Come testiamo

Mascherine lavabili: come testiamo

25 settembre 2020
mascherine lavabili

Abbiamo acquistato le mascherine lavabili nelle farmacie, sia tradizionali che on line, parafarmacie, negozi, supermercati e online, spaziando tra diverse tipologie di prodotto. Per valutare la qualità dei prodotti abbiamo verificato la loro capacità di filtrazione, quanto lasciano respirare bene, la vestibilità, le informazioni sul prodotto, quelle di utilizzo e di manutenzione.

Abbiamo raccolto diverse tipologie di mascherine visitando punti vendita della grande distribuzione, negozi specializzati e farmacie, sia tradizionali che on line. Abbiamo voluto essere esaustivi su quello che il consumatore si trova di fronte andando ad acquistare un mascherina lavabile. L’offerta di questo tipo di prodotto, però, è in rapida evoluzione e ancora di più lo è stata nei mesi scorsi. Per questo motivo alcuni prodotti del nostro test non sono facilmente riconoscibili e altri nel frattempo sono divenuti di difficile reperibilità. Per lo stesso motivo non abbiamo assegnato nessun “titolo” ai prodotti sebbene ce ne siano di buona qualità.

scopri i risultati del test

La qualità delle mascherine lavabili è stata valutata verificando la loro efficacia in termini di filtrazione (cioè la capacità di bloccare il passaggio di microscopiche goccioline di saliva), di permeabilità all’aria (quanto è facile respirare attraverso la mascherina), così come abbiamo valutato la loro vestibilità e accertato la presenza delle informazioni indispensabili sul prodotto, come quelle di utilizzo e manutenzione.

Per quanto riguarda l’efficacia di prodotto è bene chiarire che affinché una mascherina sia utile occorre che ci sia la giusta combinazione di capacità di filtrazione e di respirabilità e che il prodotto abbia una buona vestibilità. Trattandosi poi di prodotti lavabili è fondamentale che ci siano indicazioni corrette su come lavare il prodotto e su quante volte posso lavare il prodotto senza che si riduca la performance.

Il nostro test mostra che sul mercato esistono mascherine con buone o ottime capacità di filtrazione, ma che spesso pongono problemi di respirabilità: se la mascherina oppone troppa resistenza al passaggio dell’aria, facendoci respirare faticosamente, è possibile che si tenda a respirare solo attraverso le fughe della mascherina, invece che dal tessuto filtrante, o che si tenda ad utilizzare degli stratagemmi, come indossarla sotto il mano o indossarla poco aderente al volto.. L’efficacia del prodotto è quindi data dalla combinazione di capacità filtrante e traspirabilità e influenzata dalla vestibilità.

Efficacia di filtrazione (BFE)

L’efficacia di una mascherina è valutata in primis per la loro capacità di filtrare goccioline di saliva (che possono contenere virus e batteri) o particelle di polveri, della dimensione di 3 micron.

Il parametro è definito “efficienza di filtrazione batterica”, poiché il metodo prevede che la funzione di barriera dei materiali della mascherina sia testata misurando la capacità di bloccare il passaggio di goccioline di 3 micron contenenti batteri (prodotte in numero e modalità ben definite). Il parametro è espresso in percentuale (per esempio, “maggiore del 90%”). Abbiamo ritenuto sufficienti mascherine che blocchino almeno il 70% delle goccioline, buone se bloccano almeno ll’80% e ottime se ne bloccano almeno il 90%. Queste soglie sono state scelte consultando le norme tecniche delle mascherine chirurgiche e le prassi di fabbricazione che raccomandano alle mascherine di comunità alcuni requisiti minimi di performance.

Abbiamo misurato l’efficienza di filtrazione sia sul prodotto nuovo, sia dopo 5 lavaggi, per valutare eventuali riduzioni della performance.

In generale, anche dopo il lavaggio, le prestazioni sono mantenute, con valori che si abbassano di poco o pochissimo (in oltre la metà dei prodotti la riduzione di filtrazione è inferiore a 2 punti percentuali).

Il nostro test sulle mascherine lavabili mostra buoni livelli di filtrazione. Purtroppo tra i prodotti testati, quelli con capacità di filtrazione più elevata pongono spesso problemi seri di respirabilità. Ciò significa che il tessuto non permette di respirare. Pertanto, in queste occasioni, abbiamo limitato il giudizio globale.

Respirabilità

La respirabilità (in alcuni casi definita anche traspirabilità) è il parametro che misura la permeabilità all'aria della maschera, cioè quanto facilmente l’aria la attraversa. Viene misurata determinando la differenza di pressione attraverso la maschera in condizioni di flusso d'aria, temperatura e umidità definite e costanti.

Attraverso questo test valutiamo la resistenza che la mascherina oppone al flusso d’aria e quindi la pressione che l'utente deve esercitare per poter respirare dalla maschera: in sostanza, la “fatica” che si fa per respirare.

Se la mascherina non fa respirare bene, vuol dire che quando la si indossa la respirazione passa, invece che dal tessuto filtrante, attraverso le fughe della mascherina. Inoltre, chi indossa la mascherina sarà portato a indossarla in modo non corretto (sotto il naso, non ben aderente al volto) o a toglierla più spesso, perché potrebbe sentirsi “affaticato”.

Abbiamo considerato “buone” le mascherine con respirabilità il cui valore fosse inferiore ai 40 Pa/cm2 (valore di riferimento per le mascherine chiurgiche usate per i pazienti) e accettabili quelle con valore inferiore ai 60 Pa/cm2 (riferimento per le mascherine chirurgiche usate dai chirurghi). La valutazione ha tenuto conto che il documento di consenso del Comitato Europeo per la normazione consideri accettabili valori fino a 70 Pa/cm2

Nel nostro test abbiamo trovato molti prodotti con traspirabilità ottima ma anche prodotti con valori ottima ma anche prodotti con valori superiori a 80 Pa/cm2 che sono assolutamente non accettabili. 

Utilizzo

Composto da vestibilità, indicazioni in etichetta sulla tipologia, la manutenzione e l’uso corretto.

Vestibilità

La mascherina deve aderire bene al volto, coprire naso e bocca, non lasciare spazi a livello delle guance o sui lati del naso. Deve essere comoda da portare, non tirare o stringere, non scivolare, perché una volta indossata non dovrebbe essere toccata, sistemata, abbassata.

La vestibilità e il comfort dipendono non solo dalla mascherina, ma anche dalla morfologia del viso e del cranio della persona. Queste caratteristiche sono state valutate da una giuria di esperti.

Indicazione sulla taglia: molti prodotti sono taglia unica, senza cuciture, in tessuti particolarmente elastici che sono più adattabili alle diverse morfologie. Vi sono però mascherine in cotone o TNT dove sono le pieghe a garantire la vestibilità e dove le dimensioni della mascherina sono rilevanti per una vestibilità corretta: abbiamo trovato prodotti molto grandi, che possono essere utili per gli uomini, specie se dotati di barbe voluminose, ma che risultano troppo grandi per le donne e, viceversa, prodotti piccoli, stretti anche sul viso di ragazzi; in questo caso una indicazione sulla taglia (uomo oppure donna/ragazzo) sarebbe stata opportuna.

Indicazioni in etichetta

Fondamentali per identificare il prodotto e capire, senza aprirlo, quale tipologia di prodotto stiamo per acquistare. Abbiamo verificato se è presente e chiara l’indicazione della tipologia di mascherina e delle norme di riferimento: ad esempio, deve essere chiaro che si tratti di una mascherina di comunità/collettività, non di un DPI (dispositivo di protenzione individuale, come invece sono le maschere FFP2 e 3) o un DM (dispositivo medico, come invece sono le mascherine chirurgiche).

Indicazioni di lavaggio

Perché sia efficace il prodotto deve essere lavato: ma come? E quanto spesso?

L’indicazione del numero di lavaggi è fondamentale. La durata della mascherina e il costo d’uso dipendono da questa informazione: abbiamo penalizzato i prodotti che non hanno questa informazione.

Sulla frequenza di lavaggio in un solo caso abbiamo trovato delle indicazioni veramente esaustive: per uso non continuativo (fino a 3 ore non continuative) 1 lavaggio a settimana (avendo cura di far asciugare bene la maschera all’aria fra un utilizzo e l’altro), per un uso continuativo (fino a 8 ore) 1 lavaggio al giorno. 

A nostro parere è preferibile un lavaggio alla fine di ogni giornata.

Per garantire la rimozione di eventuale virus e batteri basta comunque un lavaggio in lavatrice a 30 °C, oppure un lavaggio a mano in acqua calda con poco detergente. Non occorrono disinfettanti e igienizzanti. Basta poi asciugare all’aria aperta, meglio ancora se al sole.

Alcuni prodotti possono essere candeggiati e stirati (questo può ulteriormente garantire sanificazione, ma non sono trattamenti necessari).

Alcuni prodotti suggeriscono l’uso di igienizzanti: non sono necessari.