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Shampoo per capelli: come scegliere quello giusto

02 febbraio 2015
shampoo

02 febbraio 2015

Nei supermercati o nelle profumerie ce ne sono di tutti i tipi. Alcuni shampoo sono utili, altri si nascondo dietro messaggi pubblicitari molto allettanti, ma non veritieri (li abbiamo segnalati all’Antitrust). Ecco come scegliere il prodotto più adatto a te senza cadere in trappole pubblicitarie. E a quali ingredienti fare attenzione.

Non fidarti della pubblicità

Rendere i capelli luminosi e corposi, eliminare la forfora, mantenere il colore della tinta o proteggere dal sole. Allo shampoo ormai non si chiede più solo di lavare i capelli. Per questo motivo gli ingredienti di questi prodotti sono aumentati a dismisura. Alcuni sono davvero funzionali, altri servono a ben poco o sono addirittura da evitare.  

L’etichetta è dalla tua parte

Non fidarti delle pubblicità, dei disegni e dei nomi accattivanti. Molto spesso degli ingredienti “strillati” in televisione o sui giornali non c’è traccia (oppure sono presenti in quantità irrilevanti). Alcuni prodotti poi promettono dei veri e propri effetti miracolosi, tanto che li abbiamo segnalati alle autorità competenti.

Come non cadere nelle trappole pubblicitarie? Semplice: leggendo l’etichetta che per legge riporta l’elenco degli ingredienti in ordine decrescente di presenza.

Com'è fatto uno shampoo

Uno shampoo è composto principalmente da acqua e tensioattivi, cioè sostanze lavanti (i più usati sono sodium laureth sulfate e betaine).

A questi si aggiungono piccole percentuali di altri ingredienti:

  • viscosizzante (solitamente sodium chloride) per dare una consistenza cremosa;
  • correttore di pH (il più comune è l’acido citrico) perché i capelli hanno un pH intorno a 5;
  • profumo per rendere il prodotto più piacevole;
  • conservanti (paraben, sodium benzoate) per mantenerlo in buono stato.
Come usare lo shampoo

Fai attenzione al dosaggio: bagna bene i capelli, metti poco shampoo nel palmo della mano e diluiscilo con un po’ di acqua. Usarne troppo non migliora l'efficacia, ma inquina e spreca.

Quando non riesci più a fare uscire lo shampoo dal flacone, aggiungi un po' di acqua e agita la bottiglietta. Ricordati di usarlo in fretta perché potrebbe deteriorarsi.

Non esiste nessuna norma specifica che imponga la biodegradabilità dello shampoo (mentre per tutti i detersivi la biodegradabilità deve essere superiore al 90 per cento), l'unico marchio affidabile che limita l'impatto ambientale è la certificazione europea Ecolabel, ma purtroppo in Italia è ancora poco utilizzato nei cosmetici.

Shampoo sì, ma di che tipo?

In commercio esistono tantissimi tipi diversi tipi di shampoo:

  • per uso frequente: se li lavi tutti i giorni usa uno shampoo che non sgrassi eccessivamente il cuoi capelluto;
  • per capelli colorati: per proteggere il colore, questi prodotti, utilizzano tensioattivi meno aggressivi, hanno coloranti e filtri solari. Questi shampoo lavano poco, inquinano parecchio e costano di più;
  • antiforfora, per capelli grassi: oltre ai tensioattivi, contengono specifici ingredienti per contrastare la forfora e prevenirne la formazione;
  • per bambini: per ridurre il rischio di irritazione agli occhi utilizzano tensioattivi meno schiumogeni e più delicati. Bisogna comunque fare attenzione e nel caso lo shampoo venga a contatto con occhi e naso risciacquare subito. I neonati non hanno bisogno dello shampoo, basta l'acqua;
  • shampoo e balsamo: per ottenere l'effetto “balsamo” si aggiungono siliconi ed emollienti. La resa però è bassa e in genere i capelli si appesantiscono: meglio acquistare due prodotti diversi;
  • per capelli fragili, secchi e sfibrati: utilizzano tensioattivi meno aggressivi, olii di origine naturale e siliconi o proteine che rafforzano i capelli (hydrolyzed wheat protein).
Gli ingredienti da evitare

Gli shampoo sono cosmetici e, in quanto tali, soggetti a delle regolamentazioni europee che stabiliscono quali ingredienti possono essere utilizzati, le limitazioni di concentrazioni, le avvertenze da riportare in etichetta.

Anche se ammessi per legge, alcuni ingredienti sono sconsigliabili, per sicurezza chimica e/o impatto ambientale, com ad esempio:

  • sodium Laureth Sulfate: è molto efficace per togliere lo sporco e fare schiuma, ma è potenzialmente aggressivo, se non ben bilanciato con la presenza di betaine. Non è comunque cancerogeno.

Non è particolarmente amico dell'ambiente: alcune alternative più ecologiche sono i tensioattivi di origine vegetale (composti con glucoside o cocoyl).

Gli ingredienti più comuni da evitare in uno shampoo sono:

  • disodium, tetrasodium edta: rendono più efficaci i tensioattivi, ma sono tossici per gli ambienti acquatici;
  • dmdm hydantoin, imidazolidinyl, diazolidinyl urea: sono dei conservanti che a contatto con l’acqua rilasciano formaldeide, cancerogena e sensibilizzante;
  • allergeni (limonene, benzyl benzoate, geraniol e butylphenyl methylpropional): sono contenuti nei profumi  e negli olii essenziali, negativi per l’ambiente acquatico e sensibilizzanti;
  • methylchloroisotiazolinone, methylisotiazolinone: sono dei conservanti molto tossici per l’ambiente acquatico e irritanti;
  • bht antiossidante: serve per non far guastare il prodotto, ma è molto tossico per l’ambiente acquatico, persistente e bioaccumulabile;
  • composti con mea o dea: utilizzati come emulsionanti e viscosizzanti, sono tossici per gli organismi acquatici;
  • coloranti: non sono necessari, hanno un impatto ambientale negativo e possono provocare allergie. Sono indicati in etichetta con la sigla CI seguita da 5 numeri.

Oltre alle sostanze da evitare, fai attenzione all’imballaggio:

  • non comprare prodotti con la scatola di cartone;
  • ricicla il flacone nella raccolta differenziata della plastica;
  • prova le ricariche.
Naturale non significa più sicuro

Ormai gli slogan dei prodotti improntati alla natura si sprecano e le pubblicità degli shampoo non fanno eccezioni.

Dall'elenco degli ingredienti, però, è possibile verificare la presenza di estratti naturali, indicati con il nome botanico in latino. Ad esempio, il germe di grano è Triticum vulgaris, la mela è Pyrus malus. Se presenti, molto spesso, questi nomi sono riportati alla fine dell'elenco: il che vuol dire che sono presenti in concentrazioni minime. In compenso profumi e coloranti hanno quantità molto alte proprio per rievocare quell’ingrediente naturale (mela o cocco che sia) nella nostra mente.

Naturale non significa più sicuro (anche gli olii essenziali contengono allergeni) né più efficace: non sono certo la mela verde o il miele a lavare i capelli.