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Campionati europei, segnalata la maglietta della Polonia

08 giugno 2012
Campionati europei, segnalata la maglietta della Polonia

08 giugno 2012

Segnalata maglietta con i colori della Polonia perché contiene una sostanza chimica tossica che supera i limiti stabiliti da una norma specifica per i prodotti tessili a contatto con la pelle. Altre (Spagna e Germania) superano i limiti di piombo raccomandati nei prodotti per bambini. Le abbiamo portate in laboratorio per verificarne la sicurezza. Con una sorpresa: la maglia dell'Italia acquistata in una bancarella è migliore di quella originale.

I campionati europei sono alle porte e già per le strade si vedono i primi tifosi con le magliette delle squadre nazionali. Il che significa spendere 80 euro per una maglia da calcio che sul mercato, non fosse quella ufficiale con i colori della nazionale, costerebbe intorno ai 15 euro a dir tanto. Abbiamo almeno in cambio un prodotto di qualità perfetta? Non proprio. Lo ha dimostrato il nostro test sulle magliette ufficiali delle squadre.

Una maglietta da denuncia
In un caso, una maglia con i colori della Polonia, abbiamo già segnalato al ministero per lo Sviluppo economico la presenza di una sostanza chimica tossica in quantità superiore ai limiti raccomandati dalla norma specifica per i tessuti che vengono a contatto diretto con la pelle.

I problemi nelle magliette dei campionati europei
Perché questa inchiesta? Perché gli indumenti, specialmente quelli che vengono a contatto diretto con la pelle e con il sudore, possono rilasciare sostanze dannose o inquinanti. Abbiamo voluto controllare in laboratorio le maglie dei campionati di calcio europei, acquistando quelle ufficiali con i colori di Italia, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Portogallo, Russia, Spagna, Ucrania.

Diciamo subito che non si tratta di indumenti adatti per i più piccoli. Magliette ufficiali per bambini non esistono. Anche se dal punto di vista della taglia una small può andare bene, le maglie non rispettano le norme - più severe - cui devono attenersi i prodotti per bambini. In particolare, in quelle di Spagna e Germania i residui di piombo (proveniente dai coloranti) sono abbastanza elevati da superare i limiti previsti dalla normativa sui prodotti per i bambini.
Tracce di metalli (oltre al piombo: nichel, cromo, antimonio), specialmente in alcune parti (colletto, maniche) sono un problema comune a tutte le maglie, benché tutte siano a norma di legge.
Un altro problema emerso dalle nostre analisi, problema che per il momento la legge ignora, è quello del nonilfenolo, inquinante molto dannoso per l'ambiente, utilizzato durante la lavorazione. La legge europea ne proibisce il rilascio negli scarichi delle fabbriche (che adottano sistemi di filtraggio), ma se resta in tracce sui tessuti prima o poi finirà nelle acque comunque: ne abbiamo trovato residui sulle maglie di Italia e Spagna.

Per completare il quadro, abbiamo acquistato anche una maglietta non ufficiale della nazionale italiana, comprata su una bancarella: non ha presentato alcun problema, anzi rispetto a quella ufficiale non conteneva né tracce di piombo né di nonilfenolo.

Il nostro test di laboratorio
Ecco le sostanze che abbiamo cercato in laboratorio: tinture (cancerogene o allergeniche), formaldeide, cadmio e altri metalli pericolosi (arsenico, nichel, cromo, piombo). Abbiamo inoltre misurato l'acidità del tessuto, che deve essere compatibile con quella della pelle. Abbiamo verificato anche la presenza di ritardanti di fiamma, dannosi per salute e ambiente, nonilfenolo, ftalati (proibiti nei giocattoli perché interferiscono con il sistema nervoso), idrocarburi policlici aromatici (cancerogeni e inquinanti).

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