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Allergie alimentari sono davvero aumentate

01 giugno 2009

01 giugno 2009

La tendenza è di attribuire qualsiasi reazione avversa al cibo, anche quelle dettate da un'indisposizione temporanea, a un'allergia o intolleranza. I due termini vengono spesso usati come sinonimi, ma erroneamente.

L'allergia è una risposta anomala del sistema immunitario a uno specifico alimento o a un suo componente (allergene). I sintomi di questo conflitto corpo-cibo sono vari: si va dall'orticaria alle eruzioni cutanee, dall'asma al pizzicore e gonfiore alle labbra e alla mucosa orale fino alla diarrea e vomito. In rari casi la reazione può essere molto grave e portare allo shock anafilattico.

L'intolleranza non coinvolge il sistema immunitario, ma è causata dalla scarsità o mancanza di alcuni enzimi: ciò rende difficoltosa la digestione di alcune sostanze. I disturbi non sono comunque mai gravi come quelli dovuti ad alcune allergie (shock anafilattico). Un esempio tipico di intolleranza alimentare è quella al lattosio, lo zucchero principale del latte. Interessa le persone carenti dell'enzima lattasi. I sintomi sono dolori addominali e diarrea.

L'intervista al professor Claudio Ortolani
La percezione comune è che le allergie e le intolleranze alimentari siano aumentate. Non è detto. Come ci spiega il professor Claudio Ortolani, direttore dell'Istituto allergologico lombardo, "non è una questione semplice da dirimere. Due famosi studi epidemiologici, eseguiti sui bambini nei primi tre anni di vita - quello americano di Bock (1987) e quello inglese di Verter (2008) - ci dicono entrambi la stessa cosa a distanza di vent'anni: a soffrire di allergia alimentare sono 5-6 bambini su 100. La percentuale scende intorno al 2,5 tra i sei e i quindici anni, mentre risale al 4,2 negli adulti. L'anno scorso un'altra ricerca americana, fatta dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), affermava che negli ultimi dieci anni le allergie alimentari sono aumentate del 4,7%. Si tratta comunque di risultati difficilmente comparabili, perché il metodo con cui è stato eseguito quest'ultimo studio ha utilizzato criteri differenti rispetto alle altre ricerche".


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