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E. B.

Inviato a: IKEA

01/07/2020

Il 6 marzo 2020 ho prenotato un servizio di progettazione per la mia cucina, al termine del quale mi era stato detto che, a seguito del rilievo misure anticipatamente pagato, avrei dovuto recarmi di nuovo in negozio per confermare la cucina. Nel giro di un mese dalla conferma, tutto sarebbe arrivato a casa mia, montato e sistemato: che bello. Peccato che ci sia stato un lockdown di mezzo. Pazienza, dico io, nessuno avrebbe potuto prevederlo. Per fortuna, non ho fatto nemmeno in tempo a fare il rogito della casa che avevo acquistato e, di conseguenza, mi son fatto la quarantena nel mio appartamento in affitto. Ma il lockdown, per fortuna, è giunto al termine. E, dopo il rilievo misure effettuato giovedì 21 maggio, prendo l’appuntamento per il servizio di progettazione per lunedì 25. E qui iniziano i disastri. Durante questo appuntamento (della durata di 90 minuti, fissato alle ore 11:00) mi trovo costretto a cambiare il forno, il miscelatore del lavandino e – forse, vediamo la disponibilità – anche la lavastoviglie. Sono le ore 13:45, non siamo ancora riusciti a ultimare l’ordine e io alle 14:00 avevo una webcall di lavoro. Mi invitano a fissare un nuovo appuntamento per il giorno successivo. Lo faccio, seppur con disappunto (vivo a Como, il negozio IKEA più vicino è Milano Carugate…tra tempo, benzina e autostrada raggiungere il posto non è esattamente un divertimento). Appuntamento al servizio di progettazione nr. 2, il giorno successivo alle ore 10:00. Altre due ore e mezza di agonia davanti a un gestionale che si rifiutava di collaborare. Ma pare che l’ordine sia stato digerito dal sistema e che la consegna sia prevista per il 26 giugno. Mi reco quindi al servizio progettazione guardaroba, dove perfeziono l’ordine che viene annesso a quello della cucina. Cassa e pago, subito, €5178,45. Compro subito e mi carico in macchina le mensole del guardaroba “perché non saranno disponibili per la consegna: le prenda ora e le lasci imballate a casa per quando porteranno tutto il resto”. Seppur stranito dalla cosa, eseguo senza fiatare. La sera del 1º giugno, ordino online delle parti di un mobile BESTÅ per il salotto, che andrebbe a completare delle parti della stessa serie che ho già. Dall’ordine online, la consegna risulta prevista per il 26 giugno, lo stesso giorno della cucina. Pago il mobile e un’altra spedizione, pensando: “che peccato, mi tocca pagare per avere due spedizioni lo stesso giorno”. Ma taccio e proseguo, totale €445,90. Mi organizzo, faccio il rogito della casa, e i lavori: tutto a posto, i locali sono pronti per accogliere i miei mobili. Arriva il giorno 25 giugno, la vigilia delle consegne. Telefonata da IKEA, per la quale mi dicono che il giorno dopo l’ordine della cucina non avrebbe avuto luogo perché mancava il sifone, slittando di una settimana (quindi, 3 luglio). Mi arrabbio, ma non c’è molto da fare: pare che per un sifone mancante le cucine non possano essere consegnate. Nel frattempo, mi arriva un SMS che mi dice che “il mio ordine IKEA è in viaggio e arriverà presto a casa tua”, riferendosi al mobile BESTÅ, ordinato online. Rimango a casa tutto il giorno successivo per attendere l’arrivo di tale mobile (previsto tra le 9:00 e le 13:00) che non arriva. Dopo tre telefonate al servizio clienti, scopro che l’ordine del mobile BESTÅ è stato “accorpato” a quello della cucina e del guardaroba, e quindi arriverà insieme a questi ultimi due. Ho passato quindi una prima mattinata a casa dal lavoro ad attendere inutilmente. Chiedo un rimborso per la spedizione pagata del mobile BESTÅ, che non è avvenuta nei tempi prestabiliti. Richiesta in lavorazione. Nel frattempo, mi arriva una mail che mi informa che anche il girevole della cucina, oltre al sifone, non è stato rifornito ed è stato rimosso dal mio ordine. Colleziono €103,00 di rimborso in buono spesa da utilizzare a Milano Carugate. Arriviamo a lunedì 29 giugno, giorno in cui ricevo un SMS e una mail che mi dicono che l’arrivo del mio ordine 1100745430 (cucina) è previsto per il 01/07/2020 tra le ore 9:00 e le ore 13:00. Chiamo il servizio clienti – più volte – per avere conferma della cosa e ricevo, nell’ordine, le seguenti risposte: (29 giugno, ore 16:03) per l’1 non c’è segnato nulla sul database, sarà un errore; (29 giugno, ore 18:09) alcune cose potrebbero arrivare l’1, altre il 3, richiami domani in modo che contattiamo i trasportatori e vi facciamo sapere meglio; (30 giugno, ore 9:21) il trasporto e il montaggio di tutto è previsto e confermato per il 1º luglio. Chiedo conferma e mi viene assicurato che tutto arriverà. Per non rimanere con la cucina “a metà”, seppur consapevole di rinunciare alla garanzia italiana di tali prodotti, mi reco il giorno stesso presso l’IKEA di Grancia (in Canton Ticino) ad acquistare (a prezzo svizzero, più alto di quello italiano) il sifone e il girevole mancanti dal mio ordine. Arriva il 1º luglio, ma non arriva la consegna. Chiamo il servizio clienti e mi dicono che per loro non esiste nulla di segnato per la data del 1º luglio, ma tutto è previsto per il 3. In quanto cliente, mi sento estremamente preso in giro. Ho rinunciato – inutilmente – a due giorni di ferie dal lavoro e, ora, mi troverò a doverne chiedere un altro per il 3 luglio. Ma siamo certi che tutto venga consegnato? Io, onestamente, ho perso completamente la fiducia nella vostra azienda e nel vostro servizio. Non potete lasciare i clienti in una tale situazione di dubbio e, soprattutto, privi di un mobilio importante come la cucina. Avendo programmato tutto per la data del 26 giugno, mi sono trovato costretto a prendere colazioni, pranzi e cene da asporto. Vi rendete conto del disagio, anche economico, che mi avete arrecato? Ah, un’ultima cosetta divertente…Al momento dell’ordine della cucina ho segnalato che, per raggiungere casa mia, c’è un volto sotto il quale non passano i camion. Bastava segnalare ai trasportatori di venire con un furgone basso, ma no: ho dovuto pagare il facchinaggio. Vi pare normale?

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