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Catene di dentisti: non sempre la convenienza è assicurata

26 aprile 2016
dentisti low cost

26 aprile 2016

Sono presenti ormai in tantissime città: le catene di dentisti propongono cure a prezzi bassi, puntando su agevolazioni nei pagamenti e sulla professionalità dei medici che vi lavorano.  Le abbiamo messe alla prova e abbiamo scoperto che non sono così convenienti come dicono di essere. Ecco com’è andata.

È da qualche anno che le catene di dentisti si moltiplicano su tutto il territorio nazionale. Vediamo ovunque i loro manifesti pubblicitari: sul bus, in metropolitana, in città. La loro strategia è semplice: puntano su prezzi bassi, elasticità negli appuntamenti e su un servizio professionale e di qualità. La nostra inchiesta però dimostra che il risparmio non è sempre garantito e che la professionalità dipende dal dentista che si trova.

Eppure le catene hanno successo e continuano ad aumentare. Il che non stupisce, visto il costo elevato delle cure dentali offerte dai 40mila studi privati presenti in Italia e la pressoché totale assenza di un servizio odontoiatrico pubblico. Per questo motivo sono sempre di più gli italiani che troppo spesso rinunciano alle cure dentali o si rivolgono alle catene in questione.

A rimetterci è il paziente

Nonostante qualche sforzo in più sia stato fatto per rendere accessibili le cure odontoiatriche, come nel caso del Servizio sanitario della regione Lombardia, la corruzione però ha vanificato tutto. Nel febbraio scorso è scoppiato l’ennesimo scandalo, ironicamente battezzato “Smile”, con i soliti appalti truccati. Ai cittadini che si rivolgevano agli ospedali pubblici, convinti di potersi curare i denti pagando solo il ticket, le aziende che avevano in appalto il servizio facevano credere che ci fossero liste d’attesa lunghissime e davano indicazioni scorrette sul ticket da pagare, reindirizzandoli verso i loro servizi odontoiatrici a pagamento. Ai più tenaci, poi, rifilavano cure che tiravano al risparmio con materiali scadenti a basso costo.

L’inchiesta

Cavalcando l’onda della crisi, le catene si sono affermate sempre di più. Ma sono realmente così convenienti come dicono di essere? Per scoprirlo abbiamo visitato 13 centri appartenenti a 11 catene (scelte tra quelle con maggior numero di studi) per una visita di controllo e un preventivo. Prima però ci siamo sottoposti a una visita accurata da parte di un equipe di professionisti che ha portato a una diagnosi e a un piano di cura e che ha definito uno stato generale della dentizione molto compromesso.

Cosa è successo nei centri visitati?

Siamo stati quasi sempre accolti da un “assistente alla persona o commerciale” che si occupa dell’anamnesi e della consegna del preventivo. Il dentista si presenta solitamente a voce: non si trovano quasi mai esposti i nomi dei dentisti che lavorano nel centro, oppure c’è solo il nome del direttore sanitario. Una mancanza di trasparenza che nelle catene è ancora più visibile, proprio perché dietro all’insegna deve esserci un riferimento per il paziente. In 5 centri su 13 il preventivo è siglato direttamente dall’assistente commerciale: in pratica, anche nel preventivo l’insegna commerciale prevale sul singolo dentista. E’ importante farsi sempre assicurare di essere seguiti dallo stesso professionista e farsi inserire il nome nel preventivo. In 8 casi su 10 la visita non è stata per nulla accurata: il dentista, dopo aver guardato la radiografia panoramica, ha controllato la mobilità dei denti con le mani senza usare uno specchietto e nemmeno lo specillo, strumenti che garantiscono una visita completa e che servono anche a individuare eventuali lesioni precancerose.

Catene: nè più nè meno di uno studio privato

La maggior parte delle catene visitate ha svolto una visita superificiale e poco accurata, concentrandosi sulla soluzione più semplice e immediata del problema, piuttosto che nel dare al paziente un quadro chiaro e orientato al ripristino della salute orale nel lungo periodo. Gli unici studi che hanno fatto una visita più approfondita sono Dental Coop e Social Dent. A fare la differenza è sempre il dentista: conta la professionalità di chi esegue il lavoro e non dove lo fa. Se guardiamo invece al portafoglio, le catene hanno poltiche di prezzo molto diverse (anche tra studi della stessa catena), ma non hanno prezzi molto più bassi rispetto al dentista tradizionale. Per un impianto ad esempio i prezzi variano da 500 fino a 1.350 euro, con una media di 947 euro, contro i 1.194 euro di uno studio privato. Il prezzo medio nelle catene quindi è inferiore, ma non di molto.

Una visita accurata

Una bocca sana è importante per la nostra salute generale. Per questo motivo non bisogna mai rinunciare alle cure dentistiche. Per far si che la visita sia accurata, il dentista deve sempre indossare mascherina, occhiali e guanti per il rispetto delle norme igieniche e usare specchietto, specillo e sonda, tre strumenti utili a ispezionare accuratamente le superfici della bocca e individuare eventuali malattie dei denti.

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