News

I pericoli dellinfluenza

22 settembre 2011

22 settembre 2011

Le complicazioni dell’influenza si possono verificare quando l’infezione, anziché restare limitata alle prime vie respiratorie, si propaga ai bronchi e ai polmoni, oppure quando sopraggiunge un’infezione batterica. Le persone che hanno più di 65 anni e sono affette da malattie respiratorie croniche, malattie cardiache o con un sistema immunitario compromesso potrebbero andare incontro a polmoniti virali o batteriche. Anche i bambini sono esposti a possibili complicanze: le più probabili sono l’otite, la sinusite e la polmonite.

Raramente mortale
Comunque, di per sé l’influenza stagionale rappresenta raramente una causa di morte. Nonostante i numeri dei decessi a essa riconducibili siano difficilmente quantificabili, oltre che oggetto di controversie, si stima che in Europa muoiano in media otto persone ogni centomila, quando il virus non è particolarmente violento; al contrario negli anni in cui il virus stagionale è molto insidioso il dato sale fino a 44. 
Nel caso di pandemia, cioè di epidemie di particolare gravità, capaci di invadere interi continenti, si parla di impatti molto diversi (come la “Spagnola” nel 1918, che ucciso tra i 20 e 50 milioni di persone nel mondo).

Chi colpisce di più
L’influenza colpisce di solito il 5-10% degli italiani, ma ogni stagione è diversa dall’altra: alcune sono molto lievi, altre più pesanti, come quelle del 2004-2005 e del 2009-2010 (“suina”), che hanno rispettivamente coinvolto più di 5 milioni di connazionali.
In rapporto alle altre fasce d’età, i bambini e i ragazzi ne sono maggiormente interessati (la scuola è un ambiente che favorisce lo scambio dell’infezione), al contrario tra gli anziani sopra i 65 anni si verificano meno casi, molto probabilmente in virtù di una parziale memoria immunitaria che si instaura con il passare delle stagioni influenzali. Ma è proprio tra questi ultimi, a dispetto di una bassa incidenza della malattia, che si verificano più decessi per influenza: su 100 morti, 85-90 sono persone con più di sessantacinque anni. Questo perché la salute già precaria di anziani e malati cronici è messa a dura prova dall’infezione.

Si trasmette per via aerea
Chi è colpito dal virus influenzale generalmente comincia ad accusare i primi sintomi della malattia tra le 24 e le 72 ore dal contagio. L’infezione si trasmette per via aerea (attraverso il respiro, la tosse, gli starnuti...), ma anche indirettamente: basta avvicinare alla bocca la mano che si è data a una persona contagiosa, che magari in apparenza sembra perfettamente sana. Trascorso un periodo di incubazione, l’influenza si scatena con sintomi tipici: sensazione di freddo e brividi, che sono premonitori di febbre; questa può salire e superare i 38 °C e le si associano vari disturbi, come il mal di testa, dolori muscolari e malessere generalizzato. Dopo due o tre giorni si intensificano i sintomi respiratori: mal di gola, tosse (dapprincipio secca, poi grassa) e dolori al petto. Se la febbre dura generalmente dai due ai cinque giorni, il decorso della malattia si conclude nel giro di una settimana. Tuttavia, per sentirsi di nuovo in forma, bisogna aspettare ancora qualche giorno, quando cioè sparisce la sensazione di stanchezza tipica della malattia.

Stampa Invia