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Concorrenza

Caso Avastin/Lucentis - Il parere della Corte di Giustizia UE

15 feb 2018

La Corte di Giustizia europea risponde al Consiglio di Stato e conferma la correttezza dell’applicazione delle norme europee adottata dell'AGCM che aveva portato a sanzionare Roche e Novartis nel 2014 con 180 milioni di euro di multa.

in corso

La Corte di Lussemburgo chiarisce che il comportamento messo in atto dalle aziende farmaceutiche costituisce un’intesa restrittiva della concorrenza per favorire le vendite del Lucentis, farmaco ben più caro dell’Avastin, per la cura di alcune patologie oculari dell’età senile. 

Queste le tappe della vicenda, che Altroconsumo ha seguito da vicino nell'interesse dei pazienti e di tutti i consumatori:

tra il 2009 e il 2012 l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sospende via via tutti gli usi di Avastin consentiti in regime di rimborso. Le prescrizioni si spostano su Lucentis. Roche e Novartis  si accordano infatti per differenziare artificiosamente i due farmaci: in primo luogo cercando di dimostrare che l’Avastin presenta rischi maggiori, contro le evidenze che provengono dall’esperienza clinica e da tutti gli studi indipendenti.

Avastin non può più essere rimborsato dal Servizio sanitario e i malati restano senza cure. Oppure, se possono, se le devono pagare di tasca loro in regime privato.

L’aggravio di spesa per il Servizio sanitario nazionale è calcolato in 45 milioni di euro per il solo 2012.

Il 5 maggio 2014 l’Antitrust sanziona le due case farmaceutiche al termine di un procedimento avviato nel 2013 anche a fronte della denuncia della Società dei medici oftalmologi italiani e  Altroconsumo.

La multa esemplare è il primo dei diversi tasselli per ottenere trasparenza sulla vicenda e l’accertamento delle responsabilità di chi ha speculato sulla pelle di consumatori particolarmente deboli e in stato di necessità. Altroconsumo invia anche un esposto alla Procura di Roma e di Torino, e un esposto alla Corte dei Conti.

Le due aziende ricorrono subito al Tar Lazio che però, nel novembre 2014, respinge i ricorsiA supporto della propria decisione il Tar Lazio ricorda le numerose e documentate iniziative messe in atto da Roche e Novartis per favorire il farmaco più caro: 

  • l’attuazione di interventi presso l'Agenzia Europea del farmaco (EMA) per far modificare nella scheda tecnica di Avastin gli effetti indesiderati in modo da segnalarne la maggior pericolosità rispetto a Lucentis, nonostante non vi fossero dati idonei a sostenere tale tesi;  

  • l’attività di farmacovigilanza indirizzata non alla tutela della sicurezza dei prodotti e della salute dei consumatori, ma a creare allarmi infondati;

  • gli avvisi agli oculisti e ai medici su (inesistenti) rischi legati all'uso off-label di Avastin, richiamandoli a considerare gli "aspetti etici e i rischi professionali";

  • le azioni di lobby nei confronti del Ministero della Salute per impedire che venisse reintrodotta la rimborsabilità dei farmaci utilizzati off-label in presenza di farmaci on label.

La decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato viene quindi riconfermata dal Tar Lazio. Roche e Novartis coinvolgono allora il Consiglio di Stato che rinvia il caso alla Corte Europea di Giustizia.

E siamo ai giorni nostri:

il 23 gennaio 2018 la Corte di Lussemburgo risponde ai quesiti pregiudiziali presentati dal Consiglio di Stato confermando nella sostanza la bontà dell’operato e delle conclusioni dell’Autorità Antitrust e rimandando al sistema giudiziario italiano l’atto finale del lungo iter di questa vicenda.

Altroconsumo auspica ora che il Consiglio di Stato confermi con una sentenza la sanzione dell’Antitrust e chiuda quanto prima il caso a favore dei consumatori. Ribadisce inoltre il diritto/dovere delle Regioni, una volta che la decisione dell’Antitrust sarà definitiva, di richiedere il risarcimento per la maggior spesa sostenuta negli anni per l’acquisto del farmaco più caro.