanno dall'utilizzo dei social network, ai programmi di grafica passando per l'home banking.


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