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Latte artificiale per neonati: prodotti equivalenti, possibile spendere tre volte meno

02 mag 2005

Non sempre le marche più costose sono anche le migliori.

Le marche di latte artificiale più economiche hanno esattamente le stesse caratteristiche e offrono le stesse garanzie delle marche più care.

Oggi chi non può ricorrere all’allattamento al seno, se il neonato non presenta intolleranze o patologie particolari, può risparmiare sino a due terzi del prezzo acquistando in Italia un latte artificiale anche a 10 euro al chilo, contro prodotti che costano tre volte tanto.

Altroconsumo ha messo a confronto la composizione di 7 marche di latte per i primi mesi di vita del neonato: Humana e Nidina, tra le più vendute, che costano in media 28 e 24 euro al chilo, con altre marche che offrono un prezzo europeo: Coop Crescendo, Neolatte (distribuito dalle farmacie), Beba Nestlè (distribuito dalla grande distribuzione con insegna Despar della zona del triveneto) e Bebilac e Bambilat che hanno un prezzo intermedio.

In nessun caso sono state riscontrate differenze che possano far giudicare migliori le marche più costose o che pregiudichino in qualche modo la qualità del prodotto. Non è stata riscontrata nessuna differenza di composizione, tranne che nel contenuto in selenio, nel tenore di alcune vitamine e nutrienti minori (colina, taurina, inositolo) che comunque non incidono sul valore nutrizionale complessivo del latte.

Le differenze tra le marche stanno dunque solo nel prezzo, esistono quindi oggi sul mercato buone opportunità di risparmio per il consumatore.

Tra le 7 marche considerate, le 3 marche che sono risultate più convenienti sono: Coop Crescendo, Neolatte e Beba, i cui prezzi si attestano attorno ai 10 – 11 euro al chilo.

Tra il 2004 e il 2005, grazie alle pressioni di consumatori e associazioni come Altroconsumo, c’è stato un aumento della variabilità dei prezzi dei latti artificiali venduti nelle farmacie, con una diminuzione media del 20/25%.

Il mercato si è mosso, le aziende produttrici hanno eliminato il prezzo consigliato al pubblico, alcune insegne di grande distribuzione hanno proposto dei prodotti a prezzo altamente competitivo.

A marzo, anche grazie alle iniziative di Altroconsumo, le farmacie hanno iniziato a proporre un latte artificale a prezzi allineati con quelli europei, meno di 11 euro al chilo.

Per l’associazione indipendente di consumatori la strada è questa, incentivando la distribuzione del prodotto nella grande distribuzione, in iper e supermercati. Oltre al mercato tutti devono fare la propria parte: gli ospedali evitando di consigliare una determinata marca di latte ai genitori al momento delle dimissioni dopo la nascita del bimbo; il ministero della Salute, continuando sul solco del recente decreto 46/2005 per limitarne la pubblicità scorretta e stabilire regole per la promozione nei reparti maternità degli ospedali.

Altroconsumo si augura quindi che si continui su questa linea, affiancando anche azioni di reale sostegno e promozione dell’allattamento materno che resta la migliore soluzione.