Questo sito usa i cookies solo per facilitarne il suo utilizzo aiutandoci a capire un po' meglio come lo utilizzi, migliorando di conseguenza la qualità della navigazione tua e degli altri. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Ok

Alimentazione

Contro gli effetti dell'antibioticoresistenza Altroconsumo scrive alla Lorenzin

18 nov 2016

Dopo aver scritto alle catene di fast food, ai produttori di carne di pollo e ai distributori, prosegue la campagna Basta antibiotici nel piatto: chiesto al ministro un confronto sugli impegni presi e da prendere per arginare la resistenza agli antibiotici. 

in corso

Nella Giornata europea degli Antibiotici dedicata alla sensibilizzazione sulla minaccia rappresentata dalla resistenza agli antibiotici, Altroconsumo insieme ad altre associazioni chiede al ministro della Salute Beatrice Lorenzin un confronto sugli impegni del governo su questo fronte.

L'organizzazione già da tempo è impegnata nel seguire questo delicato tema. Dopo l'inchiesta sulla carne di pollo di settembre 2016 in cui sono stati riscontrati batteri resistenti agli antibiotici in 25 campioni analizzati su 40, ha convinto più di 5000 consumatori a scrivere ai principali produttori e distributori a sostegno della lettera che l’organizzazione ha inviato loro chiedendo di mettere fine all'abuso di antibiotici negli allevamenti e migliorare le condizioni igieniche e il benessere animale. 

Unaitalia, Aia, Amadori, Coop, Unes, Esselunga hanno risposto e dichiarato di essere sensibili al tema e impegnati in un uso corretto del farmaco. Altroconsumo si impegna ad incontrarli per capire in concreto cosa stanno facendo e come mettere in atto tutti gli strumenti di prevenzione.

Questa ulteriore azione è parte della campagna internazionale lanciata nel novembre 2015 da  Consumer Intenational Antibiotics off the menu” (Basta Antibiotici nel piatto!). Nella prima fase della campagna, Altroconsumo aveva scritto a KFC, McDonalds, Burger King e Autogrill chiedendo loro informazioni sulle attuali politiche di approvvigionamento e la disponibilità ad impegnarsi a non servire più, nei propri punti di ristoro, alcuna carne ottenuta da animali trattati abitualmente con antibiotici utilizzati anche per la cura degli ammalati (a casa e negli ospedali).

Delle tre aziende, a livello italiano, solo KFC ha dimostrato interesse alla richiesta e si era detta disponibile ad approfondire, sul piano pratico, la fattibilità dell’impegno proposto.

La resistenza agli antibiotici sta crescendo ad un tasso che non riesce ad essere contrastato dallo sviluppo di nuove molecole medicinali.  A maggio 2015, l’OMS ha approvato un piano d’azione globale per far fronte al problema dell’antibiotico resistenza. Il piano include la riduzione dell’utilizzo degli antibiotici esistenti al fine di prolungarne l’efficacia nella lotta contro le infezioni letali che possono colpire l’uomo.

Gli antibiotici ad uso umano dovrebbero essere utilizzati solo per curare animali realmente ammalati, o entrati in contatto con altri animali ammalati, e mai – come invece accade ancora – somministrati come profilassi di routine, promotori di crescita  o di efficacia nutrizionale.