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Prezzi e tariffe

Termometro Altroconsumo: calano gli introiti per 1 famiglia su 2, aumentano disuguaglianze sociali

15 apr 2021

A rilevarlo, l’indagine annuale dell’Organizzazione sulla capacità di spesa delle famiglie italiane. Polarizzazione crescente: aumentano le famiglie in gravi difficoltà (sono il 7%). Disparità fra Nord e Sud: nel Meridione 1 famiglia su 10 ha seri problemi economici.

Casa, salute, alimentazione, mobilità, cultura e tempo libero e istruzione, sono queste le principali aree di spesa delle famiglie italiane e sono proprio le più fondamentali - ovvero salute e abitazione - quelle in cui ci sono maggiori difficoltà. Ecco quanto emerge dall’indagine annuale “Termometro Altroconsumo”, che l’Organizzazione per la tutela dei consumatori realizza al fine di ricavare un indice che esprima la capacità delle famiglie italiane di sostenere le spese principali nell’anno precedente. Dall’indagine 2020 emerge una certa stabilità dell’indice, che passa da 48,3 a 48,9, rispetto al 2019, ma anche una forte polarizzazione: aumentano, infatti, sia le famiglie che non hanno avuto problemi economici sia quelle che hanno riscontrato gravi problemi.


2020, UN ANNO DI DISUGUAGLIANZE: IN AUMENTO SIA LE FAMIGLIE SENZA PROBLEMI ECONOMICI (+6%) CHE QUELLE CON IMPORTANTI DIFFICOLTA (+2%)

I risultati dell’indagine mostrano un aumento sia fra le famiglie che hanno riscontrato gravi problematiche (aumentate di due punti percentuali, dal 5% al 7%) – ovvero che dichiarano problemi per tutte le categorie di spesa – che fra quelle che non ne hanno avute, passate dal 28% al 34%. Questa situazione è stata principalmente causata dall’avvento dell’emergenza sanitaria. Le restrizioni imposte per contenere il contagio hanno portato ad una riduzione forzata di una serie di attività e relativi costi, consentendo alle famiglie una maggiore facilità nel sostenere le restanti spese e nel risparmiare. D’altro canto la metà dei nuclei (49%) ha subìto, invece, un calo degli introiti a causa della pandemia: per inattività temporanea (51%), diminuzione dei guadagni (37%), chiusura temporanea della propria attività (17%). Si è generata quindi una forte polarizzazione tra le famiglie che hanno mantenuto gli stessi guadagni dell’anno precedente (una su due) – il cui indice risulta pari a 54,4 - e quelle che hanno perso più del 25% delle entrate rispetto al 2019 (circa 1 famiglia su 4). Per queste ultime la situazione risulta particolarmente critica e il valore dell’indice, pari a 39, lo dimostra.

 

QUALITÁ DELLA VITA: IL 40% IN DIFFICOLTA’ SU CASA E SALUTE, IN AUMENTO QUELLE PER EDUCAZIONE E TEMPO LIBERO

Ma come hanno affrontato nello specifico le principali spese i cittadini dello Stivale? Circa il 40% dei rispondenti ha avuto difficoltà con le uscite per la casa e per la salute, dato in calo rispettivamente del 7% e del 2% confronto al 2019. Diminuiscono (-5%), inoltre, anche gli italiani con difficoltà legate all’ambito mobilità (36%), principalmente a causa dei limiti alla circolazione imposti per contenere la pandemia e il conseguente calo di spostamenti, viaggi e trasferte. Le spese per l’educazione sono state, invece, più complesse da sostenere rispetto all’anno scorso. Il 27% dei rispondenti (+3% vs 2019) ha avuto, infatti, problemi a causa verosimilmente degli investimenti tecnologici imposti dal sistema DAD.

ITALIANI A CONFRONTO: NORD VS SUD, NEL MERIDIONE DIFFICOLTÁ PER PIÙ DEL 70% DEI RISPONDENTI

Lo stile di vita e le possibilità di spesa cambiano in base a diversi fattori che caratterizzano le famiglie italiane. Facendo un confronto di tipo geografico, risulta esserci un progressivo aumento delle difficoltà economiche scendendo dal Nord al Sud. Se nel Nord Ovest il 39% delle famiglie non ha avuto difficoltà a sostenere le spese nel 2020, nel Meridione il dato scende fino ad arrivare al 28%. Non a caso, è proprio a Sud e nelle isole che si riscontra la maggiore percentuale di nuclei con gravi difficoltà economiche, pari al 10%.

Paragonando i risultati relativi alle diverse tipologie di nuclei familiari, invece, si conferma che le famiglie che hanno avuto maggiori difficoltà ad affrontare le spese sono quelle numerose (l’indice passa da 56,2 per i single a 39,8 per le famiglie di 6-8 componenti) e quelle i cui membri hanno bassi livelli di istruzione (55,6 l’indice delle famiglie in cui entrambi i partner sono laureati, 44,8 quello di famiglie in cui nessuno dei due lo è).

Infine, sono stati messi a confronto i risultati italiani con quelli degli altri paesi coinvolti nell’indagine (Portogallo, Spagna e Belgio). Fatta eccezione per il Portogallo che ha un indice pari a 47,4, la capacità di affrontare le spese negli altri stati è sensibilmente superiore a quella degli italiani (Belgio 56,1; Spagna 52,5). Inoltre, rispetto al 2019, gli altri Paesi hanno registrato miglioramenti più evidenti: Belgio (+2,3), Portogallo (+2,8), Spagna (+3,8) contro il +0,6 del Bel Paese.

 


NOTA METODOLOGICA

A dicembre 2020 Altroconsumo ha sottoposto a un campione di 2.803 italiani un questionario in cui chiedeva loro di indicare quanto era stato difficile nel 2020 affrontare le spese relative a 6 ambiti (e relativi sotto-ambiti), quanto ritenevano che sarebbe stato difficile farlo nel 2021 e quanto ciascun ambito fosse importante per la qualità di vita del loro nucleo familiare.
Vista la particolarità del 2020, quest’anno è stato chiesto agli intervistati se il loro nucleo familiare avesse subito una riduzione di introiti per causa diretta dalla crisi coronavirus e di che portata.
Il campione è distribuito su tutto il territorio nazionale e composto da individui dai 25 ai 79 anni, i quali hanno risposto facendo riferimento alla situazione del proprio nucleo familiare.
A partire dalle risposte ricevute è stato calcolato un indice compreso tra 0 e 100 che esprime la capacità delle famiglie di sostenere le spese principali nel corso del 2020. Più è alto il valore dell’indice più è stata agevole la situazione delle famiglie e viceversa (più è basso e maggiori sono state le difficoltà).
L’indice rappresenta dunque la capacità di affrontare le spese relative a 6 dimensioni principali e tiene in considerazione l’importanza che ciascuna dimensione ha sulla qualità di vita del nucleo familiare di ciascun rispondente. Le 6 dimensioni sono:

•      Abitazione

•      Salute

•      Alimentazione

•      Mobilità

•      Cultura e tempo libero

•      Istruzione

Il valore dell’indice non può essere interpretato come una scala di giudizio di per sé (es. 60 non significa sufficiente), tuttavia in base al valore osservato tra chi dichiara difficoltà su tutte le 6 dimensioni (gravi difficoltà economiche) e tra chi dichiara di non avere difficoltà per nessun ambito di spesa (nessuna difficoltà economica) sono stati individuate delle soglie che possono essere utilizzate per l’interpretazione del valore dell’indice. Per l’Italia sono le seguenti:

•      da 0 fino a 32,0: gravi difficoltà economiche

•      da 32,1 fino a 54,4: alcune difficoltà economiche

•      da 54,5 fino a 100: nessuna difficoltà economica