Come testiamo

Come testiamo le creme solari

27 maggio 2022
creme solari

Per testare le creme solari abbiamo verificato l’efficacia protettiva, valutato l’impatto ambientale, le informazioni in etichetta e controllato la presenza di ingredienti critici. Ma le abbiamo anche fatte provare a persone comuni per giudicarne caratteristiche cosmetiche.

Abbiamo testato 33 creme solari creme solari con fattore di protezione 30 e 50+, concentrandoci sull'analisi dell'efficacia protettiva, dell'impatto ambientale, dell'etichetta e della composizione. Ma non solo: l'abbiamo fatta provare a normali consumatori che ne hanno valutato la gradevolezza d'uso. Sei curioso di sapere chi ha vinto la sfida?

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Analisi sull'efficacia 

Lo scopo principale del test è stato quello di valutare l’efficacia protettiva dei prodotti solari nei confronti dei raggi UVB (SPF) e UVA, in base al grado di protezione dichiarato in etichetta per valutarne la conformità, presso un laboratorio specializzato.

La prova per determinare il fattore di protezione solare SPF (che si riferisce soltanto ai raggi UVB) è stata eseguita secondo lo standard internazionali  ISO 24444:2019  “Sun protection test methods ‐‐ In vivo determination of the sun protection factor (SPF)”, che prevede l’applicazione su un minimo di 10 e un massimo di 20 soggetti, su un’area specifica e delimitata della schiena che viene “irradiata” attraverso l’utilizzo di uno strumento che simula l’attività della luce solare.

Per verificare l’adeguatezza della protezione dai raggi UVA, l’analisi è stata eseguita secondo lo standard internazionale ISO 24443:2012 “Determination of sunscreen UVA photoprotection in vitro" che si basa sulla valutazione della trasmittanza dei raggi UV attraverso un sottile strato di campione del prodotto solare in esame applicato su un substrato ruvido. Si tratta quindi di un metodo in vitro a differenza di quello usato per determinare l’SPF.

Impatto ambientale

Per valutare l’impatto ambientale delle creme solari abbiamo preso in considerazione diversi aspetti considerando molteplici parametri. Per l’analisi ci siamo focalizzati su:

  • la composizione per giudicare l’impatto degli ingredienti (filtri solari e non) sull’ambiente, considerando la loro tossicità nei confronti di diversi sistemi viventi (pesci, alghe, dafnia), la degradabilità (facilità e tempo necessari perché la sostanza si degradi), la bioaccumulabilità e il rischio per i coralli;
  • il packaging per valutare il tipo di materiale usato, il rapporto tra contenuto/contenitore e la presenza/assenza di confezione secondaria (inutile);
  • la perdita di prodotto, ovvero la quantità di prodotto residuo racchiuso nei contenitori al termine dell’utilizzo e che rappresenta inevitabilmente uno scarto.

Prova d’uso

Un laboratorio specializzato in analisi sensoriali ha sottoposto i prodotti del test ad un panel di consumatori abituali di differenti età: ogni prodotto è stato testato su 30 soggetti che, attraverso un questionario, hanno espresso il loro parere nei confronti delle caratteristiche cosmetiche dei prodotti (come ad esempio, odore, spalmabilità, consistenza, untuosità della pelle). Il tutto senza che i prodotti fossero riconoscibili, infatti sono stati resi anonimi attraverso dei rivestimenti ad hoc.

Etichette

Infine, ci siamo occupati dell’analisi approfondita delle informazioni riportate in etichetta in funzione della normativa generale sui prodotti cosmetici, delle raccomandazioni europee sui prodotti solari (come ad esempio la presenza della categoria di protezione, la presenza di consigli di precauzione,  la presenza di istruzioni esaustive sull’applicazione) e della presenza di claim utilizzati a scopo di marketing (come ad esempio, “ipoallergenico”, “dermatologicamente testato”,  “senza parabeni”, ) che il più delle volte danno al consumatore una falsa percezione di sicurezza.

Ingredienti critici

Abbiamo verificato la presenza di ingredienti critici, quali:

  • potenziali interferenti endocrini, gruppo di sostanze così chiamate perché potenzialmente in grado di interferire con il nostro sistema ormonale, con il rischio di alterarne il normale funzionamento. Tra questi figurano soprattutto alcuni filtri solari (ethylhexyl methoxycinnamate, homosalate, benzophenone-3) e conservanti (propylparaben, butylparaben). Penalizziamo la presenza di questi ingredienti nei prodotti cosmetici destinati a rimanere a contatto con la pelle, come le creme.  Gli studi sono ancora in corso, dunque per precauzione meglio evitare queste sostanze;
  • octocrylene, è stato tra i filtri solari più diffusi fino a pochi anni fa ma la sua popolarità è molto diminuita a causa di alcune criticità legate ad aspetti di salute come reazioni di fotosensibilizzazione se usato insieme a farmaci a base di ketoprofene e  conversione in benzophenone (potenziale interferente endocrino) nel tempo, inoltre ha anche l'impatto ambientale è negativo. Per queste ragioni applichiamo una penalizzazione ai prodotti che lo contengono;
  • fragranze allergeniche, si tratta ingredienti molto diffusi nei prodotti cosmetici poiché rendono più piacevole il loro utilizzo e che alla maggior parte delle persone non creano problemi di allergia o sensibilizzazione, ma sono sconsigliate nei prodotti per i bambini per evitare di esporli sin da piccoli a possibili reazioni indesiderate. Per queste motivazioni penalizziamo il giudizio di qualità globale dei prodotti per bambini che le contengono.