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Bioscalin, Biopoint Speedy Hair e Crescina: segnalati all’Antitrust

23 gennaio 2015

23 gennaio 2015

Le pubblicità di Bioscalin con sincrobiogenina, Biopoint Speedy Hair e Crescina Ri-crescita sono a nostro parere ingannevoli. Tutte, infatti, puntano a farci credere che questi prodotti abbiano particolari effetti sulla salute. Effetti che però per la loro natura (uno è un integratore alimentare, mentre gli altri sono semplici cosmetici) questi prodotti non possono vantare.

Abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato le pubblicità di tre prodotti per la cura dei capelli: Bioscalin con Sincrobiogenina, Biopoint Speedy Hair e Crescina Ri-crescita, a nostro parere ingannevoli e fuorvianti. Sul secondo prodotto si è espresso anche il Giurì dell'Istituto di autodisciplina pubblicitaria che ha dichiarato la pratica commerciale dell'azienda ingannevole.

Le pubblicità di integratori e cosmetici puntano sempre di più a farci credere che questi prodotti abbiano particolari effetti sulla salute. Molto spesso negli spot in televisione (e non solo) si ricorre a un immaginario medico, un linguaggio tecnico, all’uso di grafici e percentuali, per dare a integratori e cosmetici un’aura di autorevolezza e scientificità. A volte questi prodotti vengono presentati come dei veri e propri farmaci. Tutto questo induce grande confusione nei consumatori in merito alla reale natura di questi prodotti.

Le comunicazioni di questi prodotti sono per noi un esempio di questo modo di fare, che non ci piace. Ecco perché le abbiamo segnalate.

Bioscalin con sincrobiogenina

La pubblicità di Bioscalin afferma che “Bioscalin è cresciuto! Cresce l’efficacia, per capelli 82% più forti! Bioscalin con sincrobiogenina: cresce la forza dei tuoi capelli!”. Allo stesso tempo, sullo schermo campeggia la scritta “dalla ricerca anticaduta Giuliani” accompagnata da percentuali di efficacia, riferimenti a test, studi clinici controllati e camici bianchi.

Considerato l’insieme dei messaggi, un consumatore è indotto a credere che il prodotto abbia un effetto (considerevole, come attestano le percentuali) sulla caduta di capelli, qualsiasi sia la causa, dato che non viene mai spiegato per quale tipo di problema Bioscalin si proponga. Inoltre le immagini utilizzate e la presenza di un personaggio in camice bianco (che rievoca un ambiente di ricerca medico) portano a credere che il prodotto esplichi un’azione più riconducibile a un farmaco che a un integratore alimentare, quale è Bioscalin.

Biopoint Speedy Hair

La linea di cosmetici (shampoo, maschera e spray) Speedy Hair di Biopoint promette di “far crescere i capelli più in fretta”, per la precisione “2 volte più in fretta”.

La crescita dei capelli è un processo biologico finemente regolato: un cosmetico non può quindi vantare un’azione come quella descritta. Per legge, un cosmetico ha lo scopo di pulire, profumare, modificare l’aspetto, proteggere e mantenere il buono stato, in questo caso, dei capelli e del cuoio capelluto. La comunicazione di Speedy Hair, invece, allude a un’azione ascrivibile più a una sostanza ad azione farmacologica che non agli ingredienti di un cosmetico. L’utilizzo di frasi quali “scientificamente provato”, il riferimento a “test strumentali di laboratorio”, l’utilizzo di grafici per ammantare di scientificità la comunicazione, la garanzia di “risultati immediatamente visibili” sono ulteriore fonte di confusione.

Tutto questo a nostro avviso è fuorviante e ingannevole perché induce a pensare che questa linea di prodotti non sia una comune linea di cosmetici, ma qualcosa di più: impedisce così di comprendere quale sia la reale natura del prodotto e orienta indebitamente le scelte di acquisto del consumatore.

Crescina Ri-crescita

Crescina Ri-crescita è un prodotto che si rivolge a persone afflitte da diradamento dei capelli e da incipiente calvizie, per le quali i “ricercatori” di Labo (il produttore) “hanno sviluppato una nuova Crescina” contenente delle “molecole cosmetiche” prodotte con tecniche di “bio-ingegneria genetica e identiche ai fattori di crescita umani, ma adatte a un’applicazione topica sul cuoio capelluto” per “favorire la crescita fisiologica dei capelli”. Il tutto condito dall’immagine di un testa chinata in avanti, con un problema di classica calvizie maschile, meglio nota come alopecia androgenetica.

È evidente che la comunicazione della Labo genera la più profonda confusione in merito alla distinzione tra farmaci e cosmetici, quando afferma che dei cosmetici abbiano proprietà assimilabili a quelle dei “fattori di crescita umani” (non meglio identificati, ma molto evocativi) in grado di produrre effetti su una condizione che affligge numerose persone, per questo più sensibili a questo tipo di comunicazione.


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