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Sigarette elettroniche: l'OMS chiede di vietarle anche nei luoghi pubblici

28 agosto 2014
Sigarette elettroniche: l'OMS chiede di vietarle anche nei luoghi pubblici

28 agosto 2014

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito l’esistenza di potenziali rischi per la salute legati all’uso di sigarette elettroniche, raccomandando divieti e limitazioni. Non tutta la comunità scientifica è d’accordo e le informazioni sono spesso poco chiare e discordanti. Facciamo un po’ di chiarezza. 

Il rapporto dell'OMS

Non è dannoso quanto il fumo di sigaretta, ma nasconde potenziali rischi per la salute degli adolescenti e per lo sviluppo cerebrale del feto, se utilizzata in gravidanza. Questi i risultati raccolti in un rapporto dell'OMS, di recente pubblicazione, sui sistemi elettronici di dispensazione di nicotina, dei quali la sigaretta elettronica è il più famoso e diffuso. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha steso una serie di raccomandazioni per regolare questi prodotti in modo da minimizzare i potenziali rischi per la salute pubblica.

I contenuti del rapporto

Nel resoconto, sono presi in considerazine i dati degli studi e delle analisi disponibili, allo scopo di guidare la discussione della sesta Conferenza mondiale (a Mosca, in ottobre) dei paesi che hanno sottoscritto la lotta al tabagismo. Le sigarette elettroniche ne escono, di fatto, distrutte.  Oltre ai rischi per bambini e adolescenti, l'OMS sottolinea infatti la potenziale pericolosità dell’esposizione passiva al vapore delle e-cigarettes, che conterrebbe alcune sostanze tossiche e tracce di nicotina. Ulteriore preoccupazione è che le sigarette elettroniche possano minare le politiche di contrasto al tabagismo, introducendo al fumo i non-fumatori, soprattutto adolescenti. Infine, il fatto che al momento non ci sono prove sufficienti che dimostrino l’efficacia delle sigarette elettroniche come ausilio per smettere di fumare.

L’OMS chiede

  • L’adozione di una regolamentazione che minimizzi i potenziali rischi per le salute pubblica e al contempo ponga le basi per una ricerca adeguata sui rischi e i benefici di questi dispositivi.
  • Restrizioni sulla pubblicità allo scopo di non-incentivare l’uso da parte dei non fumatori e degli adolescenti e di evitare qualunque associazione con prodotti a base di tabacco.
  • La proibizione di qualunque claim pubblicitario che riguardi effetti benefici per la salute finché non saranno provati in modo chiaro.
  • Vietare l’uso indoor nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro, sia per ridurre i possibili rischi legati all’esposizione passiva dei vapori delle e-cigarettes, ma anche per non minare le politiche smoke-free.
  • Regolare la produzione in modo da ridurre l’emissione di sostanze tossiche, assicurare nicotina di qualità farmacologica, standardizzare l’emissione di nicotina dei dispositivi  e vietare l’uso di aromi di frutta, caramella e anche bevande alcoliche, proprio per renderle meno attraenti per bambini e adolescenti.

La normativa vigente in Italia

Le raccomandazioni dell’OMS sono in parte già recepite in Italia, dove esiste:

  • il divieto di vendita delle sigarette elettroniche contenenti nicotina ai minorenni
  • il divieto di pubblicità che citi effetti terapeutici non autorizzati dal ministero della Salute
  • la trasmissione di pubblicità in programmi radiotelevisivi o in periodici a mezzo stampa rivolti ai minori o nelle fasce di programmazione  in cui si concentrano. La pubblicità deve sempre avvertire dell’eventuale presenza di nicotina nelle ricariche e dei potenziali rischi di dipendenza.

Attualmente, l’uso rimane vietato per legge solo all’interno dei locali chiusi delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, così come nelle scuole di comunità di recupero, istituti di correzione minorili e centri per l’impiego e la formazione professionale. La legge non vieta l’uso delle sigarette elettroniche in locali pubblici, ma rimane la possibilità per gli esercenti o per i gestori di sale e ristoranti, così come per le aziende, di dare indicazioni sulla possibilità o meno di “svapare” in pubblico.

I rischi per la salute

Fermo restando il fatto che gli effetti a lungo termine dell’uso della sigaretta elettronica non sono ancora noti, possiamo dire che il fumo tradizionale esponga a molti più rischi certi. Le sigarette tradizionali sono dannose per colpa delle circa 4000 sostanze irritanti e tossiche prodotte dalla combustione delle foglie di tabacco. Nella sigaretta elettronica invece non avviene combustione di tabacco. Quello che si aspira è un vapore ottenuto dal riscaldamento del liquido di ricarica, composto di solito da glicole propilenico, glicerolo vegetale, aromi alimentari ed eventualmente nicotina.

Nonostante queste sostanze siano utilizzate da tempo in campo cosmetico, alimentare e farmaceutico, gli effetti di una inalazione ripetuta,  prolungata nel tempo, anche in dosi elevate, non sono ancora ben noti. Effetti indesiderati a lungo termine sul sistema respiratorio non sono stati ancora accertati, ma non si possono neppure escludere. Alcuni studi hanno rilevato una modificazione della funzionalità delle vie aeree dopo l’uso di una sigaretta elettronica, ma il significato di questi dati non è chiaro e non sappiamo se abbia qualche influenza sullo sviluppo di patologie bronchiali o polmonari. Allo stesso modo, effetti sull’apparato cardiovascolare non sono ancora noti.

Effetti indesiderati a breve termine, quali secchezza della bocca, irritazione di bocca e gola, mal di gola, tosse secca, nausea e una sensazione di testa leggera sono invece noti, come testimoniano gli stessi utilizzatori.

I vapori delle sigarette elettroniche sono tossici?

Alcune analisi hanno dimostrato la presenza di metalli pesanti nei liquidi di ricarica delle sigarette elettroniche e di sostanze quali formaldeide (cancerogeno certo per l’uomo), acetaldeide (probabile cancerogeno per l’uomo), acroleina (irritante delle vie aeree) nei vapori prodotti. I dati però non dipingono un quadro particolarmente allarmante.

Per quanto riguarda i metalli pesanti (come nickel, cromo, zinco, piombo e arsenico) riscontrati nei liquidi di ricarica analizzati dall’Università Federico II di Napoli e pubblicati dalla rivista Salvagente, le analisi mostrano i livelli molto bassi, quasi sempre inferiori a quelli presenti in un litro d’acqua potabile, per cui non si ravvisano rischi particolari per la salute. Inoltre, non è detto che queste sostanze siano poi veicolate nell’organismo dai vapori inalati.

Il riscontro di sostanze tossiche nei vapori è invece fonte di preoccupazione maggiore, perché evidenziano il fatto che il vapore non è del tutto innocuo. I livelli medi misurati nei pochi studi disponibili si dimostrano però inferiori rispetto a quelli del fumo tradizionale nella gran parte dei casi: formaldeide e acroleina dalle 5 alle 10 volte più basse, acetaldeide dalle 500 alle 1000 volte più basse. Va però segnalata la notevole variabilità tra le diverse marche, per cui a volte i valori sono simili a quelli del fumo di tabacco.

È evidente quindi che usare una sigaretta elettronica non è un modo innocuo di fumare, ma a confronto con le decine di sostanze cancerogene presenti nel fumo di sigaretta in dosi molto più elevate , il vapore delle ecigarette è  evidentemente meno tossico.

Esiste il “fumo elettronico passivo”?

Dai pochi dati disponibili sembra di sì, ma non c’è proprio paragone col fumo passivo delle bionde. Al contrario della sigaretta tradizionale, la sigaretta elettronica non brucia e non produce alcuna emissione. L’unica esposizione passiva al vapore di una sigaretta elettronica è legata alle esalazioni degli utilizzatori. Stando ai pochi studi disponibili, chi si trova nelle vicinanze di chi fuma una sigaretta elettronica è esposto alle stesse sostanze a cui è esposto l’utilizzatore (glicole propilenico, glicerolo, nicotina e aromi) seppur in quantità molto basse. Per quanto riguarda eventuali sostanze tossiche (come la formaldeide), queste sono rilevate solo in tracce nell’aria circostante, compatibili col metabolismo respiratorio, tanto da non  costituire un rischio per salute degli astanti.

La nicotina è pericolosa?

La nicotina è una sostanza stupefacente che dà dipendenza. I rischi legati all’assunzione di nicotina con le sigarette elettroniche sono gli stessi di quando si fuma: effetti indesiderati (nausea, vomito, capogiro e tremori), sviluppo di assuefazione e dipendenza e conseguenze negative per l’apparato cardiocircolatorio  (aumento della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco). L’istituto superiore di sanità sostiene che con le sigarette elettroniche esista il potenziale rischio di assumere dosi di nicotina elevate, superiori a quelle giornaliere raccomandabili, per cui non è possibile escludere il rischio di effetti dannosi per la salute.

Un pericolo concreto può derivare da una scorretta manipolazione e conservazione dei liquidi di ricarica. Una dose fatale di nicotina (che è di qualche decina di milligrammi per un adulto) non è raggiungibile nelle normali condizioni di utilizzo di una sigaretta elettronica, ma quantitativi rischiosi possono essere assorbiti nel caso in cui si ingerisca il contenuto delle boccette di ricarica o ci si rovesci una boccetta addosso. La nicotina è assorbita velocemente attraverso la pelle: è quindi necessario manipolare con attenzione le ricariche, usando dei guanti. Inoltre è opportuno tenere le ricariche al di fuori della portata dei bambini. 

Come funziona

Cosa c’è dentro e come funziona 

Ma come funziona esattamente la sigaretta elettronica? Si tratta di un dispositivo elettronico che non contiene tabacco. Quando il fumatore aspira, il passaggio dell’aria attiva un sensore collegato a una resistenza a batteria. La resistenza si scalda e produce una miscela di vapore acqueo e particelle di glicerina, glicole propilenico e, se si vuole, anche nicotina e aromi.

Come è fatta la sigaretta elettronica
Sono utili per smettere di fumare?

La sigaretta elettronica, in virtù della capacità di mantenere la gestualità della sigaretta classica, di replicarne alcune sensazioni e al contempo di fornire nicotina a chi la usa, potrebbe aiutare (almeno in linea teorica) quei fumatori che faticano ad astenersi dal fumo di tabacco, permettendo loro di mantenere gesti e ritualità nel loro percorso di abbandono della sigaretta

Nonostante molti ex-fumatori affermino di essere riusciti a smettere solo grazie alle sigarette elettroniche, l’efficacia dell'e-cigarette come metodo di disassuefazione dal fumo è stata valutata in modo affidabile da un numero insufficiente di studi. Secondo l’unico studio di confronto disponibile, le sigarette elettroniche avrebbero un'efficacia paragonabile ai cerotti alla nicotina nell’aiutare un fumatore a smettere del tutto; sembrerebbero invece più efficaci nell’aiutare a ridurre il numero di sigarette fumate. I risultati sono però modesti per entrambi i rimedi e limitati ad un breve periodo di tempo. Ne abbiamo dato notizia anche noi, in passato. 

In quest’ottica, le sigarette elettroniche potrebbero essere usate come strategia di riduzione del rischio, dato che un fumatore consumerà un numero inferiore di sigarette. Ma se affiancare le due sigarette genera solo un uso in parallelo, il fumatore non avrà alcun tipo di vantaggio concreto per la sua salute, perché non si riducono i rischi di gravi patologie polmonari o cardiovascolari.

Dal lato opposto, per alcuni esperti le sigarette elettroniche favorirebbero la dipendenza dalla gestualità e dal rito del fumo, non lasciando al fumatore la possibilità di liberarsi dal vizio, e perpetuerebbero la dipendenza dalla nicotina. Il problema potrebbe riguardare anche la collettività, perché la sigaretta elettronica rende di nuovo normale il gesto di fumare in luoghi pubblici, contrastando anni di campagne di sensibilizzazione contro il fumo di sigaretta.