Come testiamo

Come testiamo il burrocacao

27 settembre 2017
burrocacao

27 settembre 2017
Abbiamo portato in laboratorio oltre venti burrocacao e ci siamo concentrati, prima di tutto, sulla sicurezza chimica. È importante che contengano ingredienti sicuri, visto che sono prodotti che vengono ingeriti dopo esser stati applicati. Più della metà di prodotti ha fallito proprio questa prova.

Abbiamo selezionato 23 marche di burrocacao e li abbiamo portati in laboratorio per valutarne, in primis, la sicurezza della composizione. Prova che hanno fallito ben 13 prodotti: scopri quali sono e perché sono stati bocciati.

burrocacao: il test

La sicurezza chimica

I prodotti da applicare sulle labbra, come il burrocacao, non devono contenere sostanze che possono rappresentare un rischio per la salute se ingeriti. Tra questi componenti (che è meglio evitare) ci sono i MOSH (Mineral Oil Saturated Hydrocarbon - Idrocarburi saturi degli oli minerali) e i MOAH (Mineal Oil Aromatic Hydrocarbon - Idrocarburi aromatici degli oli minerali), perché possono essere presenti negli oli minerali (ingredienti derivati dal petrolio) e possono avere un impatto negativo sulla salute se ingeriti via bocca. Abbiamo quindi verificato attraverso una speciale analisi chimica se tali composti fossero presenti nei prodotti in esame e in quali quantità. Per valutare questo parametro abbiamo elaborato un margine di sicurezza al di sopra del quale un prodotto può essere definito non sicuro. I prodotti che hanno superato questo margine e che sono stati definiti non sicuri non sono stati inclusi nelle fasi successive del test.

L'efficacia idratante

I prodotti sicuri dal punto di vista chimico, sono stati sottoposti successivamente alla prova di efficacia idratante: anche se il principale scopo di questi prodotti è quello di creare un film protettivo, questa barriera è comunque in grado di agire sullo stato di idratazione del sottile strato corneo delle labbra impedendone disidratazione. 

Prova d’uso

Abbiamo poi valutato le qualità cosmetiche dei burrocacao (spalmabilià, profumazione, consistenza,…) attraverso una prova d’uso avvalendoci di un laboratorio specializzato in analisi sensoriale e del giudizio di comuni consumatrici che in apposite cabine di prova hanno provato i prodotti, resi anonimi.

Etichette

Infine, ci siamo occupati dell’analisi approfondita delle etichette verificando:

  • l’applicazione della normativa vigente in tema di cosmetici, il regolamento n. 1223/2009 ;
  • le informazioni facoltative, ovvero non obbligatorie per legge (coordinate per contattare il produttore, data di scadenza insieme al PAO – period after opening - , leggibilità della lista degli ingredienti e che la stessa sia presente sul contenitore e non solo sulla confezione esterna, protezione del prodotto contro l’apertura indiscriminata della confezione durante la giacenza sugli scaffali di vendita);
  • la lingua in cui le informazioni sono riportate (che idealmente dovrebbe essere quella del paese in cui il prodotto è posto in vendita) e le indicazioni eventuali circa  la funzione  del prodotto e l’utilizzo;
  • i claims utilizzati a scopo di marketing (“ipoallergenico”, “dermatologicamente testato”, “non comedogenico”, “senza parabeni/conservanti/altre sostanze”), la cui presenza in etichetta determina un abbassamento del giudizio totale sull’etichetta.

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