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Chirurgia estetica un ritocco tira laltro

01 agosto 2009

01 agosto 2009

Ad avere una durata limitata nel tempo non sono solo i trattamenti di medicina estetica non invasiva. Anche gli interventi di chirurgia plastica perfettamente riusciti necessitano di ulteriori riprese se si vogliono mantenere gli effetti a distanza di anni.

Lifting e protesi
Uno non basta. Spesso il passaggio sotto il bisturi del chirurgo estetico non rimane un episodio isolato. Un po' perché, superato lo scoglio psicologico iniziale, un ritocchino tira l'altro, almeno per chi può permetterselo: dopo il naso può essere la volta delle zampe di gallina e poi dei glutei. Un po' perché molti interventi di chirurgia plastica, anche se perfettamente riusciti, necessitano di ulteriori operazioni future, per così dire, "di manutenzione". E più si è giovani quando ci si rifà la prima volta, tanto più numerosi saranno gli aggiustamenti che si renderanno indispensabili a distanza di qualche tempo. Per esempio, chi si regala tre taglie di reggiseno in più, poi generalmente dopo dieci anni dovrà nuovamente consegnarsi al chirurgo, perché l'allentamento di pelle e tessuti rende necessario o l'impianto di protesi più grandi o un lifting per stendere la pelle.

Ecco perché mi rifaccio
I primi tre motivi per cui si ricorre alla chirurgia plastica o alla medicina estetica (trattamenti non invasivi) sono gli stessi sia per le donne sia per gli uomini: lo fanno per cambiare qualcosa del loro aspetto che non sopportano, per sentirsi meglio e per sembrare più giovani. Non è più tempo di eccessi, le parole d'ordine sono naturalità" e "freschezza": l'intervento deve essere discreto e possibilmente evitare di produrre alterazioni evi denti, del tipo "museo delle cere" che si vedono in giro. Nessuno vuole più le labbra a canotto o i seni esplosivi. Quello che si chiede alla chirurgia estetica è di tenere un po' a bada la forza di gravità, o meglio, i cedimenti che provoca.

I rischi sono alti
Glutei alti, pance scolpite, nasini all'insù, rughe spianate... Sì, ma i risultati degli interventi sono poi all'altezza delle promesse? Lo sono "senza se e senza ma" per il 75% dei ritoccati, mentre sono tiepide le reazioni del 16% degli intervistati. È in quel 9% che dice "per niente" che vanno annoverati casi di turgide bocche semiparalizzate, palpebre rovesciate, seni squilibrati (uno più grande dell'altro), liposuzioni riuscite a metà, quando non abbiano messo in pericolo la salute stessa delle persone, come la cronaca insegna. E anche di fronte a un ritocco splendidamente riuscito quello che spesso si omette di dire è che i trofei della bellezza artificiale, da esibire fieramente, si conquistano spesso a prezzo di dolori. Al contrario, si vorrebbe far passare quella estetica come una chirurgia leggera dal punto di vista dei rischi e delle pene. Non è così. La nostra inchiesta rivela che il 35% delle volte l'intervento porta con sé effetti collaterali, nel 17% si soffre per complicazioni successive, e addirittura l'8% è vittima di veri e propri errori medici. Così talvolta si rende necessario un nuovo intervento di riparazione, mentre per i pentiti del ritocco (sempre più numerosi) si aprono di nuovo le porte della sala operatoria per un intervento "di ritorno", che disfa quanto fatto.


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