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Cartelle sanitarie personali in rete

01 gennaio 2010
cartelle sanitarie inrete

01 gennaio 2010

L'interesse per la salute arriva in rete e le aziende non si fanno cogliere impreparate. L'ultima trovata sono i "personal health record" compilati e gestiti dagli utenti.

Il fascicolo sanitario nazionale
Nel corposo piano di e-Government messo a punto dal ministro per l'Innovazione Renato Brunetta c'è anche la creazione del cosiddetto fascicolo sanitario elettronico (FSE). Si tratta di una cartella sanitaria per ciascun paziente, che contiene tutti i dati medici che lo riguardano, consultabile online dal paziente stesso e aggiornata da medici e ospedali presso cui è in cura. Doveva essere pronto per metà 2009, poi tutto è slittato al 2012. Nell'attesa che il progetto si compia, abbiamo esplorato le alternative fai-da-te disponibili in rete per esaminarne funzionalità, pregi e difetti.

Come funzionano?
Le "cartelle sanitarie personali" in rete, vengono compilato dal cittadino stesso, su base volontaria, inserendo tutto ciò che ritiene utile: età, sesso, peso, gruppo sanguigno, valori di pressione, vaccinazioni effettuate, malattie avute in passato, disturbi di cui soffre attualmente, interventi chirurgici subiti. La lista si allunga quanto serve per raccontare in un colpo d'occhio la storia clinica di ciascuno e può diventare una vera miniera di informazioni, gestita in prima persona. L'adesione a questi servizi online, disponibili di fatto solo in lingua inglese, è spesso gratuita, per registrarsi basta fornire un indirizzo email e una password.

I servizi online dell'inchiesta:
  1. Google Health
  2. Microsoft HealthVault
  3. Revolution Health
  4. Web MD

"Siamo indietro"
Intervista a: Eugenio Santoro

Abbiamo chiesto al responsabile del laboratorio di informatica medica del dipartimento di epidemiologia dell'Istituto di ricerca Mario Negri un parere sulle cartelle online e sullo scenario italiano.

I dati delle cartelle online sono protetti? I sistemi sono protetti e sicuri, ci si muove in un ambiente simile a quello di una banca online, dotata quindi di sistemi di criptaggio dei dati. Si può entrare nella propria cartella solo con la password alfanumerica che va rigenerata molto spesso. I dati possono essere letti solo da chi ha l'autorizzazione: l'utente decide a chi renderli visibili fornendo al medico una password che però è temporanea.

Che uso fanno del web i medici italiani? L'80% dei medici usa il web per l'aggiornamento e per cercare informazioni. Il 95% dei medici di medicina generale è informatizzato, cioè usa il computer nel suo lavoro. In Lombardia tutti i medici di base usano un software per la raccolta dei dati dei pazienti, parte dei quali vengono inseriti nel sistema regionale in cui confl uiscono anche dati provenienti, per esempio, dagli ospedali, e che sono anch'essi accessibili al medico. Alcune regioni, seppur a velocità diverse, stanno sviluppando sistemi analoghi.

Quali sono gli ostacoli sul cammino del fascicolo sanitario nazionale? Lo scoglio più grosso è quello dell'omogeneità. Molte regioni oggi raccolgono dati, ma lo fanno in maniera diversa una dall'altra. E il problema si ripresenterà quando si parlerà di omogeneizzazione europea. Vi sono poi altri due ostacoli. Il primo è la scarsa comunicazione: in Lombardia solo un residente su mille sfrutta davvero il servizio online. Il secondo è la completezza. Alcuni servizi tanto sbandierati in realtà non sono ancora attivi: mancano informazioni e tanti ospedali non sono attrezzati per l'aggiornamento automatico della cartella. Insomma, a giudicare dalla lentezza con cui si è proceduto in Lombardia, non credo che in Italia riusciremo ad avere un fascicolo sanitario elettronico entro il 2012, come promesso dal ministro Brunetta.

Esistono esperienze italiane di cartelle online. Come funzionano? Su scala locale il servizio incontra meno ostacoli e funziona. Un esempio è quello della Ulss 8 di Asolo, in Veneto: è stata tra le prime a off rire la possibilità agli assistiti di prenotare esami e visite online e di leggere i referti senza doverli ritirare allo sportello.


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